Palazzo Reale, l’allarme del sindacato: «Eventi a tutti i costi, personale e patrimonio a rischio»

Usb Pubblico Impiego denuncia una situazione “insostenibile” a Palazzo Reale durante il Concorso Lirico Internazionale “Città di Genova”, con organici ridotti, ingressi gratuiti domenica e timori per sicurezza, pubblico e opere

Palazzo Reale di Genova sotto pressione tra eventi, ingressi gratuiti e personale ridotto all’osso. A denunciare la situazione è Usb Pubblico Impiego Liguria, che parla di una gestione “insostenibile” in occasione del Concorso Lirico Internazionale “Città di Genova”, in programma dal 5 al 7 giugno, e di criticità destinate ad aggravarsi domenica, quando la finale dell’evento coinciderà con la prima domenica del mese a ingresso gratuito.

Secondo il sindacato, il concorso era programmato da mesi, ma le indicazioni operative su pianoforte, accessi e spazi destinati ai concorrenti sarebbero state comunicate al personale soltanto il 5 giugno, cioè a evento già iniziato, e dopo sollecitazioni dirette da parte dei dipendenti. Una partenza, secondo Usb, che avrebbe scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso di una macchina organizzativa non adeguatamente preparata.

La prima giornata avrebbe già mostrato le difficoltà. Il 5 giugno, a causa di due assenze giustificate sulle quattro unità previste in sala, un’unità di vigilanza avrebbe dovuto prolungare il turno dalle 8 alle 17:30. Dopo quell’orario, il percorso di visita è stato ridotto. Con organici minimi, il personale avrebbe dovuto gestire contemporaneamente l’apertura del museo e circa 70 concorrenti, occupandosi di informazioni, accompagnamenti e sorveglianza.
La carenza di personale, secondo quanto riferito dal sindacato, avrebbe avuto conseguenze molto concrete sulla giornata lavorativa. In alcuni momenti, sostiene Usb, sarebbe stato impossibile per lavoratrici e lavoratori allontanarsi anche solo per rispondere a esigenze fisiologiche elementari. Una condizione che il sindacato collega direttamente al tema dello stress lavoro-correlato e alla sostenibilità dei turni.
La situazione, denuncia ancora l’organizzazione, non sarebbe migliorata sabato 6 giugno. Anche in questa giornata il presidio sarebbe rimasto composto da due unità in portineria e due in sala, con percorso ridotto, servizi già prenotati e una visita guidata comunque da garantire. Secondo il comunicato, ciò avverrebbe in violazione del regolamento sul numero minimo di unità di sorveglianza.
La maggiore preoccupazione riguarda però domenica 7 giugno. La finale del concorso sarà aperta al pubblico e coinciderà con l’ingresso gratuito previsto per la prima domenica del mese, condizione che potrebbe determinare un’affluenza elevata. Il personale indicato dal sindacato sarebbe composto da sole due unità in portineria e tre in sala, anche in questo caso, secondo la denuncia, sotto i numeri minimi previsti per la vigilanza.
I rischi segnalati sono diversi: possibile superamento della capienza massima del museo, difficoltà di controllo degli accessi in assenza di sistemi di conteggio, stress lavoro-correlato per il personale chiamato a svolgere più mansioni contemporaneamente, stress termico nelle sale non climatizzate in caso di afflusso massiccio e possibili danni alle opere d’arte per l’impossibilità di garantire una sorveglianza adeguata in tutte le sale.
A questo si aggiunge un ulteriore punto indicato dal sindacato: al personale non sarebbero state comunicate le procedure di emergenza aggiornate. Usb riferisce anche di avere proposto alla direzione una gestione degli ingressi scaglionati ogni 30 minuti, proposta che non sarebbe stata accolta.
La vertenza non nasce, secondo il sindacato, da un singolo evento isolato, ma da una settimana già particolarmente gravosa per il personale di Palazzo Reale. Il comunicato richiama infatti l’apertura straordinaria di lunedì 1 giugno, giorno abituale di chiusura che secondo Usb non sarebbe stato compensato, la festività del 2 giugno con ingresso gratuito e l’inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione con concerto.
Il sindacato parla quindi di una carenza di personale “strutturale e insostenibile”, capace di mettere in difficoltà persino le aperture ordinarie. Da qui la richiesta all’amministrazione di assumersi le proprie responsabilità e di adottare misure urgenti per garantire la sicurezza del personale, del pubblico e del patrimonio culturale.
Per Usb, valorizzare la cultura non può significare moltiplicare eventi senza tenere conto delle condizioni reali in cui opera il personale. La critica è rivolta alla politica degli “eventi a tutti i costi”, che secondo il sindacato finisce per ignorare risorse mancanti, carenze organizzative e rischi concreti per lavoratrici, lavoratori, utenza e opere custodite nel museo.
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