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Tragedia alle Maldive, 5 persone morte. Tra queste c’è anche la ricercatrice genovese Monica Montefalcone. Aveva il mare come vita e missione

La docente dell’Università di Genova (Distav) è tra le persone coinvolte nella tragedia avvenuta durante un’immersione vicino ad Alimathaa. Aveva dedicato la sua carriera agli ecosistemi marini e alla tutela delle aree più fragili del pianeta

Per tutta la vita aveva guardato il mare non come una superficie, ma come un mondo da capire. Lo aveva studiato nelle sue praterie sommerse, nei coralli, nelle grotte, nei fondali segnati dall’uomo e dal clima che cambia. Lo aveva raccontato agli studenti, ai colleghi, al pubblico. Il mare era il suo lavoro, ma anche il luogo in cui la ricerca diventava esperienza diretta. È in mare, alle Maldive, che si è interrotta la vita di Monica Montefalcone, professoressa associata in Ecologia all’Università di Genova, tra le persone ritrovate senza vita dopo un’immersione vicino ad Alimathaa, nell’atollo di Vaavu.

La docente si trovava a bordo della Duke of York, imbarcazione utilizzata per crociere subacquee. Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo si era immerso al mattino e l’allarme è scattato quando, intorno a mezzogiorno, non era ancora riemerso. Le ricerche si sono concluse con il ritrovamento dei corpi. Le autorità locali hanno avviato accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente e le cause del decesso, mentre nella zona le condizioni meteo risultavano difficili, con un’allerta gialla in vigore.

A Genova la notizia ha il peso delle perdite che arrivano da lontano ma colpiscono molto vicino. Monica Montefalcone era un nome conosciuto nel mondo universitario e scientifico, ma anche da chi seguiva i temi del mare, dell’ambiente e della conservazione. Ricercatrice, studiosa dell’ecologia marina, volto noto anche al pubblico televisivo, aveva lavorato su progetti importanti per la tutela degli ecosistemi sommersi, tra cui Talassa, GhostNet e “Mare A16-A18”.

Il suo percorso racconta una fedeltà lunga e coerente al mare. Non un mare da cartolina, ma un organismo complesso, vulnerabile, da osservare con metodo e da proteggere con ostinazione. Le praterie di Posidonia, le scogliere coralline tropicali, il coralligeno, le aree marine protette, i fondali della Liguria e quelli delle Maldive componevano una stessa geografia scientifica e umana. In ogni immersione c’era una domanda, in ogni rilievo un dato, in ogni dato la possibilità di capire se un ecosistema stesse resistendo o cedendo.

Alle Maldive Montefalcone non era soltanto una turista. Quelle acque erano anche parte del suo lavoro di ricerca. Aveva studiato gli ambienti marini tropicali e le scogliere coralline, ecosistemi bellissimi e fragili, esposti al riscaldamento globale, allo sbiancamento dei coralli e alla pressione delle attività umane. Per chi vive il mare in superficie sono paesaggi. Per chi li studia sono archivi viventi, segnali del futuro, sistemi da proteggere prima che sia troppo tardi.

All’Università di Genova aveva formato studenti e giovani ricercatori, portando in aula e sul campo una disciplina che non resta mai chiusa nei libri. L’ecologia marina è fatta di conoscenza, ma anche di responsabilità: insegna a vedere ciò che spesso resta invisibile, a comprendere che un fondale non è vuoto, che una prateria sommersa non è un dettaglio, che un corallo che muore racconta qualcosa che riguarda tutti.

La morte di Monica Montefalcone lascia dolore e incredulità, ma anche l’immagine nitida di una studiosa che aveva scelto di dedicare la propria vita a ciò che il mare custodisce sotto la superficie. Genova perde una docente, la comunità scientifica una ricercatrice, il mondo della tutela ambientale una voce competente e appassionata. Restano il suo lavoro, i progetti, gli studenti, le ricerche e quella lezione silenziosa che attraversa ogni ambiente fragile: conoscere è già un modo di prendersi cura.

La nota della Farnesina

«I subacquei sarebbero deceduti per aver provato l’esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità. La ricostruzione dell’incidente è ancora in corso da parte delle autorità delle Maldive – recita una nota del ministero degli Esteri -. La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione; la sede sta provvedendo a prendere contatto con i familiari delle vittime per fornire ogni necessaria assistenza consolare».

Sotto: gli aggiornamenti


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