Oggi a Genova 

Sicurezza nel centro storico, Tursi annuncia “accompagnatori” per chi torna a casa la notte. Lo sconcerto dei residenti

In San Luca da giorni si discute di una serrata e la denuncia di forte compromissione della sicurezza viene da quasi tutte le zone della città vecchia: i vicoli chiedono sicurezza, il Comune propone steward “da movida”, un servizio, tra l’altro, dai costi elevati con fondi che devono essere ancora trovati. Il portavoce dell’associazione “Via del Campo e Caruggi”, Christian Spadarotto: «Quantomeno per decenza, fermatevi un attimo. Abbiamo bisogno di tutt’altro»

Annunciata ieri dall’assessore alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, “Nottambula”, a Bologna dove è attiva, fa quello che a Genova facevano gli steward pagati dai locali 10 anni fa nella movida, dove da tenere a bada c’era un manipolo di ragazzetti dediti all’alcol. Peraltro, in un territorio orograficamente molto diverso: I carruggi sono un campo minato anche per le Divise e, soprattutto, in situazioni di sicurezza molto molto diverse. Non parliamo di un’area di iniziative notturne dove ogni tanto qualcuno alza il gomito ed esagera, parliamo di criminalità vera. Parliamo di un posto dove, nella piazza più aperta, Caricamento, ci sono stati almeno 4 accoltellamenti negli ultimi anni, con coltelli, cocci di vetro e persino una katana. Di un posto dove le risse sono all’ordine del giorno e nell’intricato gomitolo dei vicoli succede anche di peggio, dove la criminalità aggredisce anche le forze dell’ordine e dove la sicurezza negli ultimi mesi, secondo i residenti, è – lo dicono loro stessi – in pesante peggioramento dopo lo smantellamento, deciso dall’Amministrazione, dell’organizzazione del controllo della polizia locale nella tripartizione del territorio con le forze dell’ordine che per anni è stata praticamente l’unico sottile confine tra un barlume di vivibilità e la perdita totale di controllo del territorio. Smantellamento che si dice proseguirà con la sottrazione del Gocs (Gruppo Operativo Contrasto Stupefacenti) al nucleo Centro Storico, con perdita di uomini e professionalità.

Una situazione complessa e responsabilità diffuse

Alle spalle c’è il fallimento del “Piano caruggi” della precedente giunta, risoltosi in una serie di lavori finanziati con fondi statali o PNRR, tutti molto in ritardo, e in una serie di costose festicciole e contributi a pioggia alle associazioni. Il progetto di Marco Bucci, che come da lui enunciato otto anni fa, aveva suscitato negli abitanti molte aspettative, doveva essere l’ultimo treno, ma quel treno non è mai passato. Una cosa aveva strutturato, con risultati oggettivi, il centrodestra: il controllo della polizia locale che, al netto di qualche inciampo iniziale di inesperienza (la quasi totalità dei cento agenti era neoassunta), garantiva un minimo di equilibrio. Il problema, per le forze dell’ordine, è spesso quello del personale. La polizia locale ci aveva messo 100 uomini ed era entrata nella tripartizione delle zone con polizia di Stato e Carabinieri. Questa è stata la prima cosa che, su richiesta della Questura, ha fatto saltare la nuova amministrazione di centrosinistra. I residenti delle aree più difficili, prima più cauti, da qualche settimana hanno cominciato a dire che la situazione sta precipitando. Le chat di zona sono roventi. In quella di via San Luca, ad esempio, c’è chi sta premendo per l’organizzazione di una manifestazione sotto forma di serrata. In tutte le chat e tutti i gruppi viene manifestato lo scontento e il peggioramento della situazione viene denunciata con forza, in particolare per quanto riguarda lo spaccio e il consumo di droga, ma anche per la sicurezza in generale. Si diceva di risse continue, accoltellamenti, spaccio continuo e diffusissimo, ma vengono segnalati anche episodi predatori. Poi ci sono i problemi determinati dai tossicodipendenti, in particolari quelli dediti al crack. Il problema è che in questi anni i servizi del Serd (Servizi per le dipendenze della Asl) sono stati in questi anni ridotti al lumicino. Non è solo questione di percezione, anche se la percezione “pesa”. Perché non solo i turisti fanno dietrofront quando vedono certe situazioni, ma anche i genovesi. E le strade si spopolano, i negozi faticano. E meno negozi ci sono meno le strade hanno appeal. È un cane che si morde la coda. Ma in molte zone siamo ormai ben oltre questo. Il problema sicurezza, intendiamoci, è nazionale e non certo di competenza dei Comuni, ma quello che possono fare i comuni è avviare iniziative virtuose per alleggerire, per quanto possibile, i disagi.

