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Rottamazione dei debiti comunali, Forza Italia pressa la giunta comunale: «Genova non perda la finestra del 30 giugno»

Mario Mascia presenta un ordine del giorno per chiedere al Comune di aderire alla “rottamazione quinquies” estesa ai carichi locali. La misura non è automatica: senza una delibera consiliare, i contribuenti genovesi resterebbero esclusi dalla definizione agevolata su tributi comunali e multe

La “rottamazione quinquies” entra in Sala Rossa e diventa terreno di confronto politico immediato. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Mario Mascia, presenta questa mattina alla Conferenza dei capigruppo un ordine del giorno straordinario per impegnare la sindaca Silvia Salis e la giunta a portare rapidamente in aula la delibera di indirizzo necessaria all’adesione del Comune di Genova alla definizione agevolata dei carichi locali. Il punto centrale è la scadenza: la finestra prevista dal decreto fiscale impone agli enti locali di pubblicare la propria delibera entro il 30 giugno 2026, altrimenti i contribuenti del territorio non potranno usare questo canale per alleggerire i debiti affidati alla riscossione.

L’iniziativa di Mario Mascia nasce dall’emendamento al decreto legge fiscale numero 38 del 2026 che ha esteso la “rottamazione quinquies” anche ai carichi degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Nel perimetro rientrano, secondo le ricostruzioni specialistiche pubblicate in questi giorni, i debiti locali affidati alla riscossione tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, compresi tributi comunali come Imposta municipale propria e Tassa sui rifiuti; per le multe stradali, invece, il beneficio riguarda gli interessi e le somme aggiuntive, non l’importo principale della sanzione.

Il meccanismo, però, non scatta in automatico. Ogni Comune deve decidere se aderire. Per questo l’ordine del giorno di Forza Italia chiede che Genova si muova subito, senza aspettare l’ultimo momento, con una delibera del Consiglio comunale da pubblicare sul sito istituzionale entro il termine previsto. Dopo l’eventuale adesione degli enti, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrebbe mettere a disposizione dal 15 settembre i dati utili sui carichi definibili, mentre i contribuenti avrebbero tempo dal 16 settembre al 31 ottobre 2026 per presentare domanda in via telematica. Entro la fine dell’anno arriverebbe poi la comunicazione delle somme dovute, con pagamento in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali, a partire dal 31 gennaio 2027.

«Bando alle ciance, questa delibera consiliare di adesione è una mano tesa ai genovesi che tirano la carretta: serve subito una boccata di ossigeno nei debiti col fisco», dice il consigliere e capogruppo Mario Mascia anche segretario cittadino di FI. Il ragionamento politico del capogruppo è semplice: se il Consiglio comunale non approverà l’atto nei tempi previsti, chi ha pendenze legate a tributi e carichi comunali non potrà beneficiare della definizione agevolata e resterà esposto al pagamento ordinario, comprensivo di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione, dove dovuti.

La questione ha anche una dimensione amministrativa delicata. L’autonomia tributaria consente infatti agli enti locali di scegliere se entrare o meno nella misura, ma proprio questa facoltà rende decisivo il passaggio politico in Consiglio comunale. Non basta, secondo Mario Mascia, una generica disponibilità della giunta: serve un atto formale, pubblicato nei tempi richiesti, perché la procedura diventi utilizzabile anche dai contribuenti genovesi. Le indicazioni emerse a livello nazionale confermano che la scelta degli enti locali è un passaggio preliminare indispensabile e che il calendario è molto stretto. L’Associazione nazionale dei Comuni italiani aveva già evidenziato, nelle osservazioni al Senato, la necessità di coinvolgere l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nella gestione della definizione agevolata dei carichi territoriali e aveva indicato la strada della deliberazione degli organi consiliari o assembleari degli enti.

Nel mirino del capogruppo azzurro c’è il rischio che la vicenda venga letta con una lente di appartenenza politica, visto che la misura arriva dal governo nazionale di centrodestra. Mario Mascia chiede quindi che l’ordine del giorno sia condiviso anche dagli altri gruppi, di opposizione e di maggioranza, e sollecita la coalizione che sostiene Silvia Salis a non rallentare il percorso. «Mi auguro che tutti i gruppi consiliari vogliano condividere questa iniziativa e che nessuna delle sinistre a sostegno della sindaca Silvia Salis si metta di traverso, magari solo perché la rottamazione quinquies è stata approvata dalla nostra parte politica di centrodestra al governo del Paese e non dalla loro», afferma.

La partita, al di là dello scontro politico, riguarda una platea potenzialmente ampia di cittadini, famiglie e attività che negli anni hanno accumulato pendenze con l’ente locale. La misura consentirebbe, per i carichi ammessi, di chiudere la posizione pagando la quota capitale e le spese previste, con l’eliminazione delle componenti accessorie indicate dalla norma; nel caso delle sanzioni stradali, invece, il taglio sarebbe limitato agli interessi e all’aggio, mentre la multa originaria resterebbe dovuta. È proprio questa distinzione a rendere necessario spiegare bene il provvedimento, evitando di presentarlo come un condono indistinto su qualunque debito.


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