Ex Ilva, la sindaca Salis ai lavoratori: «Con voi in questa lotta, ora il governo dica quale futuro vuole per Cornigliano»

In visita al presidio di Cornigliano, la prima cittadina rivendica il “sì” al forno elettrico come scelta di responsabilità e accusa l’esecutivo: «Ci chiedevano una risposta immediata, ma oggi non c’è nessun investimento concreto»

Genova, 19 novembre – Una stretta di mano dietro l’altra, qualche parola sussurrata davanti ai cancelli e poi il microfono, per parlare a tutti. La sindaca di Genova, Silvia Salis, è arrivata in serata al presidio dei lavoratori ex Ilva di Cornigliano, in sciopero contro il piano industriale presentato dal governo e per difendere il futuro dello stabilimento.

«Sono qui per portarvi non solo la mia solidarietà, ma anche il mio impegno» ha esordito la sindaca davanti alle maestranze in assemblea. Salis ha ricordato come, fin dall’insediamento, si sia schierata pubblicamente a favore del forno elettrico: «Sapete quanto, fin dal primo momento, io mi sia schierata per il “sì” al forno elettrico e quanto sia stata una decisione non semplice sul piano politico. Ma non c’era un piano industriale o un reale investimento da parte del governo e il mio eventuale “no” sarebbe diventato un alibi per non investire a Genova. Noi non ci siamo prestati a questo gioco. E ora qual è il futuro di queste aree? Ce lo deve dire il governo».
Al centro del suo intervento, la richiesta di chiarezza all’esecutivo sul destino della siderurgia genovese: «Chiediamo parole chiare, un programma chiaro: bisogna difendere lo sviluppo economico di questa città e i vostri posti di lavoro qualificati, e noi questo faremo: chiederemo al ministro di dirci che intenzioni hanno. A noi è stata chiesta una risposta veloce e immediata sul “sì” al forno elettrico: l’abbiamo data e il risultato è che non esiste nessun tipo di investimento».
La sindaca ha poi ribadito la propria vicinanza alle famiglie coinvolte nella vertenza: «Sono al vostro fianco, la vostra lotta è sacrosanta: ci sono milleduecento famiglie che vivono sul futuro di quest’area. Io sono con voi, sono qui come ci sono sempre stata quando c’era da prendere posizione».
Parole che si inseriscono in una giornata di forte tensione, tra sciopero, cortei e blocchi alla viabilità, con Cornigliano tornata a essere il simbolo di una battaglia che riguarda non solo Genova, ma l’intero futuro della siderurgia in Italia.
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