Alpini, esplode lo scontro politico: da Matteo Salvini allo sgombero alla Foce, fino a sanità, sicurezza e caso Anpi-Vannacci. Intanto arrivano i carri armati – VIDEO

Alla vigilia dell’Adunata nazionale, l’accampamento abusivo rimosso alla Foce accende la polemica tra il ministro Matteo Salvini, Partito Democratico, Lega, Movimento 5 Stelle, Vince Liguria, Orgoglio Liguria – Bucci Presidente. Nel mirino anche pronto soccorso, controlli, grandi opere e strumentalizzazioni politiche

L’Adunata nazionale degli Alpini non è ancora iniziata, ma Genova è già al centro di uno scontro politico a più livelli. A far deflagrare la polemica è stato lo sgombero di un accampamento abusivo allestito da un gruppo di alpini nel quartiere della Foce, episodio su cui è intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. «A sgomberare dieci alpini in tenda il Comune di Genova è velocissimo», ha scritto sui social. Poi l’affondo: «I cittadini si aspettano altrettanta solerzia per tutti gli altri bivacchi e accampamenti abusivi da parte di gente che spaccia, deruba, accoltella e molesta i genovesi».

Alle parole di Matteo Salvini ha replicato il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Armando Sanna, che ha accusato il ministro di usare l’Adunata per attaccare il Comune invece di occuparsi delle infrastrutture liguri. «Matteo invece di attaccare il Comune di Genova e polemizzare sull’organizzazione dell’Adunata degli Alpini e lo sgombero dell’accampamento abusivo, pensi a fare il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti», ha dichiarato Sanna. Il capogruppo dem ha poi messo in fila i dossier aperti: «La Liguria aspetta ancora risposte concrete su opere strategiche e collegamenti che continuano a essere in ritardo o bloccati. Siamo ancora in attesa della firma per il proseguimento dei lavori della Gronda, quella per cui secondo Matteo Salvini e Edoardo Rixi sarebbero bastati dieci minuti. Aspettiamo la conclusione del Terzo Valico, il rilancio della Pontremolese, il tunnel della Val Fontanabuona e soprattutto una rete ferroviaria e autostradale in grado di far uscire la Liguria dall’isolamento».
Per Sanna, la sortita del ministro sarebbe l’ennesima distrazione social rispetto ai problemi concreti. «Ogni giorno cittadini e imprese fanno i conti con cantieri infiniti, disagi, treni in ritardo e autostrade nel caos. Eppure il ministro preferisce usare i social per attaccare Genova e alimentare polemiche inutili», ha aggiunto. Poi la difesa dell’amministrazione comunale: «Ancora una volta questa destra tenta di strumentalizzare un evento che per la città sarà invece un grande momento di festa e partecipazione. Il Comune di Genova, che sta lavorando per garantire la migliore organizzazione possibile della manifestazione, merita rispetto. Non ha bisogno delle prese di posizione di Salvini».
La Lega ha risposto attaccando a sua volta il PD e rivendicando la propria posizione «dalla parte degli Alpini». I consiglieri regionali Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi hanno accusato Sanna di parlare «senza prima informarsi». «Il capogruppo regionale del Pd forse dovrebbe parlare un po’ di più con i suoi o assicurarsi che qualcuno gli racconti cosa succede davvero», hanno dichiarato. Secondo i consiglieri della Lega, in commissione Trasporti il Comune avrebbe illustrato «tutte le infrastrutture in corso di completamento o già in realizzazione», mentre la minoranza regionale preferirebbe alimentare polemiche.
La Lega rivendica gli investimenti avviati negli ultimi anni: «Noi stiamo dalla parte del “fare” e dell’orgoglio italiano, mentre Sanna preferisce polemizzare e dimenticare le opere strategiche che stanno avanzando in Liguria». I consiglieri citano «il quadruplicamento Voltri-Sampierdarena, il sestuplicamento Principe-Brignole, il collegamento Bivio Fegino allo scalo Campasso, fino al Parco Rugna e Bettolo». Poi la chiusura politica: «Alla sinistra che vuole polemizzare senza informarsi, consigliamo di aggiornarsi prima di parlare. In ogni caso, noi siamo dalla parte degli Alpini che a Genova sono benvenuti. E loro?».
Il confronto si è allargato anche alla sanità. Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano ha denunciato il mancato via libera alla discussione urgente sul rischio di tenuta dei pronto soccorso durante l’Adunata. «La maggioranza regionale prima si straccia le vesti per gli Alpini, i quali, ricordiamolo a scanso di equivoci, saranno accolti con l’affetto che meritano nonostante la becera polemica alimentata dalla destra, ma poi sceglie di non sottoscrivere l’ordine del giorno urgente presentato dal M5S sulla pianificazione sanitaria in vista dell’Adunata», ha affermato Giordano.
Secondo il capogruppo del Movimento 5 Stelle, il documento non era contro l’evento, ma chiedeva misure preventive per evitare il sovraccarico dei pronto soccorso davanti all’arrivo di oltre 400 mila persone. Il capogruppo pentastellato richiama i numeri della serata di lunedì: «328 pazienti nei principali pronto soccorso cittadini: 111 persone a Villa Scassi, 104 al San Martino, 85 al Galliera e 28 all’Evangelico. Numeri che fotografano una sanità già al limite prima ancora dell’inizio dell’evento». Da qui le domande sulla gestione dei posti letto: «Si sta forse predisponendo un piano di dimissioni accelerate e trasferimenti per liberare posti letto ed evitare la saturazione dei pronto soccorso? E queste eventuali dimissioni saranno esclusivamente cliniche o organizzative? E soprattutto: dove verranno trasferiti i pazienti fragili?».
