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Pini sequestrati in corso Podestà, ok della procura alle transenne. A rischio restringimento il percorso dell’Adunata

Dopo il sequestro dei 38 pini marittimi seguito all’esposto di Italia Nostra, il Comune potrà mettere in sicurezza due alberature in classe C. Domani sopralluogo con tecnici, Aster e carabinieri forestali per definire l’area da chiudere anche ai pedoni

La procura di Genova ha dato il via libera al Comune per transennare due pini di corso Andrea Podestà, nel quartiere di Carignano, inseriti in classe di rischio C e già sottoposti a stretto monitoraggio da parte di Aster. La decisione arriva dopo il sequestro di 38 pini marittimi disposto nell’ambito del fascicolo aperto in seguito all’esposto di Italia Nostra sulla gestione degli abbattimenti nel viale.

Il provvedimento non riguarda nuovi tagli, ma la messa in sicurezza delle due alberature rimaste sotto osservazione. Domani è previsto un sopralluogo con i tecnici del Comune, Aster e i carabinieri forestali per stabilire con precisione quale porzione di corso Andrea Podestà dovrà essere interdetta al transito, anche pedonale. L’obiettivo è delimitare l’area di possibile rischio e consentire il proseguimento del monitoraggio, in particolare con l’installazione delle placche per le misurazioni tramite inclinometri.

La questione ha anche un’immediata ricaduta sull’organizzazione dell’Adunata nazionale degli Alpini, perché corso Andrea Podestà sarà uno degli snodi centrali della sfilata di domenica. Uno dei due pini attenzionati piega verso il marciapiede, mentre l’altro risulta inclinato verso la sede stradale. Proprio per questo una parte del corso potrebbe essere ristretta per ragioni di pubblica incolumità, con una ridefinizione degli spazi disponibili lungo il percorso.

La vicenda era esplosa dopo l’avvio degli abbattimenti programmati dal Comune. Un pino era già stato tagliato quando è intervenuta l’autorità giudiziaria, disponendo il sequestro di tutte le alberature del viale. Il fascicolo è stato aperto per distruzione di bellezze naturali e violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, con delega agli accertamenti affidata ai carabinieri di palazzo di giustizia. L’esposto di Italia Nostra e di alcuni residenti ha così spostato il caso dal piano amministrativo e politico a quello giudiziario.

Nelle scorse ore l’assessora al Verde Francesca Coppola aveva spiegato che l’Avvocatura comunale stava lavorando con l’Ufficio del Verde per valutare l’istanza da presentare nelle sedi competenti. L’assessora aveva precisato che le due piante in classe C «non erano oggetto di abbattimento immediato», ma erano «attenzionate e oggetto di ulteriori approfondimenti» per definire con il massimo rigore tecnico e scientifico le loro condizioni ed evitare interventi non strettamente necessari.

La stessa Coppola aveva ricordato che il 30 aprile si era svolto il tavolo tecnico periodico con Soprintendenza, Aster e Ufficio del Verde per gli abbattimenti di alberature ad alto valore paesaggistico. Secondo l’amministrazione, i due pini già abbattuti erano stati portati al taglio perché classificati in classe D, cioè nel livello massimo di pericolosità, sulla base di protocolli riconosciuti come la valutazione visiva di stabilità e le prove di trazione.

Ora il punto diventa la gestione delle alberature ancora in piedi e sequestrate, in un contesto reso più delicato dalla presenza attesa di migliaia di persone per l’Adunata. Il sopralluogo di domani servirà a trasformare il via libera della procura in misure concrete: transenne, interdizioni, eventuale restringimento della carreggiata e definizione degli spazi sicuri per pedoni, pubblico e organizzazione della sfilata.


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