La differenza tra vivibilità nella movida e sicurezza nelle zone di spaccio e consumo di stupefacenti

In questo quadro di emergenza, in cui i residenti si inseriscono con recenti ripetuti appelli “al fare”, l’assessora Viscogliosi ha lanciato “Nottambula”, un’esperienza importata da Bologna dove è stata appena rifinanziata per due anni con 1.165.100 del PN Metro 2021-2027. L’iniziativa – che sembra più rispondere alla necessità dei Comuni di dimostrare far qualcosa per mitigare gli effetti della mala movida (diversi sono gli enti locali che si trovano a pagare, per decisione di un giudice, i danni ai residenti molestati dal baccano) prevede la presenza di soggetti denominati “street host”, «operatrici e operatori che nelle ore notturne svolgono attività di ascolto, mediazione, accompagnamento e informazione, promuovendo la convivenza nello spazio pubblico, il rispetto dell’ambiente, la riduzione del danno, la prevenzione delle discriminazioni e la sicurezza di chi si muove in città di notte». Le e gli street host «distribuiscono bicchieri riutilizzabili e sensibilizzano le persone che frequentano piazze e locali a una fruizione più rispettosa dell’ambiente e del contesto urbano. Il gesto semplice di consegnare un bicchiere e invitare a riutilizzarlo diventa un’occasione per parlare di rifiuti, plastica monouso, vetro abbandonato, e per condividere comportamenti più responsabili. Solo nel 2024, grazie anche alla collaborazione con le associazioni coinvolte, sono state raccolte e smaltite oltre 19 tonnellate di vetro, contribuendo a migliorare concretamente la vivibilità degli spazi pubblici. Nottambula è anche un progetto di informazione e orientamento: gli street host sono spesso il primo punto di contatto per chi vive la notte e ha bisogno di sapere dove sono i bagni pubblici, quale locale propone musica live, dove si trovano i punti di bike sharing o quali sono gli orari del trasporto pubblico». Basta leggere quanto scritto sul sito di Nottambula per capire che il contesto è completamente diverso, più adatto a una movida un po’ agitata che a un problema diffuso e molto reale di vera e propria sicurezza e che si tratta di operatori non di forze dell’ordine. Nell’intenzione del Comune di Genova, dovrebbero accompagnare a casa le persone che lo chiedono, si troverebbero in una situazione di compromissione critica della sicurezza, senza alcuna formazione su quel fronte, disarmati con il solo strumento della possibilità di chiamare le forze dell’ordine o la polizia locale come un qualsiasi cittadino potrebbe fare. Sembra quasi che chi pensa di sostituire il lavoro fondamentale della polizia locale e delle forze di polizia con questo tipo di iniziativa, nemmeno a buon mercato, non conosca quello che succede realmente nei vicoli del centro storico. Per questo i cittadini sono rimasti esterrefatti. Figura di questo genere, oltre a non essere di tutela per gli altri, rischiano per se stessi in luoghi dove già le divise hanno a che fare con aggressioni e resistenza dei personaggi che popolano la zona. Per questo girano sempre in nutriti gruppi.

Le prime reazioni esterrefatte dei residenti

Il messaggio a caldo del portavoce dell’associazione “Via del Campo e Caruggi”, Christian Spadarotto, è molto chiaro: «Quantomeno per decenza, fermatevi un attimo. Abbiamo bisogno di tutt’altro». Anche alla luce dell’ingente quantità di denaro che dovrebbe essere impegnato per “Nottambula”, in una situazione drammatica che avrebbe bisogno di ben altre iniziative sociali e tanto controllo in divisa fino a quando le prime, quasi completamente sospese in passato dal centrodestra, non cominciassero a dare risultati.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts