Reti fantasma e motori sul relitto del “Pelagosa”: maxi bonifica nei fondali di Quarto – VIDEO

Per la “Giornata del Mare” i sommozzatori della guardia di Finanza, insieme a Sea Shepherd Italia, hanno ripulito i fondali davanti a Genova Quarto recuperando nasse, motori e altri rifiuti pericolosi

Una bonifica delicata, complessa e simbolica, nel giorno dedicato al mare. In occasione della “Giornata del Mare”, celebrata l’11 aprile, i militari del Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale della guardia di Finanza di Genova sono entrati in azione nello specchio d’acqua davanti a Genova Quarto, in prossimità del relitto del posamine “Pelagosa”, per rimuovere dai fondali una grande quantità di materiali abbandonati e potenzialmente devastanti per l’ecosistema marino.
L’intervento ha riportato l’attenzione su una delle forme di inquinamento più insidiose e meno visibili, quella che si accumula sott’acqua e continua a produrre danni per anni. In particolare, tra i rifiuti più pericolosi ci sono le attrezzature da pesca dismesse, che restano intrappolate tra rocce e relitti, continuano a catturare pesci e altre specie marine, compromettono la biodiversità e feriscono habitat di pregio naturalistico. Togliere questi materiali dal fondo significa evitare che diventino una trappola permanente per la fauna e fermare una fonte di degrado destinata altrimenti a durare nel tempo.

L’operazione, spiegano gli elementi emersi dall’attività, non è stata semplice. I sommozzatori hanno lavorato a 36 metri di profondità utilizzando autorespiratori ad aria compressa, in un contesto reso ancora più difficile dalla scarsa visibilità e da correnti marine sostenute. Condizioni che hanno richiesto precisione, preparazione tecnica e una notevole capacità operativa, anche perché i materiali da recuperare erano sparsi lungo l’intera area del relitto.
Al termine della bonifica è stato riportato in superficie un quantitativo consistente di rifiuti. Tra il materiale recuperato figurano sei grandi nasse da pesca, due motori fuoribordo, una trappola per polpi e una batteria per auto. Oggetti che, se lasciati sul fondale, avrebbero continuato a rappresentare per molto tempo una minaccia concreta, sia dal punto di vista dell’inquinamento fisico sia sotto il profilo del rilascio di sostanze dannose nell’ambiente marino.
L’intervento conferma anche il ruolo altamente specializzato del reparto sommozzatori della guardia di Finanza, chiamato a operare in scenari difficili e ad alto rischio. Accanto alle attività di tutela ambientale, questi militari sono impiegati ogni giorno anche nel contrasto alla pesca illegale, nel supporto alle indagini giudiziarie subacquee e negli interventi di soccorso, all’interno della più ampia missione del Corpo a presidio della legalità.
A fianco dei finanzieri hanno operato anche i subacquei di Sea Shepherd Italia, organizzazione non lucrativa di utilità sociale impegnata da anni nella difesa del mare e degli ecosistemi acquatici. Una collaborazione che mostra come la salvaguardia dell’ambiente possa diventare un terreno concreto di lavoro comune tra forze dell’ordine e volontariato, con un obiettivo chiaro: difendere un patrimonio naturale fragile e prezioso, che appartiene all’intera collettività e che va consegnato integro alle generazioni future.
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