Scienza e Tecnologia 

Stelle, antichi templi e civiltà del passato: a Sestri Ponente il Seminario nazionale di Archeoastronomia

Sabato 16 e domenica 17 maggio l’Università Popolare Sestrese ospita il 28º Seminario nazionale di Archeoastronomia, promosso dall’Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici. Annunciati studiosi da diverse regioni italiane. Ingresso libero in presenza e, su richiesta, possibilità di seguire online

Due giorni per indagare il rapporto tra cielo, antiche civiltà, archeologia, orientamento dei monumenti e visione del cosmo nelle culture del passato. Sabato 16 e domenica 17 maggio, nella sede dell’Università Popolare Sestrese, dietro al Teatro Verdi di Sestri Ponente, si terrà il 28º Seminario nazionale di Archeoastronomia, promosso dall’Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici.

L’appuntamento porterà a Genova relatori provenienti da diverse regioni italiane per uno degli eventi di riferimento dedicati a questa disciplina, che studia il modo in cui le popolazioni antiche osservavano il cielo e inserivano Sole, Luna, stelle, solstizi, equinozi e orientamenti astronomici nella costruzione di templi, città, luoghi sacri, calendari e paesaggi rituali. L’ingresso sarà libero in presenza e, su richiesta, sarà possibile seguire anche online iscrivendosi a questo link https://www.oagenova.it/events/28-seminario-di-archeoastronomia

Il seminario si aprirà sabato 16 maggio alle 9.15 con l’avvio dei lavori. Alle 9.20 Giuseppe Veneziano, dell’Osservatorio Astronomico di Genova, presenterà il resoconto delle attività dell’Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici. Alle 9.30 Luciano Venzano, teologo e accademico di archeologia, parlerà di Gian Domenico Cassini astronomo e teologo. Alle 10.05 Gian Franco Bono, della Società Italiana di Archeoastronomia, affronterà il tema del dolmen di Postua e del suo significato astronomico. Alle 10.40 Henry De Santis, Antonio Ferrazin e Stefania Martinico presenteranno una comunicazione sulla misurazione dell’orientamento dei ruderi della chiesa di Sant’Antonio di Punta Mesco, tra Monterosso al Mare e Levanto. Alle 10.55 Henry De Santis, Sergio Pedemonte e Mario Codebò, di Archeoastronomia Ligustica, illustreranno nuovi dati sull’orientamento di fondazione della città romana di Libarna. Alle 11.25 l’archeologo Italo Pucci parlerà di astronomia nei portali del levante ligure, mentre alle 12 Nadia Gugliuzza, archeologa, chiuderà la mattinata con l’intervento dedicato alla “Dea al tramonto” e al simbolismo dell’allineamento equinoziale nel tempio megalitico di Cefalù. La pausa pranzo è prevista alle 12.35.

La sessione pomeridiana di sabato riprenderà alle 14.30 con Giovanni Nocentini, dell’Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici, che parlerà dei criteri di orientamento degli Etruschi attraverso il caso di Arezzo e del suo territorio. Alle 15.05 Luigi Torlai, della Società Italiana di Archeoastronomia e dell’Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici, proporrà una ipotesi sull’origine dell’orientamento del Decumano Massimo di Ferento. Alle 15.40 Generoso Urciuoli, direttore del MegaMuseo, Museo Archeologico di Aosta, e Francesca Martinet, archeologa del settore Ricerca e sviluppo dello stesso museo, interverranno sul sito di Saint-Martin-de-Corléans tra neolitico e Bronzo medio, con un approccio metodologico tra astronomia culturale e archeoastronomia. Alle 16.20 Raul Dal Tio, ricercatore indipendente, e Luca Raiteri, del MegaMuseo di Aosta, parleranno dell’importanza del Sole per l’uomo nell’area megalitica di Aosta. Alle 17 Cecilia Contarin affronterà il tema di Cittadella, in provincia di Padova, tra archeoastronomia e astrologia in una città murata. Alle 17.35 Giuseppe Veneziano e Michele Terzo, dell’Osservatorio Astronomico di Genova, porteranno il pubblico in Val Camonica, alla ricerca dell’astronomia nell’arte rupestre. La chiusura della prima giornata è prevista alle 18.10.

Domenica 17 maggio la sessione mattutina inizierà alle 9.30 con Stefano Spagocci, della Società Italiana di Archeoastronomia, che parlerà dei Celti Cisalpini tra astronomia, archeologia e antropologia. Alle 10.05 Massimo Villa, dell’Associazione Culturale Terra Insubre, si concentrerà su Inzago e sull’ipotesi di un nuovo “nemeton” degli Insubri. Alle 10.40 Paolo Colona, della Società Italiana di Archeoastronomia, dell’Unione Astrofili Italiani, dell’Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici e dell’Accademia delle Stelle, presenterà i nuovi sviluppi della ricerca su “Idra dalle molte teste”. Alle 11.15 Marisa Uberti, di Duepassinelmistero e dell’Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici, parlerà degli allineamenti megalitici di Carnac, in Bretagna. Alle 11.50 Paolo Nannini illustrerà il megalitismo a Monte Leone di Maremma, descritto come un complesso sito preistorico e protostorico con confronti nell’Isola d’Elba e nella regione sardo-corsa. La pausa pranzo è prevista alle 12.25.

La sessione finale di domenica riprenderà alle 14.30 con Massimo Labagnara, che parlerà di ore, giorni, notti e mesi nella Bibbia. Alle 15.10 Mario Codebò e Henry De Santis, di Archeoastronomia Ligustica, presenteranno gli accertamenti definitivi sull’orientamento del Dolmen di Verezzi, a Finale Ligure. Alle 15.25 Anna Gastaldelli affronterà il tema del monastero dell’Escorial, in Spagna, e delle sue direzioni astronomiche significative. Alle 16 Adriano Gaspani, della Società Europea per l’Astronomia nella Cultura, della Società Italiana di Archeoastronomia e della Società Italiana di Archeoastronomia e Astronomia Culturale, parlerà di analisi spettrale dei siti archeologici a morfologia curvilinea. Alle 16.35 Damiano Piras presenterà l’intervento “L’alba di una nuova sfinge”, dedicato all’ipotesi sulla posizione di una seconda sfinge a Giza. Alle 17.10 Domenico Ienna, della Società Italiana di Archeoastronomia e della Società Italiana di Antropologia Culturale, chiuderà il programma degli interventi con “Non isperate mai di veder lo cielo. Limitazioni e furti di cielo, da tempi e culture diversi fino ad oggi”. La chiusura del seminario è prevista alle 17.50.

Il 28º Seminario nazionale di Archeoastronomia si presenta così come un percorso molto ampio, che parte dalla Liguria e attraversa Etruschi, Celti, megalitismo europeo, mondo biblico, Val Camonica, Aosta, Bretagna, Spagna ed Egitto. Un programma pensato non solo per specialisti, ma anche per appassionati e curiosi interessati a capire come le civiltà antiche abbiano guardato il cielo e lasciato sulla terra tracce di quel rapporto.


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