Omicidio a Villetta Di Negro, arrestato Cisse Camara. È piantonato al San Martino dopo una crisi psicomotoria

Il 42enne è accusato di avere ucciso Pietro Alberto Paolo Signor (nella foto). I carabinieri del nucleo investigativo, coordinati dal pubblico ministero Francesco Cardona Albini, stanno lavorando per chiarire se l’uomo abbia agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La sindaca Silvia Salis: «Genova non può e non deve voltarsi dall’altra parte davanti a chi vive ai margini»

L’inchiesta sull’omicidio di Villetta Di Negro entra in una fase decisiva. Cisse Camara, 42 anni, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Pietro Alberto Paolo Signor, 48 anni, originario di Milano e da tempo a Genova senza una dimora fissa. Il delitto è avvenuto nel parco storico del museo Chiossone, nel cuore della città, dove in mattinata una passante aveva dato l’allarme dopo avere visto una scena drammatica: un uomo che trascinava un corpo legato mani e piedi.

Dopo il fermo, Cisse Camara è stato ricoverato all’ospedale San Martino per una crisi psicomotoria. È piantonato dagli agenti della polizia penitenziaria e sarà trasferito in carcere appena le condizioni cliniche consentiranno le dimissioni. Gli investigatori del nucleo investigativo dei carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Francesco Cardona Albini, stanno lavorando per chiarire se l’uomo abbia agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Secondo quanto filtra da fonti investigative, nell’area del delitto sarebbe stata trovata della droga, presumibilmente crack, ma gli accertamenti sono ancora in corso.

Resta coperto dal riserbo il movente. Gli inquirenti stanno ricostruendo le ore e i minuti precedenti all’aggressione, anche attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza del museo Chiossone e le testimonianze raccolte nella giornata. Il corpo di Pietro Alberto Paolo Signor presentava diverse ferite da taglio e, secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato colpito con cocci di vetro. La vittima era stata legata mani e piedi con indumenti. Sarà l’autopsia, che verrà disposta nelle prossime ore, a chiarire con precisione le cause della morte, il numero delle lesioni e la sequenza dell’aggressione.
La brutalità della scena ha colpito profondamente chi si trovava nella zona e, più in generale, la città. Villetta Di Negro è un parco centrale, attraversato da residenti, visitatori e persone dirette al museo. Per alcune ore l’area è stata chiusa al pubblico per consentire i rilievi, mentre carabinieri, polizia scientifica e autorità giudiziaria hanno lavorato sul posto. L’intervento rapido delle forze dell’ordine ha permesso di bloccare il presunto responsabile poco dopo l’allarme.
Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca Silvia Salis, che ha espresso il cordoglio dell’amministrazione e il ringraziamento alle forze dell’ordine. «L’amministrazione comunale sta seguendo con grande attenzione gli sviluppi della tragica aggressione avvenuta questa mattina a Villetta Di Negro. In questi momenti il mio pensiero va alla vittima e il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine che, grazie al loro immediato intervento, hanno individuato e fermato subito il presunto responsabile e stanno ricostruendo la dinamica di una vicenda che ci colpisce profondamente», ha dichiarato la sindaca.
Per Silvia Salis, la morte di Pietro Alberto Paolo Signor impone anche una riflessione sulla marginalità. «Quando una persona muore in condizioni così drammatiche, a maggior ragione se si tratta di qualcuno che vive ai margini, non possiamo limitarci allo sgomento, ma dobbiamo sentire la responsabilità di guardare con ancora maggiore attenzione e cura dove spesso la città non guarda: verso gli ultimi, verso chi vive in strada, verso chi attraversa fragilità estreme. La sicurezza degli spazi pubblici resta una priorità dell’amministrazione, ma insieme alla presenza e al presidio del territorio serve un impegno sempre più forte di intercettare il disagio, la solitudine e l’esclusione sociale. Genova non può e non deve voltarsi dall’altra parte».
La sindaca ha poi richiamato il tema del presidio del territorio e del coordinamento istituzionale. Silvia Salis ha ricordato che, fin dall’insediamento, l’amministrazione ha sollecitato un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine negli spazi pubblici e nelle aree più sensibili della città, portando la richiesta anche nei tavoli istituzionali, compreso il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della scorsa settimana. «Da mesi, inoltre, attendiamo la sottoscrizione dei nuovi Patti per la sicurezza, che consideriamo uno strumento importante per rendere più efficace e stabile questo impegno comune per Genova», ha concluso.
Il caso resta ora nelle mani della magistratura e dei carabinieri. Da chiarire ci sono il movente, il ruolo dell’eventuale droga trovata sul posto, le condizioni del presunto autore al momento dei fatti e l’esatta dinamica dell’aggressione. Ma accanto al fascicolo giudiziario resta l’impatto umano di una morte avvenuta in pieno giorno, in un parco pubblico, ai danni di un uomo che viveva ai margini e che ora ha un nome al centro dell’inchiesta: Pietro Alberto Paolo Signor.
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