Centrostorico Quartieri 

Via Prè riapre la sua memoria: le fotografie di Adriano Silingardi raccontano quarant’anni di centro storico

Dal 20 al 28 maggio la sede del Municipio I Centro Est ospita “Gente di Prè”, mostra fotografica di Adriano Silingardi tra immagini del 1976 e del 2016. L’inaugurazione coincide con l’apertura della nuova uscita del Municipio su piazza Metelino, voluta dalla presidente Simona Cosso

Via Prè come porta del mondo, luogo di passaggio, approdo, commercio, marginalità, convivenza e memoria. Mercoledì 20 maggio alle 17.30, nella sede del Municipio I Centro Est di via delle Fontane 2, sarà inaugurata la mostra fotografica “Gente di Prè. Fotografie 1976/2016” di Adriano Silingardi, in occasione dell’apertura della nuova uscita del Municipio su piazza Metelino, voluta dalla presidente Simona Cosso. L’esposizione sarà visitabile fino al 28 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30.

Il titolo scelto per l’iniziativa, “Via Prè e piazza Metelino, quarant’anni di città: dal Municipio aperto una memoria per immagini”, restituisce il senso dell’operazione: non una semplice mostra fotografica, ma un attraversamento della storia urbana e umana di uno dei luoghi più stratificati di Genova. Le immagini di Adriano Silingardi mettono in relazione il quartiere degli anni Settanta con quello del 2016, usando la fotografia come una macchina del tempo capace di mostrare continuità, fratture, perdite, trasformazioni e persistenze.

Per generazioni, via Prè è stata una delle strade genovesi più note fuori da Genova. Come ricorda lo stesso autore, il viaggiatore genovese, ovunque nel mondo, poteva sentirsi rispondere con entusiasmo: «Oh Genova, via Prè!». Marinai, ex militari, lavoratori di bordo, cuochi, elettricisti arrivati dai porti più lontani conoscevano la città attraverso quella soglia popolare, cosmopolita e irregolare. Via Prè era un punto di contatto con il porto e con il mondo, un luogo con regole proprie, ma tutt’altro che separato dal resto della città.

Nel dopoguerra, il quartiere ha accolto migliaia di nuovi abitanti, attraversato da migrazioni, lingue, cibi e abitudini differenti. Una trama urbana complessa, a tratti difficile, ma vitale. Per Adriano Silingardi, quei carruggi hanno rappresentato una sorta di “gran tour” concentrato in poche centinaia di metri, un anticipo delle meraviglie del mondo che avrebbe poi cercato nei suoi viaggi. Proprio per questo il progressivo abbandono, i cantieri infiniti, la fuga degli abitanti, la perdita della memoria e l’indebolimento dello spirito originario del quartiere diventano, nelle sue parole e nelle sue immagini, materia di riflessione più che di nostalgia.

Il progetto nasce dal recupero di alcune diapositive a colori scattate nei primi anni Settanta, durante la preparazione di un audiovisivo sulla distruzione di via Madre di Dio e sull’assalto speculativo che rischiò di cancellare una parte decisiva del centro medievale genovese. Tra quelle immagini, Silingardi ha ritrovato gli scatti di via Prè e ne ha riconosciuto subito l’atmosfera: gli anni della speranza, del lavoro, dell’idea di progresso sociale, ma anche il momento in cui la città stava già cambiando in modo profondo.

Da lì è nata l’idea di tornare negli stessi luoghi e rifare gli stessi scatti, a distanza di quarant’anni. La mostra costruisce così un confronto tra ieri e oggi, senza cedere alla nostalgia sterile. Le immagini del passato sono a colori, con tonalità segnate dal tempo, dal processo chimico e dall’ambiente; quelle del presente sono in bianco e nero. Una scelta che rovescia la percezione abituale di un passato grigio e di un presente a colori, obbligando chi guarda a interrogarsi su cosa sia davvero più vivo, più nitido, più leggibile.

L’apertura della nuova uscita del Municipio su piazza Metelino aggiunge un ulteriore significato all’iniziativa. La sede municipale diventa non solo luogo amministrativo, ma spazio attraversabile, affacciato sul quartiere, capace di ospitare una memoria visiva e di restituirla alla cittadinanza. L’operazione mette insieme istituzione e territorio: da una parte il Municipio che si apre fisicamente verso la piazza, dall’altra le fotografie che riaprono il rapporto con una storia urbana spesso rimossa o semplificata.

Adriano Silingardi, nato nel 1951, vive e lavora a Genova. Fotografo, ricercatore e collezionista, ha documentato il centro storico, le trasformazioni urbanistiche e sociali della città, i movimenti politici e sociali dalla fine degli anni Sessanta. Il suo lavoro attraversa Genova, il Mediterraneo, la fotografia antica, il Vicino Oriente, la memoria urbana e la fotografia militante. Ha pubblicato numerosi libri e curato mostre e cataloghi, tra cui “Gli anni del ’68”, “Le stagioni della fotografia militante 1960-2020”, “Luoghi perduti – l’altra Genova”, “Genova in movimento 1970-1980”, “La città invisibile – una storia fotografica di via della Madre di Dio”, “Linee d’ombra” e “Alluvione – Genova 1970”.

La mostra sarà accompagnata dal libro-catalogo “Gente di Prè”, pubblicato da Youcanprint, che raccoglie e amplia il percorso fotografico dedicato al quartiere. Per informazioni sull’autore è disponibile il sito https://www.adrianosilingardi.it.

“Gente di Prè” non racconta soltanto una via. Racconta una parte della città che ha conosciuto commerci, arrivi, partenze, degrado, resistenza, vita quotidiana e trasformazioni profonde. Le immagini di Silingardi riportano al centro volti, spazi, botteghe, vuoti e presenze, mostrando come un quartiere possa cambiare senza perdere del tutto la propria forza simbolica. Dal 20 maggio, con l’apertura della nuova uscita del Municipio su piazza Metelino, quella memoria torna a farsi pubblica proprio nel luogo da cui proviene.

Nella foto di Silingardi: via Pré nel 1976


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