Balbi 5, gli studenti contestano la versione della ministra Bernini e difendono l’occupazione per la causa di Gaza

Conferenza stampa a Balbi 5: «Rettorato non devastato, protesta legittima». Il M5S dopo un sopralluogo: «Nessun danno, aprire il dialogo». Annunciate assemblee il 1° ottobre

Nel pomeriggio gli studenti che occupano il rettorato di via Balbi 5 hanno convocato i media per mostrare gli spazi e ribadire che, a loro dire, non ci sono stati danneggiamenti. L’iniziativa nasce per smentire quanto attribuito in più occasioni alla ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che aveva parlato di un rettorato “devastato”. I collettivi rivendicano la natura pacifica e politica della mobilitazione e ricordano le richieste depositate all’Ateneo: interruzione dei rapporti con istituzioni israeliane, rescissione degli accordi con l’industria bellica e sostegno alla Global Sumud Flotilla.

Ricostruendo il percorso che ha portato all’occupazione, gli studenti ricordano due settimane di presidio (“tendata”), lo sciopero del 22 settembre che ha coinvolto migliaia di persone e la decisione, assunta in assemblea, di presentarsi al Senato accademico per chiedere un confronto. Secondo i collettivi, la riunione sarebbe stata poi spostata online dal rettore, scelta letta come un modo per evitare il faccia a faccia. Da qui l’occupazione del palazzo, seguita da una denuncia dell’Ateneo che i ragazzi qualificano come un atto repressivo e delegittimante.
Tra le contestazioni arrivate ai collettivi c’è anche l’ipotesi di ritardi nelle borse dei dottorandi causate dall’occupazione. Gli studenti replicano che i pagamenti sono gestibili da remoto e che, quando necessario, il personale viene fatto entrare per recuperare documenti. Sulla prosecuzione della protesta la linea è netta: dicono di voler proseguire a oltranza finché non arriveranno risposte formali alle istanze. Dall’Università, al momento, non risultano nuove comunicazioni pubbliche sulla vicenda.
La posizione del M5S
Il M5S, dopo un sopralluogo a Balbi 5, fa sapere: «Come MoVimento 5 Stelle Liguria, abbiamo fatto un sopralluogo in via Balbi 5 per verificare le condizioni dei beni pubblici. Ebbene, non c’è alcuna “devastazione”: chi nei giorni scorsi ha denunciato danni al rettorato si è preso il disturbo di visitarlo prima di dare fiato alle trombe? Noi sì. Gli studenti dei collettivi, attraverso i loro portavoce, ci hanno fatto fare il giro degli ambienti, senza filtri né veti, dimostrando che la loro protesta è pacifica e civile. Il M5S è l’unica forza politica ad aver verificato di persona la situazione, e questo rafforza la nostra convinzione: i giovani non vanno criminalizzati, ma ascoltati. Sosteniamo dunque la loro battaglia e ci uniamo al loro appello: l’Ateneo non si sottragga al confronto democratico e apra subito un dialogo con gli studenti, interrompendo al contempo ogni collaborazione con Israele, coerentemente con i valori di pace e giustizia che l’università deve rappresentare.» A firmare la dichiarazione è il capogruppo regionale Stefano Giordano.
Le prossime iniziative
I collettivi annunciano assemblee pubbliche mercoledì 1° ottobre: alle 15 al Chico Mendes (via Leone Pancaldo 15) per le scuole del Ponente e alle 15.30 ai Truogoli di Santa Brigida per le scuole del Centro. Nei materiali diffusi, gli studenti rivendicano anche la partecipazione – al fianco di CALP e USB – a una mobilitazione portuale che, a loro dire, avrebbe impedito a una nave diretta in Israele di caricare armamenti. Lo slogan scelto per le prossime giornate è “Siamo pronti a bloccare tutto di nuovo”, con il richiamo alla Sumud e alla Palestina.
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