Mobilità in Val Bisagno, Silvia Salis riapre la partita: a settembre il dibattito pubblico

La sindaca annuncia un percorso di confronto sulle soluzioni per il trasporto pubblico in vallata. Fratelli d’Italia attacca: «Ennesima retromarcia dell’amministrazione»

La mobilità in Val Bisagno torna al centro del confronto pubblico e politico. A settembre partirà il dibattito pubblico annunciato dalla sindaca Silvia Salis durante la prosecuzione della Quinta Commissione consiliare, convocata per valutare lo studio del Politecnico di Milano condotto dal professor Pierluigi Coppola. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà riaprire un confronto rimasto sospeso per anni sulle infrastrutture e sulle soluzioni più adatte a servire uno degli assi più complessi della città.

«A settembre partirà il dibattito pubblico sulla mobilità in Val Bisagno, riprendendo quel discorso interrotto 15 anni fa», ha detto Silvia Salis, spiegando che non si tratterà di una semplice presentazione di un progetto già deciso, ma di un percorso regolato dall’articolo 40 del decreto legislativo 31 marzo 2023. Il punto, secondo la sindaca, è partire dagli elementi raccolti attraverso il lavoro del Politecnico di Milano, senza assumere in partenza una soluzione come unica possibile

La sindaca ha rivendicato la volontà di avviare «un vero dibattito pubblico», costruito sui dati e aperto al territorio. «È qualcosa che il territorio si aspetta e che gestiremo con la massima serietà, con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione e nella massima trasparenza», ha aggiunto Silvia Salis, precisando che nel confronto saranno considerate tutte le possibilità, compresa l’opzione zero, e che le diverse ipotesi saranno comparate tra loro.
La tempistica non è casuale. Il dibattito pubblico, secondo la normativa richiamata dalla sindaca, dovrà concludersi entro 120 giorni dall’avvio, con una possibile proroga di due mesi. Per questo l’amministrazione ha scelto settembre, evitando di far partire il percorso a luglio e di consumare parte del tempo utile durante agosto. «Da qui la decisione di iniziare a settembre, per evitare di perdere il mese di agosto qualora avessimo avviato il dibattito già da luglio», ha spiegato Silvia Salis.
Nelle parole della sindaca c’è anche una distinzione netta rispetto a quanto accaduto in passato. «Abbiamo assistito a incontri pubblici che, in realtà, erano presentazioni di progetti già finanziati», ha detto, sostenendo che questa volta il confronto dovrà servire a mettere ordine sui dati del trasporto pubblico in Val Bisagno e a costruire una discussione fondata su elementi scientifici. Per Silvia Salis, partire dallo studio del Politecnico significa arrivare al territorio con numeri verificabili e con un quadro comparativo più solido.
La scelta ha però subito acceso la reazione dell’opposizione. Fratelli d’Italia, con i consiglieri Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre, parla di «ennesima retromarcia dell’amministrazione Salis» e interpreta l’apertura del dibattito pubblico come un cambio di linea sulla cabinovia. Secondo i consiglieri, l’amministrazione finirebbe così per mettere in discussione anche la proposta del Politecnico di Milano, costata, ricordano, oltre 100 mila euro.
«Di certo la coerenza non è qualità di questa amministrazione che oggi, per l’ennesima volta, fa retromarcia con il sindaco che annuncia l’avvio del dibattito pubblico sulla cabinovia disconoscendo di fatto la bontà della proposta del Politecnico di Milano», attaccano Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre. Per FdI, l’apertura a tutte le possibilità significherebbe anche riaprire il confronto sullo skymetro, dopo che il no a quel progetto era stato uno dei temi centrali della campagna elettorale.
Lo scontro politico, quindi, si concentra sul significato del dibattito pubblico: per la sindaca è lo strumento per ripartire dai dati e coinvolgere il territorio prima di scegliere, per Fratelli d’Italia è invece il segnale di un’incertezza amministrativa destinata a pesare sui genovesi. La partita della mobilità in Val Bisagno, dopo anni di progetti, contestazioni e ipotesi alternative, entra così in una nuova fase: quella del confronto formale, con tempi definiti, opzioni da comparare e un territorio chiamato a intervenire prima della decisione finale.
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