Economia 

Genova, boom di imprenditori nati all’estero e quota al 16,2% del totale. In Liguria + 40,2 in 5 anni, secondo dato nazionale

Secondo l’elaborazione della Fondazione Leone Moressa su dati Stockview-Infocamere, Genova è la provincia ligure con la crescita più forte dell’imprenditoria nata all’estero nell’ultimo decennio: aumentano i titolari e cala la componente nata in Italia, mentre la città si conferma tra le prime province italiane per “peso” percentuale del fenomeno

Genova è la locomotiva ligure dell’imprenditoria nata all’estero e i numeri del 2025 la collocano con chiarezza nel gruppo delle province dove il fenomeno è ormai strutturale, non episodico. Nel capoluogo si contano 17.295 imprenditori nati all’estero e la loro incidenza sul totale degli imprenditori arriva al 16,2%, un valore alto che fotografa un tessuto economico sempre più composto anche da attività guidate da persone non nate in Italia. Nel confronto interno alla regione, la dinamica più significativa è il passo del decennio: tra 2015 e 2025 Genova registra un +40,1% di imprenditori nati all’estero, la crescita più marcata tra le province liguri, mentre nello stesso periodo gli imprenditori nati in Italia scendono dell’11,2%.

Il dato genovese si inserisce in un quadro regionale già peculiare, perché la Liguria risulta la regione con la quota più alta di imprenditori nati all’estero rispetto al totale: 30.791 imprenditori nati all’estero nel 2025 e un’incidenza del 15,5%, con un aumento del 37,6% nel decennio e un calo del 10,9% tra i nati in Italia. Dentro questa cornice, Genova pesa anche in termini “di massa”, perché da sola rappresenta il 56,2% degli imprenditori nati all’estero presenti in Liguria, davanti alle altre province, e allo stesso tempo è quella che accelera di più, segno che non si tratta soltanto di una fotografia “statica” ma di una spinta recente e consistente.

Allargando lo sguardo al resto d’Italia, la fotografia nazionale evidenzia un trend in cui l’imprenditoria nata all’estero continua ad avanzare mentre quella nata in Italia arretra. A fine 2025 gli imprenditori nati all’estero sono 795.669, pari al 10,8% del totale, e nel decennio 2015-2025 aumentano del 21,3%, a fronte di una diminuzione del 5,2% degli imprenditori nati in Italia; anche nell’ultimo anno disponibile la tendenza resta coerente, con un +1,1% tra i nati all’estero e un -0,6% tra i nati in Italia. Sul fronte delle imprese, quelle a conduzione “straniera” arrivano a 599.537, l’11,9% del totale, con una crescita del 20,5% nel decennio mentre le imprese “italiane” calano del 4,6%.

In questo scenario, Genova spicca non solo perché cresce più delle altre province liguri, ma anche perché è tra le prime province italiane per incidenza: il suo 16,2% la colloca nelle posizioni alte della graduatoria nazionale. E se per valori assoluti dominano le grandi aree metropolitane, Genova entra comunque nella “top ten” nazionale per numero di imprenditori nati all’estero, risultando sesta con 17.295, dietro a Milano, Roma, Torino, Napoli e Firenze. Questo mix, cioè un numero consistente unito a una percentuale elevata, aiuta a capire perché il capoluogo ligure venga letto come un punto di osservazione sensibile: qui la crescita non è un dettaglio statistico ma una componente che incide sul volto quotidiano del commercio, dei servizi e delle attività di prossimità.

Il quadro ligure, inoltre, mostra che la crescita dell’imprenditoria nata all’estero non si ferma ai confini del capoluogo: Imperia registra 5.503 imprenditori nati all’estero con un’incidenza del 18,8%, mentre La Spezia arriva a 3.301 e Savona a 4.692, ma è Genova a segnare l’aumento più rapido nel decennio. È una differenza importante perché suggerisce una doppia chiave di lettura: da un lato la regione nel suo complesso mantiene un primato nazionale per peso del fenomeno, dall’altro il capoluogo è quello che accelera di più, rendendo plausibile che nei prossimi anni la sua incidenza possa crescere ulteriormente se la tendenza resterà la stessa.

Un altro indicatore utile per interpretare il fenomeno riguarda le imprese a conduzione “straniera” e il loro radicamento nel tessuto produttivo. In Liguria le imprese “straniere” attive sono 24.735 e la loro incidenza sul totale delle imprese regionali arriva al 18,6%, con un aumento del 40,2% nel periodo 2015-2025 (il dato più alto dopo quello del Trentino Alto Adige), mentre le imprese “italiane” calano del 9,5%. Questo significa che l’apporto dell’imprenditoria nata all’estero non è solo una questione di singole posizioni imprenditoriali, ma riguarda anche la struttura complessiva delle imprese presenti sul territorio, con un impatto che nel tempo diventa sempre più visibile.

Letti insieme, questi numeri raccontano una trasformazione netta: a Genova la componente imprenditoriale nata all’estero cresce con un ritmo sostenuto mentre la base nata in Italia diminuisce, e la città assume un ruolo centrale nel primato ligure. Non è una storia fatta di formule semplici, ma di un riequilibrio reale del tessuto economico, che porta con sé sfide e opportunità: dalla capacità di mettere in rete competenze e filiere, alla necessità di strumenti che rendano più semplice fare impresa in modo stabile e integrato. La fotografia scattata nel 2025, intanto, consegna un punto fermo: Genova non è soltanto dentro il cambiamento, lo sta guidando in Liguria con la crescita più forte del decennio.


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