Cultura - 

Festival diPassaggio, da oggi la terza edizione nel segno degli “Equilibri”

Dal 27 al 30 novembre Genova diventa una città-laboratorio: da Lerner a De Gregorio, da Wu Ming 2 a Trevi e Zamboni, quattro giorni di incontri, letture, musica e podcast tra Palazzo Ducale, teatri, caffè storici e gallerie

Non solo libri, ma le vite, le storie e le domande che quei libri contengono. È questo lo spirito della terza edizione del Festival diPassaggio, promosso dalla Fondazione Giorgio e Lilli Devoto e dedicato quest’anno al tema “Equilibri”, in programma a Genova dal 27 al 30 novembre. Un cartellone con quaranta appuntamenti diffusi in città – tra spazi pubblici e privati, luoghi della cultura e della comunità – che mette al centro il fragile equilibrio tra identità e cambiamento, memoria e futuro, corpo e desiderio, radici e nomadismo.

Il 27 novembre: cura, identità e consigli di lettura live

La giornata inaugurale, oggi 27 novembre, si concentra tutta a Palazzo Ducale (piazza Matteotti 9) con tre incontri a ingresso libero.

Alle 17.30 la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio dialoga con Alice Carpi sul tema “L’equilibrio nella cura”. Ad affiancarle, la neonatologa e pediatra del Gaslini Silvia Buratti: insieme cercheranno di raccontare cosa significhi trovare una “giusta misura” nella malattia, tanto per chi cura quanto per chi è curato, tra responsabilità, empatia e limiti da riconoscere.

Alle 19, sempre al Ducale, sarà la volta di Gad Lerner con l’incontro “Essere ebrei dopo Gaza”, moderato da Ariel Dello Strologo, già presidente della Comunità ebraica di Genova. Un confronto su identità, memoria e presente, in un tempo in cui il conflitto mediorientale rende ancora più complesso tenere insieme appartenenza, coscienza critica e convivenza.

La serata si chiude alle 21 con un cambio di registro: il podcast “Copertina” approda al Festival nella sua versione live e itinerante. Pensato per chi ama leggere e cerca sempre nuovi suggerimenti, “Copertina” mette sul palco chi con i libri lavora ogni giorno: l’autore Paolo Roversi, il cantautore Dente, il traduttore Andrea Berardini e la libraia Gaia Fabbri della libreria “Liberi tutti” della Spezia. Con loro, il gruppo di lettura “Gli Scompaginati”. A condurre la serata sarà Matteo B. Bianchi; l’evento è realizzato in collaborazione con Storielibere.

Il 28 novembre: equilibri in movimento tra moka, Erasmus, montagne e rockstar

Venerdì 28 novembre il festival si estende in cinque luoghi diversi della città, portando il tema degli equilibri in contesti e linguaggi molto distanti tra loro.

Alle 16.30 a Palazzo Ducale si incontra lo scrittore iraniano Mohammed Tolouei con la sua Enciclopedia dei sogni (Bompiani, 2025), ritratto dell’Iran contemporaneo in cui, anche dentro la costrizione, sopravvivono spazi di libera immaginazione. Tolouei è vincitore del premio Golshiri, uno dei pochi premi letterari indipendenti del suo Paese.

Alla stessa ora, ma al Caffè degli Specchi in salita Pollaiuoli, Celestina Bialetti, figlia di Alfonso Bialetti, racconta la storia di un oggetto che ha cambiato le abitudini di milioni di italiani: la caffettiera moka. Un equilibrio speciale, quello tra design, industria e rituali quotidiani, che ha trasformato il gesto del caffè in un pezzo identitario del nostro vivere.

Sempre alle 16.30, al Teatro della Tosse, lo scrittore esordiente Davide Di Lorenzo porta in scena la vita nomade della generazione Erasmus, fatta di città che cambiano, relazioni in movimento e nuove mappe affettive da tracciare.

Nel foyer della Tosse, alle 17.30, entra in scena Wu Ming 2 guidando il pubblico tra i meandri di Mensalieri, una “storia opaca” ambientata attorno a una cartiera alpina, dove si intrecciano sortilegi, lotta operaia, memoria e trasformazione industriale: un altro tipo di equilibrio, quello tra comunità e lavoro, tra sfruttamento e resistenza.

