L’appuntamento sul sito di incontri diventa una trappola: rapinato e costretto a prelevare, patteggia uno degli imputati

Un 28enne era stato attirato in un appartamento al Campasso dopo un contatto online, poi minacciato con un coltello e una pistola ad aria compressa. Uno dei due accusati ha concordato 4 anni e 8 mesi dopo un parziale risarcimento alla vittima

Quello che era iniziato come un contatto su un sito di incontri si era trasformato, secondo l’accusa, in una trappola. Un 28enne genovese era stato attirato in un appartamento al Campasso, a Sampierdarena, e lì sarebbe stato minacciato, rapinato e costretto a prelevare denaro al bancomat. Per quella vicenda, avvenuta il 27 gennaio, uno degli imputati, 25 anni, ha patteggiato una pena di 4 anni e 8 mesi di carcere.

Il giovane, difeso dall’avvocato Marco De Benedictis, ha risarcito in parte la vittima. Proprio questo passaggio ha consentito alla giudice Elisa Scorza di dare il via libera allo sconto di pena previsto dal rito alternativo.
Secondo la ricostruzione dell’indagine, il 28enne aveva pubblicato un annuncio su Grindr. A rispondere sarebbe stato un minorenne, che si era offerto di andarlo a prendere. Al momento dell’incontro, però, la vittima si era trovata davanti anche il 25enne. L’ipotesi prospettata dai due era quella di un incontro sessuale a tre, ma una volta arrivati nell’appartamento la situazione sarebbe cambiata di colpo.
Dentro casa, il maggiorenne avrebbe tirato fuori un coltello, mentre il minorenne avrebbe impugnato una pistola ad aria compressa, arrivando anche a sparare un colpo. Il 28enne sarebbe stato minacciato di morte se non avesse consegnato denaro. I due gli avrebbero inoltre intimato di non denunciarli, prospettando ritorsioni da parte di conoscenti nel caso in cui fossero finiti in carcere.
La vittima, però, non aveva soldi né con sé né in casa. A quel punto, sempre sotto minaccia, sarebbe stata costretta a tornare in auto e a raggiungere uno sportello bancomat, dove avrebbe prelevato 500 euro. Solo dopo avere ottenuto il denaro, i due si sarebbero allontanati.
Il 28enne aveva comunque chiamato la polizia di Stato. Gli investigatori della squadra mobile, partendo dal racconto della vittima e dalla descrizione fornita, erano riusciti in breve tempo a risalire ai due presunti responsabili. Al momento del fermo, i due avevano ancora il bancomat del rapinato e la pistola giocattolo indicata nella denuncia.
Con il patteggiamento del 25enne si definisce una parte del procedimento. Resta separata la posizione del minorenne coinvolto nella stessa vicenda.
In copertina: immagine di stock
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