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Bonjour, allarme lavoro al Campasso: «Salvare occupazione e competenze prima che sia troppo tardi»

Incontro in Comune con l’assessore ai rapporti sindacali Emilio Robotti, che si è impegnato a seguire la vertenza e a individuare possibili percorsi di ricollocazione. I sindacati denunciano il rischio di un nuovo impoverimento del quartiere

La crisi della Bonjour arriva sul tavolo del Comune di Genova. Si è svolto ieri l’incontro tra l’assessore comunale ai rapporti sindacali Emilio Robotti, le organizzazioni sindacali del settore agroalimentare e una rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori, convocato per fare il punto su una vertenza che preoccupa non solo per le ricadute occupazionali, ma anche per l’impatto sociale sul Campasso, quartiere dove l’azienda ha la sua sede storica.

Al centro del confronto c’è il futuro delle maestranze e delle competenze costruite negli anni attorno a una realtà artigiana radicata nel territorio. Le segretarie generali della Federazione lavoratori agroindustria della Cgil, della Federazione agricola alimentare ambientale industriale italiana della Cisl e dell’Unione italiana lavori agroalimentari della Uil hanno espresso forte preoccupazione per il destino di chi lavora nell’azienda e per il rischio che la chiusura o il ridimensionamento di un’attività storica produca un ulteriore indebolimento del tessuto produttivo locale.

Durante l’incontro, Emilio Robotti ha manifestato la disponibilità dell’amministrazione comunale a seguire la vicenda e a individuare in tempi rapidi eventuali percorsi di ricollocazione, con l’obiettivo di salvaguardare il più possibile l’occupazione. Un impegno che i sindacati considerano un primo passaggio, in attesa di un nuovo confronto operativo già previsto a brevissimo giro.

«La perdita di una storica realtà artigiana come la Bonjour rappresenta un duro colpo per la nostra economia», dichiarano Laura Tosetti, segretaria generale della Federazione lavoratori agroindustria della Cgil Genova, Donatella Lamanna, segretaria regionale della Federazione agricola alimentare ambientale industriale italiana della Cisl Liguria, e Valeria Rabaglia, segretaria generale dell’Unione italiana lavori agroalimentari della Uil Liguria. «Abbiamo voluto porre con forza l’attenzione sul progressivo impoverimento del nostro territorio, e in particolare del quartiere del Campasso, dove l’azienda ha la sua sede storica. Perdere queste competenze significa strappare un pezzo importante di storia industriale e sociale locale».

La vertenza Bonjour si inserisce in un quadro già fragile per molte aree produttive cittadine, dove la perdita di presidi artigianali e industriali non riguarda soltanto i posti di lavoro, ma anche l’identità economica dei quartieri. Per i sindacati, il caso del Campasso è emblematico: ogni chiusura riduce opportunità, impoverisce il territorio e disperde professionalità difficili da ricostruire.

Le parti si sono lasciate con l’impegno di aggiornarsi rapidamente in un nuovo incontro, nel quale dovranno essere definiti i possibili percorsi di tutela e verificata l’evoluzione della crisi. L’obiettivo dichiarato resta quello di evitare che la vicenda si traduca in un nuovo arretramento occupazionale e produttivo per il quartiere, cercando soluzioni concrete per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.


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