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Giardini Govi: skate park “per tutti” e parco senza barriere, la Giunta punta su sport e presidio sociale

In commissione consiliare è stata presentata una bozza preliminare che riporta lo skate park dentro i Giardini Govi e trasforma l’area in un polo urbano inclusivo: niente campi da padel, sì a spazi liberi, verde più fruibile e servizi accessibili, con Davide Patrone e Francesca Coppola che rivendicano un metodo di coprogettazione con Ireti, comitati dei genitori, Municipio e Friends of Genova, e con l’obiettivo dichiarato di rendere il parco vivo anche la sera come “presidio di persone” per aumentare vivibilità e percezione di sicurezza

La rigenerazione dei Giardini Govi entra in una fase che l’amministrazione comunale definisce decisiva, perché per la prima volta un progetto ancora preliminare viene discusso pubblicamente in una commissione consiliare con l’intento esplicito di tenere il percorso aperto e “costruirlo insieme” ai portatori di interesse. È accaduto questa mattina durante la V Commissione del Comune di Genova, convocata per fare il punto sul piano di riqualificazione dell’area e, soprattutto, per presentare la bozza progettuale che rimette al centro lo skate park, riportandolo all’interno del parco pubblico e trasformando i Giardini Govi in un luogo che non sia soltanto un insieme di attrezzature sportive, ma un punto di riferimento sociale e urbano per la città.

La cornice scelta è quella della coprogettazione e della condivisione, con un tavolo allargato che ha visto coinvolti Ireti, i comitati dei genitori, il Municipio e l’associazione Friends of Genova, oltre ai progettisti collegati da remoto. L’idea che emerge è quella di una struttura polifunzionale, capace di accogliere utenti diversi e di rispondere a bisogni differenti: lo skate park viene pensato come una struttura tecnica fruibile da chi muove i primi passi e da chi pratica a livello avanzato, con la volontà di evitare un impianto “chiuso” su una sola categoria e di costruire invece uno spazio dove generazioni e competenze possano convivere. È una scelta che, nelle parole della Giunta, si lega al tema dell’inclusione: non solo accessibilità fisica, ma accessibilità d’uso, cioè la possibilità che lo stesso luogo sia davvero attraversabile e praticabile da più persone e con modalità diverse.

Uno degli snodi che il Comune mette nero su bianco come “punto fermo” riguarda anche la natura degli spazi: viene esclusa la realizzazione di campi da padel per privilegiare aree a libera fruizione, in un’impostazione che prova a mantenere il parco come spazio pubblico in senso pieno, non trasformandolo in una somma di funzioni a pagamento o a prenotazione. Nella bozza, accanto allo skate park, compaiono un campo da calcetto, una pista di pattinaggio e aree gioco per bambini con strutture inclusive, con l’obiettivo dichiarato di abbattere le barriere architettoniche e di rendere l’area accessibile a tutte e a tutti. A completare l’assetto c’è anche l’idea di mettere a bando un chiosco-bar con zona ombreggiata e servizi igienici accessibili, che nella visione della Giunta dovrebbe contribuire a rendere lo spazio più vissuto, più accogliente e meno “di passaggio”.

Ad aprire i lavori sono stati gli assessori al Demanio e all’Urbanistica Davide Patrone e Francesca Coppola, che hanno rivendicato un cambio di passo metodologico: «Sta emergendo con chiarezza un lavoro di coprogettazione sulle funzioni sportive che segna un importante cambio di metodo: non più interventi settoriali ma una visione condivisa dello spazio pubblico», hanno detto, spiegando che la commissione è stata voluta proprio per coinvolgere in modo trasparente tutti i soggetti interessati e ribadire che, dopo il lavoro della Giunta e la stesura delle linee guida, «il percorso rimanga da costruire insieme» e ci sia ancora margine per contributi concreti. È un passaggio politico non secondario, perché inquadra il progetto non come un pacchetto chiuso ma come un percorso che deve trovare legittimazione nella partecipazione, soprattutto in un’area che negli anni ha avuto criticità e discussioni.

Sul fronte dell’iter amministrativo, Davide Patrone ha ricordato un passaggio considerato strategico: il parere favorevole rilasciato a luglio 2025 dal Commissario Straordinario di ADSP per la concessione trentennale al Comune, condizione necessaria per arrivare al revamping e alla successiva rigenerazione. L’assessore chiarisce che l’iter burocratico per il rilascio della concessione è ancora in corso e sarà inevitabilmente lungo, ma quel parere viene indicato come un “passo concreto” per arrivare al traguardo della nuova concessione e quindi sbloccare la prospettiva di un intervento strutturato.

Dal punto di vista urbanistico e della fruibilità reale, Francesca Coppola insiste su due elementi che, nella lettura dell’amministrazione, fanno la differenza tra un progetto “bello sulla carta” e uno spazio realmente vissuto. Da un lato l’illuminazione e gli allacci, richiesti in coerenza con la nuova funzione, perché uno spazio sportivo e sociale senza luce adeguata finisce per spegnersi presto e per diventare più fragile; dall’altro il verde, dove la bozza viene corretta con un’attenzione maggiore alle zone d’ombra, perché il progetto originario, secondo l’assessora, non considerava abbastanza lo “stare”, la permanenza, la qualità del tempo trascorso nel parco. «Sul verde abbiamo posto con forza l’attenzione sulle zone d’ombra», spiega, indicando che l’area sarà migliorata soprattutto con nuova vegetazione e un aumento dell’ombrosità nelle aree gioco, un dettaglio apparentemente tecnico ma decisivo per rendere lo spazio praticabile anche nelle giornate calde e quindi davvero quotidiano.

La chiusura del ragionamento, però, porta la discussione oltre l’architettura e lo sport e la posiziona sul terreno della coesione e della sicurezza percepita. Davide Patrone parla esplicitamente di vocazione sociale e annuncia l’avvio di un protocollo d’intesa con Friends of Genova, spiegando che c’è «grande concordanza» tra i soggetti coinvolti nel voler spingere su una fruibilità che prima mancava. La frase che sintetizza l’approccio è quella del «presidio di persone»: l’idea è creare un flusso continuo di cittadini, anche nelle ore serali, per rendere viva la zona e far sì che la vitalità sociale diventi uno strumento concreto per migliorare la percezione di sicurezza in spazi abitati e vissuti “a 360 gradi”. È una visione che lega urbanistica e politiche sociali, e che prova a rispondere, attraverso la progettazione, a un tema che spesso viene affrontato solo con misure emergenziali.

Il Comune, in conclusione, presenta la bozza come un punto di partenza e non come un punto di arrivo, e ribadisce che il percorso resterà aperto al contributo dei portatori di interesse, confermando la volontà della Giunta di costruire i Giardini Govi insieme alla comunità. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: fare dello skate park il cuore di un progetto urbano più grande, capace di combinare sport inclusivo, abbattimento delle barriere, verde più vivibile e una nuova idea di spazio pubblico come luogo di incontro e presidio sociale, non come area residuale o soltanto funzionale.


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