Scompare a 59 anni Franco Orsi, ex senatore e assessore regionale

È stata una delle figure più riconoscibili del centrodestra ligure degli ultimi trent’anni, con un percorso che ha attraversato la stagione finale della Democrazia cristiana, la nascita di Forza Italia, il governo regionale di Sandro Biasotti e poi l’esperienza parlamentare con il Popolo della Libertà. La sua è stata una carriera politica cominciata molto presto e portata avanti con una forte connotazione territoriale: la Liguria e, dentro la Liguria, la Riviera savonese sono rimaste il baricentro della sua azione pubblica


Cresciuto nell’ambiente della Dc, Orsi inizia a fare politica da giovanissimo nel movimento giovanile. A soli 18 anni entra in consiglio comunale ad Albisola Superiore (1985), un dato che già allora lo segnala come uno dei ragazzi “promettenti” del notabilato democristiano locale. Dopo il diploma all’Istituto Tecnico Nautico “Leon Pancaldo” di Savona (1986) si laurea in giurisprudenza, affiancando all’impegno politico un percorso professionale nelle amministrazioni pubbliche e poi nel mondo delle imprese: sarà infatti anche dirigente del ministero del Bilancio e funzionario dell’Unione industriali di Savona. Per un periodo rappresenta il Comune di Albisola nel “Consorzio Deleghe per l’Agricoltura”. La sua biografia politica si intreccia anche con una famiglia molto inserita nella Dc ligure: era genero di Bonelli, storico segretario regionale legato a Paolo Emilio Taviani.
All’inizio degli anni ’90, in piena crisi della Dc, entra in rotta con parte dei dirigenti e nel 1992, in polemica con Mino Martinazzoli, lascia incarichi e partito. È una fase in cui lavora anche all’organizzazione di campagne elettorali per altri esponenti politici nazionali. La svolta arriva con la stagione del centrodestra berlusconiano.
Nel 1995 Orsi viene eletto per la prima volta nel consiglio regionale della Liguria nelle liste di Forza Italia. È l’avvio del periodo più lungo e istituzionalmente più rilevante della sua carriera. In Regione diventa prima capogruppo azzurro e vicepresidente della commissione Ambiente, territorio e trasporti. Nel 2000 viene rieletto e, con la giunta di Sandro Biasotti, entra nell’esecutivo regionale: è vicepresidente di giunta e dal 2002 assume la delega alla pianificazione territoriale e ambientale. Sono anni nei quali Orsi si occupa di temi delicati per la Liguria – demanio marittimo, tutela del territorio, portualità – e siede anche nel consiglio direttivo del Parco nazionale delle Cinque Terre. A livello nazionale, per conto delle Regioni, coordina il lavoro sugli aspetti legati al demanio, confermando una specializzazione sulle questioni ambientali e costiere. Nel 2005 viene rieletto per la terza volta e diventa vicepresidente del consiglio regionale.
Nel frattempo il suo nome comincia a circolare anche sul piano nazionale. Alle elezioni politiche del 2008 viene eletto senatore nella circoscrizione Liguria nelle liste del Popolo della Libertà. A Palazzo Madama entra nella commissione Ambiente, nella commissione bicamerale per la semplificazione e nella Giunta per le autorizzazioni. Dal 2010 diventa capogruppo del Pdl proprio in commissione Territorio e ambiente. In quegli anni Orsi è considerato vicino a Claudio Scajola e mantiene rapporti politici anche con Giuseppe Pisanu, a conferma del suo posizionamento nell’area ligure e moderata del partito.
La sua attività parlamentare è intensa: segue e relaziona diversi provvedimenti su rifiuti, ambiente, aree protette e gestione delle emergenze in Campania. È relatore del decreto sul subentro della Regione Campania nel ciclo dei rifiuti (poi legge 1/2011), contribuisce al recepimento della direttiva europea sui rifiuti (dlgs 205/2010) e lavora su vari testi di legge comunitaria. Il passaggio più controverso del suo lavoro al Senato è quello legato alla riforma della legge 157/92 sulla caccia: Orsi firma o relaziona un pacchetto di disegni di legge che puntano ad ampliare tempi e modalità dell’attività venatoria. Questo lo pone al centro di un duro scontro con il mondo ambientalista e animalista (Lipu, Wwf, Enpa, Lac, Lav), che contesta sia il merito delle proposte sia la scelta di affidare a un cacciatore la relazione di una riforma così sensibile. Quel testo, pur approdato in commissione Ambiente, non arriverà mai al traguardo in quella legislatura.
Accanto alla Regione e al Parlamento, Orsi coltiva il suo radicamento locale. Nel 2009 si candida a sindaco di Albisola Superiore con una lista civico–centrodestra e vince. Nel 2014 viene riconfermato con un risultato più ampio. Resterà alla guida del Comune per due mandati, fino al 2019, costruendo una continuità amministrativa che proseguirà con il suo vicesindaco Maurizio Garbarini. È la dimostrazione di come, pur avendo avuto incarichi nazionali, Orsi non abbia mai abbandonato il terreno amministrativo di prossimità.
La sua lunga presenza nelle istituzioni non è stata priva di passaggi giudiziari. Nel 2016 viene rinviato a giudizio con la giunta albisolese per una vicenda legata ai parcheggi di via Turati: nel 2018 il tribunale di Savona lo assolve “perché il fatto non sussiste”. Più delicato il capitolo legato alle cosiddette “spese pazze” in Regione Liguria (legislatura 2005-2010), in cui viene indagato per peculato e poi rinviato a giudizio con altri ex consiglieri. Nel 2020 arriva una condanna in primo grado a 18 mesi e 10 giorni (con sospensione condizionale). Ma la vicenda si chiude nel dicembre 2022, quando la Corte d’Appello lo assolve perché i fatti contestati non costituiscono reato. È un punto a cui Orsi teneva molto, perché riabilitava anche pubblicamente la sua immagine dopo anni di procedimento.
La notizia della sua morte ha suscitato reazioni nel mondo politico ligure. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha diffuso un messaggio di cordoglio sottolineando il lungo servizio pubblico svolto da Orsi: «Apprendo con profonda tristezza la notizia della scomparsa di Franco Orsi, già senatore della Repubblica, ex vicepresidente della Regione Liguria e sindaco di Albisola Superiore. Da sempre impegnato per la Liguria e il suo territorio, Orsi ha dedicato gran parte della sua vita all’attività politica e amministrativa, animato da passione, competenza e spirito di servizio verso la comunità. Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo le più sincere condoglianze e la vicinanza della Regione Liguria in questo momento di dolore». Un messaggio che restituisce la misura del suo ruolo: non solo un amministratore locale, ma uno di quei politici che hanno attraversato più stagioni, mantenendo sempre un punto fermo, la Liguria.
La biografia di Franco Orsi è quella di un amministratore di lungo corso, partito giovanissimo, passato per Regione e Parlamento, spesso su dossier tecnici e non sempre popolari, e tornato al governo del suo Comune. La sua morte chiude una parabola politica nata nella Dc, cresciuta nel berlusconismo e rimasta legata, fino alla fine, al territorio da cui era partito.
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