Turismo, ponte del 2 giugno, Liguria quasi sold out ma Genova corre meno: mare pieno, città più lenta

La Regione parla di camere occupate intorno al 90 per cento nelle strutture ricettive liguri, spinte dal caldo e dalla voglia di mare. Nel capoluogo, però, il ponte non si traduce in una corsa uniforme: bene venerdì e sabato, più deboli lunedì e martedì. Le temperature alte non favoriscono la meta-città

La Liguria si prepara a un ponte del 2 giugno con numeri molto alti sul fronte turistico, ma il quadro non è uniforme. Se a livello regionale le strutture ricettive viaggiano verso il pienone, con camere occupate intorno al 90 per cento secondo i dati raccolti dagli operatori provinciali, Genova registra un andamento più prudente, concentrato soprattutto tra venerdì e sabato e meno brillante nei giorni successivi del ponte.

L’assessore regionale al turismo Luca Lombardi parla di un risultato molto positivo, ricordando che il ponte del 2 giugno riguarda soprattutto il turismo italiano e che il dato disponibile comprende alberghi e altre strutture ricettive, esclusi gli appartamenti ammobiliati a uso turistico. A spingere la domanda, secondo la Regione, sono state anche le temperature estive di questi giorni, che hanno anticipato la voglia di mare e favorito le località balneari. Il mare ligure resta il principale richiamo, forte anche del primato nazionale delle Bandiere Blu, ma la Regione sottolinea la crescita dell’entroterra, dove borghi, outdoor, enogastronomia, natura e sostenibilità stanno rafforzando il turismo esperienziale.

Il capoluogo, però, non vive lo stesso effetto da cavalcata trionfale. A Genova gli alberghi registrano una buona occupazione soprattutto nella notte tra venerdì e sabato, mentre lunedì e martedì restano più incerti. La dinamica è spiegata da Laura Gazzolo, presidente della sezione turismo di Confindustria Genova, secondo cui i ponti lunghi funzionano molto bene per mare, vacanze e viaggi strutturati, ma meno per le città, dove il city break tende ormai a ridursi a una o due notti.
«Ormai sono poche le persone che fanno una vacanza breve dal venerdì al martedì, soprattutto in una città», osserva Laura Gazzolo, presidente della Sezione Turismo, Cultura e Comunicazione di Confindustria Genova. Chi cerca il mare può decidere di fermarsi più giorni, mentre chi sceglie una destinazione urbana tende a concentrare la permanenza nel fine settimana. Per questo sabato e domenica gli alberghi cittadini si riempiono più facilmente, anche grazie a chi non trova posto in riviera e ripiega su Genova, in particolare nelle strutture più vicine alle località balneari.
Il caldo, che per la costa è un alleato, per la città può diventare un freno. Le temperature elevate spingono verso spiagge e stabilimenti, meno verso percorsi urbani, musei e soggiorni cittadini. Laura Gazzolo racconta che sabato scorso la struttura da lei gestita nel levante cittadino ha venduto 35 camere nella stessa giornata, tra mattina e sera, segno di una domanda last minute legata anche alla vicinanza con la riviera. Ma questa spinta non basta necessariamente a trasformare l’intero ponte in un tutto esaurito in città.
Il punto più debole resta l’inizio settimana. Lunedì e martedì, oggi, partono da circa il 50 per cento di prenotazioni nelle strutture genovesi e potranno crescere con le richieste dell’ultimo minuto, ma difficilmente arriveranno al 100 per cento. A essere più penalizzati sono gli alberghi che lavorano soprattutto con clientela business e corporate, perché i ponti collocati a inizio settimana interrompono i flussi abituali del turismo d’affari senza sempre compensarli con soggiorni leisure di pari durata.
Il ponte del 2 giugno conferma quindi una Liguria turistica a due velocità. La costa e parte dell’entroterra beneficiano del clima, del calendario e della domanda italiana di vacanza breve, mentre Genova intercetta soprattutto il fine settimana e il traffico di rimbalzo dalla riviera. Il risultato complessivo resta forte, ma il dato del capoluogo mostra che il turismo urbano ha logiche diverse: meno legate al ponte lungo, più dipendenti dalla durata media dei soggiorni, dalla temperatura e dalla capacità di trasformare il passaggio in permanenza.
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