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Negozi di quartiere, contributi fino al 90 per cento degli investimenti: il Comune prova a fermare le saracinesche abbassate

Approvate dalla giunta comunale le nuove linee guida per i bandi 2026 destinati a Centri integrati di via, Pro Loco e associazioni di categoria. Le risorse sosterranno commercio di prossimità, decoro urbano, eventi, turismo, affitti e iniziative nei quartieri

Più contributi per il commercio di prossimità, procedure più snelle e un sostegno rafforzato alle realtà che tengono vivi quartieri, strade e delegazioni. La giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessora al commercio e turismo Tiziana Beghin, le nuove linee di indirizzo per l’erogazione di contributi, sovvenzioni e vantaggi economici destinati al tessuto economico e associativo cittadino per il 2026.

Il provvedimento definisce i criteri che serviranno agli uffici comunali per predisporre i prossimi bandi e introduce una novità significativa: per i progetti considerati di particolare rilievo, presentati da Centri integrati di via, Pro Loco e associazioni di categoria, il contributo pubblico potrà arrivare fino al 90 per cento delle spese ammissibili. Viene quindi attivata una deroga rispetto al limite ordinario del 50 per cento, con l’obiettivo di sostenere interventi più incisivi su aggregazione commerciale, promozione territoriale, decoro, turismo e qualità dello spazio urbano.

La misura punta a incidere su uno dei fenomeni più visibili negli ultimi anni: l’indebolimento dei negozi di vicinato, stretti tra gli effetti della crisi pandemica, la crescita del commercio elettronico, l’aumento dei costi e la difficoltà di mantenere aperte attività nei quartieri meno centrali o più fragili. Per Palazzo Tursi, la rete commerciale non è soltanto un comparto economico, ma anche un presidio quotidiano di socialità, sicurezza percepita e cura dello spazio pubblico.

«Questo provvedimento mira a contrastare direttamente la desertificazione commerciale e l’indebolimento dei negozi di vicinato, colpiti negli ultimi anni dagli strascichi della crisi pandemica e dal boom dell’e-commerce», spiega Tiziana Beghin. L’assessora sottolinea il ruolo delle saracinesche di quartiere come presidi di sicurezza, socialità e decoro urbano, ricordando che Centri integrati di via, Pro Loco e tessuto associativo rappresentano «l’anima dei nostri quartieri, i primi custodi della sicurezza, della tradizione e della coesione sociale».

Le nuove linee guida non si limitano a prevedere un aumento della quota finanziabile. Il quadro approvato dalla giunta definisce anche le priorità per l’assegnazione dei fondi e i servizi che il Comune potrà assumere direttamente a proprio carico per sostenere la riuscita degli eventi e delle iniziative territoriali. Saranno considerate finanziabili le attività legate all’innovazione commerciale, gli eventi tradizionali nei centri storici e nei quartieri, le iniziative di promozione turistica ed enogastronomica e i progetti dedicati alla cura del verde pubblico, dell’arredo urbano e del decoro.

Una parte rilevante del provvedimento riguarda anche il sostegno alle sedi delle realtà locali. Oltre alle esenzioni e alle riduzioni già previste sui canoni dei beni demaniali comunali, la delibera introduce la possibilità di riconoscere contributi a copertura degli affitti per le Pro Loco che utilizzano immobili privati per le proprie attività istituzionali. È una misura pensata per alleggerire i costi fissi delle associazioni che operano nei quartieri e che spesso garantiscono servizi, eventi e iniziative con risorse limitate.

Per favorire la liquidità dei soggetti proponenti, i contributi potranno essere erogati anche in due tranche, con una quota iniziale a titolo di acconto. In questo modo, le associazioni e le reti commerciali non dovranno necessariamente anticipare per intero le spese prima di ricevere il sostegno comunale, un aspetto che può risultare decisivo soprattutto per le realtà più piccole.

Il Comune potrà inoltre intervenire non solo con trasferimenti economici, ma anche con supporti operativi. Palazzo Tursi potrà farsi carico di servizi essenziali come la fornitura e la pulizia dei servizi igienici, l’allestimento di spettacoli musicali o luminosi a basso impatto acustico, campagne pubblicitarie dedicate e materiali promozionali con il logo degli eventi. L’obiettivo è semplificare l’organizzazione delle iniziative, ridurre gli ostacoli pratici e permettere a Centri integrati di via, Pro Loco e associazioni di concentrarsi sulla qualità dei progetti.

Per Beghin, la scelta di elevare fino al 90 per cento la soglia di contribuzione pubblica e di introdurre strumenti concreti come il sostegno alle locazioni serve a dare alle realtà territoriali la certezza di avere il Comune al proprio fianco. «Guardiamo a una Genova dove l’innovazione commerciale si fonde con la tradizione, integrando i negozi storici, i mercati rionali e le identità locali in un’offerta turistica e culturale moderna e strutturata», aggiunge l’assessora. «Sostenere chi tiene vive le nostre strade significa investire sulla qualità della vita dei genovesi e sull’attrattività internazionale della nostra città».

L’attuazione dei singoli bandi e la successiva erogazione dei fondi passeranno ora alla Direzione servizi per il commercio e l’artigianato del Comune. Le linee guida approvate rappresentano quindi il quadro di riferimento per costruire gli avvisi del 2026, con una direzione politica chiara: rafforzare il commercio di prossimità non solo come attività economica, ma come infrastruttura sociale diffusa, capace di contrastare il vuoto urbano, animare le strade e rendere più vivibili i quartieri.


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