Ambiente 

Fontana di piazza De Ferrari di nuovo verde: blitz di Extinction Rebellion contro l’inerzia sul clima – FOTO

Gli attivisti ecologisti tornano in azione nel cuore di Genova e colorano di verde l’acqua della grande vasca come atto dimostrativo contro la gestione dell’emergenza climatica. Sul posto polizia locale e carabinieri. Il colorante è innocuo

Nuova azione dimostrativa di Extinction Rebellion nel pieno centro di Genova. Nella mattinata di oggi alcuni attivisti del movimento ambientalista hanno versato nella fontana di piazza De Ferrari un colorante che ha trasformato l’acqua in una vistosa tonalità verde, attirando in pochi minuti l’attenzione di passanti e turisti. Sullo striscione esposto c’è scritto: “Fermare l’ecocidio”.

Il gesto ricalca quanto era già avvenuto nel 2023, quando la stessa fontana era stata tinta in occasione di una manifestazione di Friday for Future. Anche questa volta, spiegano i promotori, si tratta di un’azione simbolica per denunciare quella che definiscono la scarsa incisività delle politiche di contrasto alla crisi climatica da parte delle istituzioni locali, nazionali e internazionali.

Sul posto sono intervenuti pattuglie della polizia locale e dei carabinieri per mettere in sicurezza l’area e identificare i presenti. Anche questa volta è stato usato un colorante atossico e facilmente diluibile, quindi non pericoloso né per l’ambiente né per le persone.

Dopo i rilievi, è iniziato il deflusso dell’acqua colorata dalla fontana, che sarà progressivamente ripulita nelle prossime ore. Intanto in piazza si è acceso il dibattito tra chi appoggia la protesta come forma di pressione non violenta e chi, al contrario, la considera un gesto irrispettoso verso uno dei simboli della città.

Foto di Carlo Alberto Alessi

L’iniziativa fa parte di una mobilitazione coordinata in dieci città italiane – tra cui Torino, Milano, Bologna, Venezia, Trieste, Parma, Taranto e Palermo – con cui il movimento, sotto lo slogan “Fermare l’ecocidio”, denuncia le “politiche ecocide” del governo sulla crisi climatica.

L’azione è arrivata alla chiusura della COP30 di Belém, che secondo gli attivisti ha prodotto un accordo troppo debole sull’uscita dai combustibili fossili. Tingendo simbolicamente fiumi, laghi, mari e fontane, Extinction Rebellion vuole attirare l’attenzione sugli impatti già in corso del cambiamento climatico e sulle responsabilità dell’Italia, accusata di continuare a investire sul gas e sulle fonti fossili invece che su una transizione rapida e realmente sostenibile.

Nel pomeriggio, il fiume Aniene in zona Sempione a Roma si è aggiunto ai corsi d’acqua tinti di verde con la fluoresceina da Extinction Rebellion, per denunciare le “politiche ecocide” del Governo e la mancanza di un accordo adeguato alla COP30. Sempre a Roma, questa mattina, 8 persone sono state fermate, identificate e perquisite nei pressi del laghetto dell’EUR. La perquisizione è stata giustificata, stando ai verbali, dalla provenienza da fuori città di alcune persone. Due di loro inoltre sono state condotte all’Ufficio Immigrazione a Tor Sapienza, fuori città, per operazioni di identificazione, nonostante avessero già fornito i documenti identificativi.

Intanto, anche altre città hanno visto l’intervento delle forze dell’ordine, in alcuni casi sproporzionato. A Trieste 8 persone sono state portate in commissariato, dove 2 di loro sono state trattenute per oltre 5 ore in fermo identificativo, nonostante avessero fornito i documenti. A tutte le persone è stata notificata una denuncia per manifestazione non preavvisata. A Bologna è stata notificata una sanzione amministrativa di €50 a 16 persone per sversamento di rifiuti. A Venezia, dove 40 persone sono state identificate, è stato sequestrato materiale musicale e lo striscione che era stato esposto. In modo analogo, a Milano sono stati sequestrati striscione e i secchielli contenenti l’acqua mischiata alla fluoresceina, senza che venisse rilasciato un verbale che ne dichiarasse le motivazioni.

Tutte le denunce che erano state notificate a seguito della stessa iniziativa svoltasi nel dicembre 2023 erano state archiviate, a sottolineare l’assenza di un reato. «Nonostante sappiano che non stiamo commettendo alcun reato, ci perquisiscono, denunciano e trattengono in modo illegittimo in Questura. È il clima repressivo e intimidatorio che stiamo vivendo ormai da anni che si fa sempre piú concreto» afferma Tommaso da Roma.

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