La conclusione di Giordano è durissima: «Se il sistema sanitario ligure rischia il blackout davanti a un evento programmato da mesi, il problema non sono gli Alpini né i cittadini che arriveranno a Genova. Il problema è una sanità regionale in affanno strutturale per colpa dell’arroganza di Giunta e maggioranza».
Sul versante sicurezza intervengono anche Vince Liguria e Orgoglio Liguria – Bucci Presidente, che leggono il rafforzamento dei controlli annunciato per l’Adunata come una conferma del fatto che misure più incisive sarebbero possibili anche nella quotidianità. «Per il raduno degli Alpini, la sindaca Silvia Salis ha deciso di aumentare i controlli e applicare la “tolleranza zero”. Finalmente si parla di sicurezza in modo concreto e senza dare la colpa al Governo», dichiarano Matteo Campora, Federico Bogliolo, Marco Frascatore e Walter Sorriento. Poi la domanda politica: «Ci viene da chiedere perché non farlo tutti i giorni, allora: Genova convive da tempo con risse, furti, violenze e problemi dettati dalla mancanza di sicurezza che meritano la stessa attenzione».
I consiglieri di Vince Liguria e Orgoglio Liguria – Bucci Presidente affermano di guardare «avanti con fiducia», ma chiedono che il modello non resti limitato ai giorni dell’Adunata. «Ci aspettiamo che lo stesso impegno applicato per l’Adunata degli Alpini sarà applicato anche alla vita quotidiana della città, flagellata giornalmente da risse, furti e degrado», aggiungono. Poi la difesa degli Alpini: «Ricordiamo alla sinistra che gli Alpini sono da sempre esempio di disciplina e rispetto e sapranno certamente dimostrare che non sono loro il problema».
Nel quadro già teso entra anche la presa di posizione dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia di Genova contro Roberto Vannacci, accusato di voler strumentalizzare l’Adunata per una manifestazione politica. «Lo diciamo senza mezzi termini: riteniamo inaccettabile il tentativo di Vannacci, già generale dell’Esercito italiano, ora alla ricerca di una armata che si ispira a richiami nostalgici oltre che razzisti ed omofobi, di strumentalizzare l’Adunata nazionale degli Alpini», scrive il Comitato provinciale genovese. Secondo l’associazione, l’obiettivo sarebbe «raccogliere adesioni tra ex militari richiamando i concetti nostalgici del ventennio fatti di identità, tradizione, sicurezza».
L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia contesta in particolare i riferimenti di Vannacci alla Decima Mas, ricordando le responsabilità di quella formazione accanto ai nazisti e richiamando massacri e rastrellamenti. La nota insiste però anche su un altro punto: il contributo degli Alpini alla Resistenza. «Lui probabilmente vuole ignorare quanto sia stato importante il contributo di lotta e di sangue degli Alpini nella Resistenza», scrive l’associazione, ricordando gli alpini che non aderirono alla Repubblica sociale italiana, quelli entrati nelle formazioni partigiane, la divisione Taurinense nei Balcani, la divisione Garibaldi e i tanti internati militari italiani deportati in Germania che rifiutarono di collaborare con i nazisti e con la Repubblica di Salò.
Il Comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia saluta gli Alpini che arriveranno a Genova «nel ricordo di quanti di loro si batterono in Italia e all’estero per la pace, la libertà e la democrazia» e ricorda «i 60 decorati con medaglia d’oro al valor militare». Ma definisce «una provocazione fine a sé stessa» la presenza di Roberto Vannacci e dei suoi seguaci, accusati di irridere «i canoni fondamentali della Costituzione nata dalla Resistenza».
La vigilia dell’Adunata, dunque, si carica di significati che vanno ben oltre la gestione logistica dell’evento. Lo sgombero di un accampamento abusivo alla Foce diventa miccia per uno scontro tra Governo e Comune. La sanità diventa terreno di confronto sullo stato strutturale del sistema regionale. La sicurezza viene usata dalle opposizioni di centrodestra in Comune e Regione per chiedere continuità nei controlli anche oltre il fine settimana. Le infrastrutture tornano nel duello tra Matteo Salvini, PD e Lega. E l’Associazione nazionale partigiani d’Italia prova a separare il saluto agli Alpini dalla polemica contro chi, secondo il comitato genovese, vorrebbe usarne il raduno come piattaforma politica.
In mezzo resta Genova, chiamata a ospitare centinaia di migliaia di persone e a reggere insieme festa, sicurezza, servizi, viabilità, tensioni e polemiche. Gli Alpini arrivano in città da protagonisti dell’evento, ma intorno alla loro Adunata si sta già combattendo un’altra partita: quella del racconto politico, della gestione dell’ordine pubblico, delle responsabilità istituzionali e del rapporto tra memoria, identità e attualità.
Intanto in città sono arrivati i carri armati.
[Foto e video di Ivan Salvador]
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.