Massimo Recalcati a Palazzo Ducale: una lectio su Anselm Kiefer, tra trauma, memoria e rinascita

Venerdì 29 maggio alle 18:30, nella Sala del Maggior Consiglio, lo psicoanalista Massimo Recalcati parlerà della poetica di Anselm Kiefer a partire dal suo libro “Il seme santo”. Introduce Paola Mordiglia

La ferita della storia, le macerie della memoria e la possibilità che dall’esperienza del trauma nasca una nuova forma di poesia. Saranno questi i temi al centro dell’incontro con Massimo Recalcati, in programma venerdì 29 maggio alle 18:30 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, dove lo psicoanalista terrà una lectio dedicata a “La poetica di Anselm Kiefer“. L’incontro sarà introdotto da Paola Mordiglia ed è organizzato in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale e la Società Genovese di Psicoanalisi.

Il punto di partenza sarà il libro “Il seme santo. La poetica di Anselm Kiefer“, con cui Massimo Recalcati prosegue il proprio percorso di ricerca nei territori dell’arte. Dopo avere attraversato, nel corso degli anni, il rapporto tra psicoanalisi, desiderio, insegnamento, paternità e legami, l’autore si accosta all’opera di Anselm Kiefer per indagare uno dei nodi più profondi del gesto artistico: la possibilità di trasformare la distruzione in forma, il lutto in creazione, le rovine in un nuovo inizio.

Nella lettura di Massimo Recalcati, l’arte di Anselm Kiefer nasce dentro un paesaggio segnato dalla catastrofe. L’esperienza del bambino che si aggira tra le macerie della Seconda guerra mondiale diventa la matrice di una poetica in cui la memoria non è nostalgia, né risentimento, né semplice commemorazione del passato. È, piuttosto, una forza che spinge in avanti, un lavoro capace di riscattare le tracce sopravvissute alla distruzione e di impedire che la morte abbia l’ultima parola.
Da qui prende forma una riflessione sulla materia, sulla stratificazione dei segni, sulla potenza del colore e sulla trasformazione alchemica che attraversano l’opera di Anselm Kiefer. Le sue tele, le sue installazioni e i suoi paesaggi non cancellano la ferita, ma la espongono, la attraversano e la riconducono a una dimensione nuova. Le macerie della storia non vengono rimosse: diventano il luogo da cui può riaprirsi una possibilità, il punto in cui ciò che è già accaduto continua a interrogare il presente.
La lectio di Palazzo Ducale metterà quindi in relazione psicoanalisi, arte e memoria storica, dentro una domanda che riguarda non solo l’opera di Anselm Kiefer, ma il senso stesso della creazione artistica dopo la catastrofe. Come può l’arte abitare le rovine senza restarne prigioniera? Come può il trauma diventare una forma espressiva senza essere banalizzato? E in che modo la memoria può evitare di trasformarsi in culto sterile del passato, aprendosi invece a un nuovo inizio?
Massimo Recalcati è tra gli psicoanalisti italiani più noti. Nel 2003 ha fondato Jonas Onlus, centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi, collabora con “la Repubblica” e insegna all’Università di Pavia. La sua produzione saggistica ha affrontato alcuni dei temi centrali del disagio contemporaneo, dalla crisi della figura paterna ai legami familiari, dal desiderio all’insegnamento, dalla clinica psicoanalitica alle forme nuove del malessere individuale e collettivo. Tra i suoi libri figurano “L’uomo senza inconscio”, “Cosa resta del padre?”, “Il complesso di Telemaco”, “Non è più come prima” e “L’ora di lezione”.
L’appuntamento di venerdì a Palazzo Ducale si inserisce in questo percorso, spostando l’attenzione sull’arte come luogo in cui la memoria traumatica può essere rielaborata senza essere negata. In Anselm Kiefer, secondo Massimo Recalcati, la ferita della storia non si chiude mai del tutto, ma proprio per questo continua a generare immagini, materia, simboli e domande. Una poetica delle rovine che non celebra la distruzione, ma cerca nel suo interno il seme possibile di una rinascita.
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