Facce de Zena 

Il clone colpisce ancora: dopo Instagram, a Luca Lombardi duplicano anche Facebook

Nuovo caso di profilo falso per l’assessore regionale Luca Lombardi, che annuncia denuncia ai carabinieri e invita i suoi contatti a non accettare richieste sospette, in primis quelle di denaro

C’è chi colleziona francobolli, chi magneti da frigo, chi tessere fedeltà mai usate. L’assessore regionale Luca Lombardi, suo malgrado, sembra invece finito nel mirino dei collezionisti di identità digitali. Dopo il profilo Instagram clonato lo scorso novembre, questa volta è toccato a Facebook, dove qualcuno ha pensato bene di confezionare una copia dell’assessore, probabilmente convinto che la politica ligure avesse bisogno non di meno profili, ma addirittura di doppi.

La scoperta è arrivata questa mattina e Luca Lombardi ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al comando dei carabinieri di Sanremo. «Questa mattina ho scoperto che qualcuno ha clonato il mio profilo su Facebook. Andrò immediatamente presso il comando dei carabinieri di Sanremo a denunciare questo increscioso fatto e mi tutelerò attraverso le vie legali», ha dichiarato l’assessore regionale, che si trova così nella singolare condizione di dover dimostrare di essere sé stesso, mentre un altro “sé stesso” prova a farsi largo tra richieste di amicizia e possibili messaggi truffaldini.

Il consiglio, per chi è già tra i contatti del vero Lombardi, è di non lasciarsi prendere dall’emozione di ricevere una seconda richiesta di amicizia dallo stesso assessore. In politica il bis può funzionare alle urne, ma sui social network di solito è un campanello d’allarme. «Se chi mi segue già su Facebook riceve una mia richiesta di amicizia, o peggio una richiesta di denaro, consiglio di non accettarla, di bloccare e quindi segnalare il messaggio tramite l’apposita funzione», ha aggiunto l’assessore.

Resta da capire se il clone puntasse alla politica, alla notorietà o più banalmente al portafoglio dei contatti. Nel dubbio, meglio applicare la regola aurea della sopravvivenza digitale: se un assessore vi chiede soldi su Facebook, probabilmente non è l’assessore. E se anche lo fosse, prima di cliccare conviene comunque farsi una domanda in più. Intanto il vero Luca Lombardi procede con la denuncia, mentre il falso Luca Lombardi rischia di avere una carriera pubblica molto breve: debutto su Facebook, segnalazione, blocco e uscita di scena.


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