Galata Museo del Mare, l’archivio digitale cresce: online un raro decreto ottomano del 1815

Tradotto da ricercatori turchi, il documento illumina i rapporti tra l’Impero Ottomano e la Russia nell’età di Mahmud II. Nel portale del museo già consultabili 1.221 opere con immagini e schede secondo gli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione

Il patrimonio del Galata Museo del Mare è sempre più accessibile online: l’archivio digitale del museo si arricchisce di un decreto reale ottomano del 1815, in lingua turca, che testimonia la centralità dei traffici mediterranei e i legami storici tra Genova e la Sublime Porta. La trascrizione e la traduzione, affidate a due ricercatori turchi, consentono oggi di contestualizzarne contenuti e destinatari.

Il documento individua come beneficiario formale il capitano–armatore Nicolò Dodero (genovese poi naturalizzato russo) e riflette le preoccupazioni del sultano Mahmud II per il “rafforzamento e la stabilità” dei rapporti con la Russia. Emanato tre anni dopo il Trattato di Bucarest (1812), che chiuse la guerra russo–turca, il decreto si colloca in una fase di distensione: da un lato la pressione russa nei Balcani (anche a sostegno della Serbia), dall’altro l’esigenza ottomana di stabilizzare gli equilibri geopolitici dopo la caduta di Napoleone e il crescente peso dell’Impero zarista.
La pubblicazione online non è solo un tassello di ricerca storica: offre uno spunto attuale sui temi della diplomazia e della gestione dei conflitti. La strategia di equilibrio tra potenze, che emerge dal testo, risuona con le dinamiche della politica internazionale contemporanea, pur in contesti profondamente diversi.
Un portale in espansione: immagini, schede, capolavori
Grazie alla campagna di digitalizzazione, il portale del Galata mette a disposizione immagini in alta qualità e schede di catalogo conformi agli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura. Sono già 1.221 le opere consultabili: dal ritratto di Cristoforo Colombo attribuito al Ghirlandaio alla Veduta di Genova (1481), fino a un ampio repertorio di strumenti, oggetti e apparati della cultura marittima. Il museo virtuale è in costante aggiornamento e si arricchisce ogni mese di nuovi contenuti: è accessibile su catalogo.museidigenova.it/musei/galata-museo-del-mare.
Un ecosistema culturale condiviso
Il portale è stato realizzato dal Comune di Genova con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, per rendere fruibili i dati catalografici del patrimonio civico. Il Galata Museo del Mare, di proprietà comunale, fa parte del Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni insieme alla Commenda di Prè (sede del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana), al Museo Navale di Pegli e al complesso monumentale della Lanterna. A supporto dell’istituzione opera l’Associazione Promotori Musei del Mare ETS, espressione di oltre 80 aziende del cluster marittimo e dello shipping. I servizi di accoglienza, biglietteria, marketing e comunicazione del Galata sono affidati al concessionario Genova Cultura Scarl, raggruppamento CNS – Consorzio Nazionale Servizi e Cooperativa Socio Culturale.
Con l’ingresso del decreto ottomano e la progressiva messa in rete dei materiali, il Galata consolida la propria missione: condividere il patrimonio, favorire la ricerca e rendere accessibile la storia marittima genovese a studiosi, scuole e pubblico di ogni età, ovunque e da qualsiasi dispositivo.
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