Sciopero generale Cgil, lavoratori in corteo contro manovra del Governo e riforma sanitaria regionale

Scuole chiuse, treni cancellati e disagi nei trasporti e nella sanità in tutta la Liguria. Il sindacato: «No al riarmo e alla precarietà, sì a sanità, scuola, lavoro stabile e fisco equo». Al comizio anche fiduciario della redazione di Repubblica Genova, che ha richiamato l’attenzione sulla vertenza che coinvolge il gruppo Gedi

Una giornata di sciopero generale contro la legge di bilancio e, in Liguria, anche contro la riforma sanitaria regionale che entrerà in vigore dal 1° gennaio. La Cgil parla di «legge di bilancio ingiusta» e di una riforma che, a suo giudizio, «avrà pesanti conseguenze su operatori e utenti» senza affrontare i nodi strutturali del sistema: liste d’attesa infinite, pronto soccorso nel caos quotidiano, carenza cronica di personale.

Secondo il sindacato, a Genova sono state diecimila le persone scese in piazza per la manifestazione regionale, con delegazioni arrivate da tutte le province liguri.
Corteo dalla Stazione Marittima alla Prefettura
Fin dal mattino presto la mobilitazione ha avuto effetti visibili: numerose scuole hanno sospeso le lezioni o lavorato a ranghi ridotti; nel trasporto pubblico locale si sono registrati disagi fuori dalle fasce orarie garantite, mentre nella sanità sono stati annunciati rallentamenti di visite e prestazioni non urgenti.
In ferrovia, tra le stazioni di Genova Brignole e Principe, risultavano cancellati oltre una quindicina di treni Intercity e regionali, per l’adesione allo sciopero del personale del Gruppo Ferrovie dello Stato e di Trenitalia, in mobilitazione dalla mezzanotte.
Il cuore della protesta è stato il corteo regionale: alle 9, dal piazzale della Stazione Marittima, è partita la manifestazione diretta verso la Prefettura. In testa, lo striscione della Cgil Genova e Liguria, seguito da migliaia di lavoratori di tutte le categorie, pensionati e studenti.
In Prefettura si è tenuto il comizio conclusivo, affidato al segretario nazionale Cgil Pino Gesmundo. Prima di lui sono intervenuti Marco Lignana, fiduciario della redazione di Repubblica Genova, che ha richiamato l’attenzione sulla vertenza che coinvolge il gruppo Gedi, Armando Palombo, delegato Fiom ex Ilva, e l’infermiera e delegata Fp Cgil La Spezia Giorgia Carozzo, che ha raccontato dal vivo le difficoltà vissute nei reparti e nei pronto soccorso.
“No al riarmo, alla precarietà e all’innalzamento dell’età pensionabile”
Le parole d’ordine della Cgil sono nette: «No al riarmo, alla precarietà e all’innalzamento dell’età pensionabile. Sì a scuola, sanità, vere politiche industriali e una riforma fiscale equa e progressiva».
Nel mirino ci sono la manovra economica del governo e una serie di scelte che, secondo il sindacato, peggiorano le condizioni di lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati. Le richieste sono riassunte in pochi punti chiave:
- aumentare salari e pensioni;
- rinnovare i contratti scaduti;
- fermare l’innalzamento dell’età pensionabile;
- dire no al riarmo e spostare le risorse su sanità e istruzione;
- contrastare la precarietà e promuovere vere politiche industriali e del terziario;
- varare una riforma fiscale equa e progressiva.
Particolarmente forte è la denuncia sulla questione fiscale. Secondo la Cgil, negli ultimi tre anni «lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati si sono trovati a pagare 25 miliardi di tasse in più a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef».
Un lavoratore con reddito di 20.000 euro annui, calcola il sindacato, avrebbe perso 700 euro netti; chi guadagna 35.000 euro ne avrebbe persi 2.000. Una «clamorosa ingiustizia fiscale» che colpirebbe solo i redditi fissi – non chi è in flat tax, non le rendite, non i profitti – e che per la Cgil «va assolutamente fermata».



Liguria, sciopero diffuso: dai porti alle banche, con alcuni settori esentati
In Liguria lo sciopero ha coinvolto gran parte del tessuto produttivo e dei servizi. Nel trasporto pubblico locale i disagi si sono concentrati fuori dalle fasce protette, con il servizio dedicato alle persone con disabilità garantito per l’intera giornata. Nei porti e nell’autotrasporto è stato proclamato uno sciopero di 24 ore; facchini, corrieri e agenzie marittime si sono fermati per otto ore.
Nel settore del commercio, del turismo e dei servizi lo stop ha riguardato l’intera giornata o il turno di lavoro, tanto nel pubblico quanto nel privato, compresi gli appalti. Banche e assicurazioni hanno incrociato le braccia per tutta la giornata; edili e metalmeccanici hanno osservato otto ore di sciopero.
Hanno invece lavorato regolarmente alcuni comparti esentati dall’adesione: il settore dell’igiene ambientale, il personale del Ministero della Giustizia e l’intero trasporto aereo. A tutela dei pazienti più fragili, la Prefettura di Genova ha emanato un provvedimento di precettazione nei confronti dei dipendenti di Cirfood, la società che prepara i pasti per le mense e per gli utenti delle strutture ospedaliere e sociosanitarie.
I vigili del fuoco che hanno aderito alla mobilitazione hanno effettuato un’astensione di quattro ore, garantendo comunque la copertura degli interventi più urgenti.
Sanità ligure nel mirino: «La riforma non risolve i problemi reali»
In Liguria, alla protesta contro la legge di bilancio si affianca la contestazione alla nuova riforma sanitaria regionale, che la giunta intende far partire dal 1° gennaio.
Per la Cgil, la riforma «non risolverà il bisogno di salute dei liguri» e non affronterà davvero le criticità più gravi del comparto: le liste d’attesa, definite «annose», il «caos quotidiano» nei pronto soccorso, la «cronica carenza di personale». Il timore del sindacato è che si vada verso un sistema sempre più frammentato e diseguale, con un crescente spostamento sul privato e un peggioramento delle condizioni di lavoro per il personale sanitario.
«Cercare soluzioni, non rassegnarsi»
La giornata di mobilitazione si chiude con la promessa, da parte della Cgil, di non fermarsi qui. Il sindacato rivendica la riuscita della manifestazione genovese – diecimila in corteo, secondo le stime dello stesso sindacato – come segnale di una disponibilità alla partecipazione che attraversa categorie, generazioni e territori.
L’obiettivo dichiarato è continuare la pressione sul governo e sulla Regione, per ottenere modifiche alla manovra, cambiamenti strutturali sulla sanità ligure e un diverso approccio su lavoro, welfare e fisco.
In una fase segnata da inflazione, caro vita e precarietà diffusa, il messaggio che sale dalla piazza è quello di chi non intende rassegnarsi: chiedere più risorse per scuola, sanità e servizi pubblici, difendere pensioni e diritti, ridurre le disuguaglianze – questa, per la Cgil, è la priorità politica che la manovra avrebbe dovuto affrontare e che invece, secondo il sindacato, viene ancora una volta rinviata.
Foto di Lia De Biasio


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