diritti e sociale 

Gaza, Music for Peace, Rebora rientra a Genova per creare un corridoio umanitario via terra per portare 500 tonnellate di aiuti raccolti

L’organizzazione genovese, al fianco della Global Sumud Flotilla, lavora a un nuovo canale di accesso per far arrivare beni essenziali alla popolazione sotto assedio

Cinquecento tonnellate di aiuti umanitari pronte a partire da Genova. È il risultato della raccolta promossa da Music for Peace, l’organizzazione che da anni si impegna per portare generi di prima necessità nelle aree più colpite dalle emergenze umanitarie.

Nella sede genovese della ong sono stati stoccati alimenti, medicinali, prodotti per l’igiene e altri beni fondamentali, frutto della solidarietà di migliaia di cittadini, associazioni e realtà locali che hanno risposto all’appello. Una mobilitazione straordinaria che testimonia la volontà di non restare indifferenti davanti alla crisi che da mesi colpisce la Striscia di Gaza, dove la popolazione civile vive sotto assedio e in condizioni di estrema precarietà.

Alla luce di questa emergenza, il presidente di Music for Peace, Stefano Rebora, ha deciso di rientrare a Genova per avviare le procedure necessarie all’apertura di un corridoio umanitario via terra. Una scelta maturata in accordo con la Global Sumud Flotilla, che prosegue parallelamente il proprio impegno per la creazione di un corridoio via mare.

Secondo l’organizzazione, questa nuova fase è fondamentale per garantire che gli aiuti possano raggiungere le famiglie palestinesi senza ulteriori ostacoli: un passo concreto che mira a rompere l’isolamento e a restituire un segnale di speranza a una comunità stremata.

Music for Peace ribadisce così la sua missione: trasformare la solidarietà raccolta sul territorio in azioni tangibili, capaci di portare sollievo dove la necessità è più urgente.


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