Alle 18.30 ci si sposta al Caffè Cartoleria Campetto (vico San Matteo) con Massimo Zamboni, chitarrista e compositore dei CCCP, che in “Un’operazione di memoria collettiva” riporta alla luce la storia di una comunità di montagna e di una donna il cui nome, scolpito su una pietra incontrata durante una passeggiata sull’Appennino, diventa la chiave per interrogarne il passato. Modera Michele Bitossi.

Intanto, nel Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, alle 17.30 una delle voci più note di Rai Radio3, Pietro Del Soldà, affronta il nodo di “Amore e libertà: l’ossessione del corpo e dell’identità”, in dialogo con Sara Genovesi: un confronto su relazioni, autodeterminazione e pressioni sociali in una società che chiede continuamente di definirsi.

Alle 18.30, sempre a Palazzo Ducale, protagonista è Emanuele Trevi, premio Strega 2021, che con Mia nonna e il Conte (Solferino, 2025) mette al centro un amore libero vissuto in tarda età: un equilibrio inatteso tra biografia, fantasia e sguardo critico sulle convenzioni. Modera Marzia Fontana.

Alle 19.30 il festival entra nella galleria d’arte Massone di vico Pellicceria, dove Andrea Pomella guida il pubblico tra le Vite d’artisti che sembrano inventate: la Roma degli anni Cinquanta e la rivoluzione culturale di quattro giovani del popolo destinati a cambiare l’immaginario collettivo con la loro arte – Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Francesco Lo Savio.

La musica torna al centro alle 20 al Caffè Cartoleria Campetto con Massimo Palma, che tratteggia un ritratto di David Bowie, rockstar perennemente in bilico tra paura e desiderio, travestimenti e autenticità, suoni e silenzi.

Alla stessa ora, a Palazzo Ducale, Matteo Bordone parla di Convivenze, amori e incomprensioni tra uomini e gatti, attraversando il percorso storico e affettivo che ci lega a questi animali, dall’antichità fino alla vita domestica contemporanea: un altro tipo di equilibrio, quello tra specie.

Chiude la serata, alle 21, ancora al Caffè Cartoleria Campetto, l’incontro “Voci in equilibrio” con Francesca Pongiluppi e Michele Bitossi, moderato da Francesca Conte: un esordio editoriale raccontato fra parole e musica, dove trovare la propria voce significa anche imparare a stare sospesi tra raccontare sé e raccontare il mondo.

Una squadra under 35 e una nuova identità visiva

Il Festival diPassaggio è prodotto dalla Fondazione Giorgio e Lilli Devoto, in coprogettazione con l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e l’associazione Visionary, con il sostegno del Comune di Genova. Partner di sostegno sono Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e la charity partner La Rianimazione dei Bambini Onlus, dedicata al reparto di Terapia intensiva neonatale e pediatrica dell’ospedale Gaslini.

Alla guida organizzativa ci sono Daniela Carrea (direttrice organizzativa), Francesca Conte (ideatrice e curatrice) e Giorgio Gizzi (direttore artistico). L’associazione Visionary, composta interamente da under 35, non si limita a collaborare alla curatela: cura le moderazioni, l’accoglienza degli ospiti e la macchina organizzativa, trasformando il festival anche in un laboratorio di formazione e responsabilità per una nuova generazione di operatori culturali.

Dal 2025 la sfida della brand identity del festival è stata affidata alla Scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa dell’Accademia Ligustica: più di 80 studentesse e studenti dei corsi di Graphic design, guidati dal professor Edoardo Cavazzuti, hanno lavorato all’ideazione e alla realizzazione della nuova immagine di diPassaggio. Tra decine di proposte originali è stata scelta quella firmata da Agnese Grasso e Giacomo Menegatti, segno di una collaborazione strutturata tra mondo della formazione e progettazione culturale.

Un festival come attraversamento

“Di passaggio” non è solo un titolo: è il modo in cui il festival invita il pubblico a vivere la città, muovendosi da un luogo all’altro, da un linguaggio all’altro, inseguendo gli equilibri fragili e dinamici che segnano il nostro presente. Tra i corridoi di Palazzo Ducale, le poltrone dei teatri, i tavolini dei caffè, le sale delle gallerie, ogni incontro è pensato come una soglia: un luogo dove fermarsi un attimo, ascoltare e poi ripartire, portando con sé una domanda in più.


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