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Artisti di strada, nuove regole a Genova: più libertà fuori dal centro storico e più tutele nell’area Unesco

Presentate in commissione le modifiche al regolamento. L’assessore Giacomo Montanari: «Uno strumento vivo, con un Tavolo permanente per adattare le regole alle necessità della città»

Genova prepara un nuovo regolamento per gli artisti di strada, con l’obiettivo di superare le rigidità del passato e costruire un sistema più flessibile, ma anche più attento alla vivibilità del centro storico. Le modifiche sono state presentate questa mattina nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, durante la commissione congiunta 1 e 4, convocata per l’esame del testo che dovrà poi passare in giunta e approdare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Il documento nasce da un percorso di confronto che ha coinvolto uffici tecnici, polizia locale, associazioni di categoria, residenti e artisti. La direzione scelta dall’amministrazione è quella di distinguere più nettamente tra il centro storico tutelato, dove resteranno regole più stringenti, e il resto della città, dove il regolamento diventerà più snello per favorire la diffusione delle attività performative.

La novità principale riguarda la divisione del territorio comunale in due aree. Nel centro storico, identificato con la buffer zone dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura e corrispondente al perimetro delle mura cinquecentesche, rimarrà l’obbligo di prenotazione delle postazioni. In questa parte della città, caratterizzata da vicoli stretti, alta densità abitativa, attività commerciali e forte presenza turistica, sarà mantenuta una gestione puntuale degli stalli e delle emissioni sonore, per bilanciare l’arte di strada con la quiete pubblica e la vita quotidiana di chi abita e lavora nell’area.

Fuori da questo perimetro, invece, le regole saranno più leggere. Non sarà più necessaria la prenotazione e saranno previste fasce orarie più ampie per le esibizioni. L’obiettivo è portare musica, teatro di strada, performance e arti urbane anche in altre zone di Genova, evitando che tutto resti concentrato nel centro storico e riconoscendo all’arte di strada una funzione culturale e lavorativa.

L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha spiegato in commissione che la proposta arriva «dopo un percorso estremamente corposo e un confronto franco con tutti i soggetti interessati». L’obiettivo, ha chiarito, «non è semplicemente normare, ma trovare un punto di equilibrio equo tra la vivibilità dei residenti, le necessità dei commercianti e il valore dell’arte performativa come attività lavorativa di valore per il territorio».

Per il centro storico, Giacomo Montanari rivendica la scelta di usare il perimetro della buffer zone dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura come riferimento regolativo. «Qui manteniamo una regolamentazione attenta, con stalli prenotabili e una gestione puntuale delle emissioni sonore», ha spiegato, aggiungendo che l’amministrazione sarà pronta «a diradare o spostare le postazioni laddove si creino criticità acustiche documentate».

La svolta più importante, secondo l’assessore, è l’introduzione di una flessibilità strutturale. «Non vogliamo un regolamento immobile che richieda complessi iter burocratici per ogni minima variazione, ma uno strumento vivo», ha detto Giacomo Montanari. Per questo viene ripristinato il Tavolo permanente di confronto, che l’amministrazione dovrà convocare almeno due volte l’anno. Il tavolo avrà il compito di monitorare l’applicazione delle regole e potrà proporre alla giunta la rimodulazione del numero di stalli e degli orari, sulla base delle criticità o delle opportunità emerse sul territorio.

Tra le modifiche più rilevanti c’è anche il tema dei luoghi di culto. La distanza minima dalle chiese viene ridotta a 15 metri in assenza di funzioni religiose, rispetto ai 40 metri previsti in precedenza. Per l’assessore si tratta di una scelta di buonsenso, perché consente di restituire all’arte di strada spazi storici oggi di fatto esclusi. «Passare a una franchigia di 15 metri in assenza di funzioni religiose significa restituire alla città spazi straordinari, come la piazzetta delle Vigne, che oggi sono paradossalmente interdetti all’arte di strada», ha affermato Giacomo Montanari.

Il nuovo testo interviene anche sugli orari, distinguendo tra stagione estiva e invernale. Da aprile a ottobre le esibizioni potranno proseguire fino alle 22, con una deroga fino alle 23 per i lungomari. Da novembre a marzo saranno invece previste fasce più contenute, in coerenza con la diversa fruizione degli spazi pubblici e con le esigenze dei residenti.

Cambia anche il criterio sulle emissioni sonore. Il regolamento supera il riferimento al “wattaggio” degli strumenti, considerato tecnicamente inefficace, e introduce una classificazione basata sulla tipologia di impatto: bassa, media o alta emissione. La definizione sarà costruita in collaborazione con l’Ufficio acustica, così da rendere i controlli più coerenti con l’effettivo disturbo prodotto e non con un parametro ritenuto poco aderente alla realtà delle esibizioni.

La seduta di oggi non conclude il percorso. La commissione ha stabilito di programmare un ultimo passaggio specifico per la ricezione di eventuali emendamenti. Dopo l’integrazione dei suggerimenti definitivi, il testo arriverà in giunta per la delibera e successivamente sarà sottoposto al voto del Consiglio comunale.

Il nuovo regolamento punta quindi a un equilibrio delicato: tutelare il centro storico e i residenti senza spegnere la vitalità artistica della città, semplificare dove possibile, controllare dove necessario e costruire un sistema capace di adattarsi nel tempo. «Vogliamo regole più chiare e sostenibili», ha concluso Giacomo Montanari, «perché solo così possono essere davvero rispettate da tutti».


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