Il cane Maqui della PL punta il tombino e fa trovare l’hashish: pusher arrestato nei vicoli

Operazione della polizia locale nel centro storico nell’ambito dei controlli contro lo spaccio. Sequestrati hashish, denaro e un mezzo all’acquirente, con ritiro della patente

Il fiuto dell’unità cinofila Maqui del reparto Sicurezza Urbana della polizia locale ha portato al ritrovamento di 56 grammi di hashish nascosti in un tombino e all’arresto di un uomo accusato di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dalla polizia locale del Gocs, Gruppo operativo Contrasto Stupefacenti del nucleo Centro Storico nella città vecchia, nell’ambito dei servizi aggiuntivi disposti dal Comando per prevenire e contrastare le attività illecite nella zona di vico Mele e del Sestiere della Maddalena.

Gli agenti erano impegnati in un servizio mirato contro i reati legati agli stupefacenti quando hanno notato, in vico dell’Amor Perfetto, un uomo intento ad acquistare droga da un presunto pusher. L’acquirente è stato seguito e raggiunto poco dopo in via Turati, dove è stato controllato e trovato in possesso di una dose di hashish. Nei suoi confronti è scattata la sanzione amministrativa, con ritiro della patente e sequestro del mezzo.
A quel punto gli operatori hanno concentrato l’attenzione sul presunto venditore, fermato poi in vico Mele. L’intervento dell’unità cinofila si è rivelato decisivo: Maqui ha perlustrato l’area fino a individuare, in vico dell’Amor Perfetto, il punto in cui era stata occultata altra sostanza. La droga era nascosta in un tombino e, una volta recuperata, è risultata pari a 56 grammi di hashish.
I controlli successivi sull’uomo fermato hanno permesso di trovare anche circa 450 euro, ritenuti dagli investigatori possibile provento dell’attività di spaccio. Dagli accertamenti è emerso inoltre che l’uomo aveva precedenti specifici in materia di stupefacenti e una condanna definitiva per spaccio.
Informato il pubblico ministero di turno, per il presunto spacciatore è stata disposta inizialmente la misura cautelare al domicilio in attesa della direttissima. L’arresto è stato poi convalidato e nei suoi confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari.
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