Genova finanzia 41 festival, contributi assegnati entro maggio per dare più tempo agli organizzatori. Ecco la graduatoria

Pubblicato l’esito del bando “Genova Città dei Festival”: selezionati 20 grandi rassegne e 21 progetti di dimensioni più contenute. L’assessore Giacomo Montanari: «La cultura è una leva strategica di crescita, partecipazione e sviluppo urbano»

Il Comune di Genova ha pubblicato l’esito del bando “Genova Città dei Festival”, lo strumento con cui l’amministrazione sostiene le produzioni artistiche e culturali del territorio e contribuisce a costruire una programmazione diffusa durante l’anno. La commissione di valutazione ha selezionato complessivamente 41 progetti, suddivisi tra 20 grandi rassegne e 21 festival di dimensioni più contenute, con l’obiettivo di offrire a cittadini e visitatori un calendario culturale articolato, capace di attraversare quartieri, linguaggi e pubblici diversi.

La novità più rilevante riguarda i tempi. Le risorse saranno assegnate entro il mese di maggio, una scelta che punta a consentire agli operatori culturali di programmare con maggiore anticipo, consolidare le proposte e costruire progetti più stabili. Per un settore che vive spesso di scadenze ravvicinate, bilanci complessi e necessità organizzative anticipate, l’erogazione dei contributi in questa fase dell’anno rappresenta un elemento concreto di sostegno alla qualità e alla continuità della programmazione.
Il bando, disponibile al link https://appalti.comune.genova.it/PortaleAppalti/it/procedure/codice/A00201, conferma, spiega una nota dell’amministrazione, la volontà del Comune di considerare la cultura non come un comparto accessorio, ma come uno dei motori della vita cittadina. I progetti selezionati spaziano dal teatro alla musica, dalla danza al cinema, dalla letteratura alla poesia, affiancando rassegne storiche e nuove progettualità emergenti.










«Con Genova Città dei Festival confermiamo una visione precisa della città: una Genova che investe nella cultura non come elemento accessorio, ma come leva strategica di crescita, partecipazione e sviluppo urbano», spiega l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari. «Assegnare le risorse già a inizio anno significa offrire agli operatori culturali strumenti concreti per lavorare meglio, programmare con maggiore serenità e costruire progetti ancora più ambiziosi e qualificati».
L’impostazione scelta prova a tenere insieme continuità e rinnovamento. Da una parte ci sono le rassegne consolidate, che negli anni hanno costruito un rapporto stabile con il pubblico e con il territorio; dall’altra le realtà più giovani o di scala più contenuta, che portano nuovi linguaggi, nuovi luoghi e nuovi pubblici dentro la programmazione cittadina. «Abbiamo scelto di sostenere sia le rassegne storiche, che negli anni hanno saputo creare un rapporto forte con il pubblico e con il territorio, sia le nuove progettualità che stanno emergendo con energia e qualità», aggiunge Montanari. «È proprio dall’equilibrio tra tradizione e innovazione che nasce una programmazione culturale viva, contemporanea e capace di parlare a tutti».
Il risultato è un calendario che non si limita ai luoghi più riconoscibili della cultura genovese, ma punta anche ad animare spazi meno convenzionali e territori diversi della città. La logica è quella di una cultura distribuita, non concentrata solo nei grandi contenitori, ma capace di arrivare nei quartieri, generare partecipazione e contribuire all’attrattività complessiva di Genova.
Secondo il Comune, il sistema dei festival sostenuti dal bando raggiunge nel complesso oltre 500 mila spettatori. Un dato che restituisce il peso di queste iniziative non solo sul piano artistico, ma anche su quello sociale, turistico ed economico. Per l’amministrazione, Genova conferma così il proprio profilo di città dei festival: una città che usa la programmazione culturale come strumento di relazione, crescita e presenza pubblica durante tutto l’anno.
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