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Campasso e Terzo Valico, Regione approva il secondo addendum: «Sbloccati indennizzi ed espropri per i residenti»

Con un finanziamento nazionale complessivo di 186 milioni, viene indicata una quota non vincolante di 78,5 milioni per espropri e indennizzi e si introduce una fascia unica fino a 30 metri dal binario più esterno per riconoscere disagio abitativo e perdita di valore degli immobili. Approvato anche l’accordo per il Campus Tecnologico Valpolcevera nell’area “Facchini”

Genova e la Liguria fanno un passo avanti su uno dei nodi più delicati – e più discussi – legati alla realizzazione dell’“ultimo miglio” del Terzo Valico ferroviario. La Giunta regionale ha infatti dato il via libera al secondo Addendum del Protocollo d’intesa firmato nel 2022 per la riqualificazione dell’area Genova-Campasso, intervento connesso agli investimenti ferroviari previsti dal Pnrr nell’ambito del progetto unico Terzo Valico–Nodo di Genova. In sostanza: il tratto finale che completerà il collegamento dell’alta velocità/alta capacità tra Genova e Milano.

L’obiettivo dichiarato del progetto resta quello di ridurre il disagio abitativo per i residenti che vivono negli edifici a ridosso del sedime ferroviario, in una zona direttamente interferita dai cantieri e dalla futura infrastruttura.

Le novità dell’addendum: indennizzi ed espropri, con una fascia unica fino a 30 metri

Tra i punti più rilevanti del nuovo Addendum c’è l’aggiornamento del quadro economico e dei criteri con cui individuare chi rientra nell’area maggiormente esposta al disagio.

A fronte di un finanziamento nazionale complessivo che oggi ammonta a 186 milioni di euro, l’Addendum introduce l’individuazione di una cifra non vincolante di 78,5 milioni di euro da destinare a espropri e indennizzi, compresi quelli del Pris (Programma regionale di intervento strategico), per i soggetti interferiti dai lavori nella zona del Campasso collegati alla realizzazione dell’ultimo miglio del Terzo Valico.

Un’altra modifica sostanziale riguarda la definizione dell’area “sensibile”: il nuovo testo prevede un’unica fascia fino a 30 metri dal binario più esterno, utile a determinare la porzione di territorio in cui si registrano disagio abitativo e variazione permanente di valore delle unità immobiliari. Una scelta che supera l’impostazione precedente basata su tre fasce progressive previste dal protocollo originario.

Bucci e Giampedrone: «Accordo che sblocca finalmente gli indennizzi»

La Regione rivendica l’esito politico e operativo dell’accordo. «Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto, che consentirà finalmente di sbloccare gli indennizzi destinati ai residenti», dichiarano il presidente Marco Bucci e l’assessore alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone.

Nel loro intervento, Bucci e Giampedrone attribuiscono il risultato al lavoro di regia svolto dal commissario Mauceri e dal viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, insieme a Regione e Comune, quest’ultimo indicato come soggetto attuatore degli interventi di rigenerazione urbana.

Il messaggio è chiaro: l’infrastruttura è considerata strategica, ma deve procedere insieme a misure di mitigazione e rigenerazione del territorio. Secondo Bucci e Giampedrone, il progetto rappresenta un esempio di come si possano realizzare opere “di enorme rilievo” tenendo conto della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Un’opera chiave per il porto e la logistica: Genova-Milano e corridoio europeo

Nel quadro regionale, l’ultimo miglio del Terzo Valico viene descritto come un tassello indispensabile per collegare «il porto più importante d’Italia» alla linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Genova–Milano–Rotterdam, potenziando il trasporto merci su ferro in un’ottica di sostenibilità ambientale e con ricadute attese su occupazione e sviluppo.

Non solo Campasso: ok anche al Campus Tecnologico in Valpolcevera

Nella stessa seduta, la Giunta regionale ha approvato anche il testo dell’Accordo di Programma Quadro per la costituzione, in Valpolcevera, del Campus Tecnologico Valpolcevera nell’area “Facchini”, con la nascita di un Liceo Tecnologico Sperimentale (istituto secondario di II grado a vocazione tecnologica).

Il progetto coinvolge Regione, Comune di Genova, Città Metropolitana, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Rfi, l’Associazione ligure per i minori Alpim e l’Ordine degli Architetti. L’idea è quella di un campus collegato al territorio e alle eccellenze della ricerca e dell’innovazione: Università, centri di ricerca, CNR, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Fondazione Ansaldo e imprese delle tecnologie digitali.

Tra le novità operative, il Comune avrà a disposizione gratuitamente l’area da parte di Rfi per 99 anni. Per la progettazione sono messi a disposizione 150mila euro da Alpim; successivamente gli enti coinvolti dovranno individuare le risorse per realizzare l’intervento, anche valutando l’utilizzo di eventuali residui dei 186 milioni destinati alla rigenerazione urbana del Campasso.

Tra indennizzi ai residenti e nuovi progetti di formazione e innovazione, la Regione prova così a tenere insieme i due piani che più incidono sul territorio: le grandi opere infrastrutturali e la trasformazione urbana che, per essere sostenibile, deve prevedere compensazioni, tutele e una prospettiva di sviluppo.


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