Asilo Girasole chiuso dopo il crollo di intonaco, il Comune frena sul rientro: prima vanno chiariti i dubbi sulla stabilità

Dopo il distacco avvenuto a fine marzo nella sala dove riposano i bambini del nido, il plesso di via degli Orfani resta chiuso e i tempi per il ritorno non ci sono ancora. In Consiglio comunale l’assessore Massimo Ferrante ha spiegato che non si tratta più di un semplice intervento di manutenzione, perché vigili del fuoco e pubblica incolumità hanno chiesto verifiche strutturali sull’edificio

Il 26 marzo, all’interno dell’asilo Girasole di via degli Orfani, un pezzo di intonaco si è staccato dal soffitto senza provocare feriti tra bambini, bambine e personale educativo. L’episodio, però, ha aperto uno scenario ben più serio di quello che poteva sembrare in un primo momento, perché la sala interessata dal distacco sarebbe proprio quella utilizzata per il riposo dei piccoli del nido. Da allora il plesso è stato chiuso per ragioni di sicurezza e i bambini sono stati redistribuiti in sedi diverse: quelli del nido tra Quezzi e via Bobbio, quelli della scuola dell’infanzia in piazza Galileo.

A fare il punto in Consiglio comunale è stato l’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante, rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri Alessio Bevilacqua della Lega e Paola Maccagno del Partito Democratico. Il cuore della sua spiegazione sta in un passaggio molto netto: il problema, ha detto in sostanza, non riguarda più soltanto il controsoffitto o l’intonaco, ma la possibilità che sull’edificio esista un pregiudizio statico. È questo il motivo per cui il Comune non dà una data per il rientro e non parla di lavori rapidi.
Massimo Ferrante ha spiegato di conoscere bene la situazione e il fabbricato e ha chiarito che, se si fosse trattato solo di sistemare il punto in cui era avvenuto il distacco, l’intervento sarebbe già partito. Ma dopo il sopralluogo, vigili del fuoco e pubblica incolumità hanno verbalizzato criticità strutturali e chiesto una preventiva valutazione progettuale delle strutture. In altre parole, il Comune deve prima incaricare tecnici e strutturisti per capire se ci si trovi di fronte a un allarme molto prudenziale oppure a un problema statico reale.
L’assessore è stato esplicito anche sugli scenari possibili. Se le verifiche dovessero concludere che non esiste un problema strutturale, allora si potrebbe intervenire con lavori limitati e ripristinare l’edificio in tempi più contenuti. Se invece venisse confermato un pregiudizio statico, la strada sarebbe molto più lunga: servirebbe un progetto strutturale, un quadro economico, il passaggio nel piano triennale delle opere pubbliche e quindi tempi inevitabilmente più estesi. È per questo che, oggi, il Comune non è in grado di indicare quando il Girasole potrà riaprire.
Nel frattempo resta aperta la questione più pesante per le famiglie, soprattutto per quelle dei bambini più piccoli trasferiti a Quezzi. Su questo punto Massimo Ferrante ha riconosciuto il disagio concreto di chi ogni mattina deve affrontare un tragitto complicato dal fondo valle fino oltre il capolinea dell’82, con tutte le difficoltà legate al traffico dell’orario di ingresso. Per provare ad alleggerire questa situazione, ha spiegato che il Comune sta valutando una soluzione alternativa in piazza Solari, dove è stato completato con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza un edificio scolastico su cui sono in corso collaudi e certificazioni.
Secondo quanto riferito in aula, la struttura potrebbe essere disponibile già nella prima settimana di maggio, se i passaggi tecnici si chiuderanno nei tempi previsti. A quel punto toccherà alla direzione scuola e all’assessora alla Scuola e alle Pari opportunità Rita Bruzzone confrontarsi con le famiglie per capire se questa sistemazione possa rappresentare una soluzione più vicina e sostenibile per i dieci bambini oggi mandati a Quezzi.
Le pressioni delle famiglie per riavere la loro scuola sono compensibili e comprese, ma il rientro non potrà avvenire finché non ci sarà certezza piena sulla sicurezza dell’edificio. Massimo Ferrante lo ha detto senza lasciare spazio a interpretazioni: una scuola si riconsegna solo quando è sicura, e non si riapre se vigili del fuoco e pubblica incolumità hanno segnalato un possibile problema statico. È una risposta che, per chi aspetta tempi certi, pesa molto. Ma proprio da quelle parole si capisce che, almeno per ora, il nodo vero non è quando si potrà tornare al Girasole, ma se il fabbricato potrà farlo senza interventi strutturali più profondi.
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