Trasporti 

Genova chiede la continuità territoriale, Salis: «Non un favore, ma una necessità»

La Sindaca: «Serve per mobilità e sviluppo economico. Costi dei voli insostenibili, dobbiamo seguire l’esempio di Ancona»

La sindaca Silvia Salis ha ribadito in consiglio comunale la centralità del tema della continuità territoriale aerea, definendola «non una concessione o un favore alla città, ma una necessità».

La continuità territoriale nei trasporti è un principio europeo e uno strumento legislativo che garantisce collegamenti di trasporto, solitamente aerei o marittimi, per i cittadini di regioni svantaggiate o periferiche, come le isole, dove il mercato da solo non garantirebbe un servizio adeguato. L’obiettivo è assicurare pari opportunità di mobilità, con condizioni economiche e qualitative uniformi, mantenendo l’integrazione tra queste zone e il resto del territorio nazionale e comunitario, spesso attraverso l’imposizione di oneri di servizio pubblico e tariffe agevolate. 

«La continuità territoriale – ha spiegato – non riguarda solo il diritto alla mobilità, ma anche lo sviluppo economico. Le aziende ci dicono chiaramente che è difficile spostare sedi e dirigenze a Genova perché i collegamenti comportano spese fuori dalla normalità».

Salis ha sottolineato che Genova non può limitarsi a guardare soltanto a Roma, ma deve essere collegata in modo strutturale anche con altri aeroporti nazionali, comprese le rotte con la Sardegna. «Essere vicini a Pisa, Milano o Nizza non può essere una scusa – ha detto –. La città attende da troppo tempo questo riconoscimento. Alcuni cantieri ridurranno l’isolamento, ma non possiamo fermarci: insieme alla Regione dobbiamo farci sentire con il Governo. È successo ad Ancona, deve accadere anche a Genova».

Sul fronte della gestione dello scalo, la sindaca ha aperto alla possibilità di una partecipazione pubblica nelle quote dell’aeroporto, ma con l’obiettivo di attrarre soci privati in grado di rilanciare l’infrastruttura. «Servono tratte in più e tariffe più basse – ha chiarito –. Un aeroporto competitivo deve essere prima di tutto raggiungibile, altrimenti si rimane intrappolati in un circolo vizioso».

Il nodo principale resta quello dei prezzi dei biglietti, giudicati proibitivi. «Un volo di andata e ritorno per Roma può costare 800-900 euro: è un deterrente totale per chi deve spostarsi da e per Genova» ha osservato Salis. Da qui la necessità di un intervento nazionale che garantisca collegamenti accessibili e sostenibili.

La sindaca ha insistito anche sulla dimensione internazionale: «Roma è la tratta più lampante, ma non basta. Servono collegamenti diretti con l’estero, perché dover fare scalo significa aggiungere costi e perdite di tempo che scoraggiano investimenti e rapporti con la nostra città».

Salis ha concluso ribadendo la disponibilità a sostenere una commissione dedicata alla continuità territoriale: «Credo che siamo tutti favorevoli a proseguire su questa strada, e io sono pronta a sostenerla in ogni sede».

La discussione è arrivata in aula dopo che il tema era stato sollevato già lo scorso febbraio con una mozione del Pd. Il problema si è aggravato con l’aumento delle tariffe aeree sulla tratta Genova-Roma, spesso arrivate a livelli paragonabili a quelli dei voli intercontinentali. «È un fenomeno inaccettabile – ha dichiarato la consigliera Vittoria Canessa Cerchi (Pd) – che compromette seriamente il diritto alla mobilità dei cittadini liguri e penalizza lavoratori, studenti e pazienti costretti a spostarsi per motivi di salute».

In una successiva nota, Salis ha ribadito: “La richiesta di riconoscimento della continuità territoriale per l’aeroporto di Genova non è un favore ma una necessità, che non riguarda solo il diritto alla mobilità ma anche di sviluppo economico. Stiamo aspettando da troppi anni”. Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, intervenendo oggi pomeriggio in Consiglio comunale per appoggiare la richiesta di continuità territoriale per l’aeroporto del capoluogo ligure, Cristoforo Colombo. 

“Tutti gli operatori che vorrebbero investire in città rilevano che è difficile trasferire sedi e dirigenti a Genova se poi si devono affrontare spese di trasferta fuori dalla normalità – prosegue la prima cittadina – E’ vero che il nostro isolamento è il risultato di una serie di problemi, ma da qualche parte dobbiamo iniziare a risolverli. Assieme alla Regione, dobbiamo farci sentire con il governo e chiedere la continuità territoriale. L’ha avuta Ancona e deve averla anche Genova”.

Salis rileva che “per la continuità territoriale vanno tenuti in considerazione tutti gli hub nazionali, non solo l’aeroporto di Roma. E’ un tema fondamentale per il nostro aeroporto, per cui confermo l’interesse del Comune a entrare nella compagine societaria qualora si aprisse la possibilità, con lo scopo di trovare soci privati forti che possano lanciare il nostro scalo, aumentare i collegamenti e abbassare le tariffe”.

La sindaca sottolinea che “ci sono tariffe proibitive, in particolare sul collegamento con Roma, che rappresentano un deterrente totale a muoversi da e per Genova. Non ci possiamo limitare a Roma, ma questo è un esempio lampante. Poi, servono collegamenti internazionali per aiutare il turismo


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