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Statua di Guido Rossa ancora senza basamento, Tursi: «Mancano i fondi, impossibile agire subito»


In Consiglio comunale l’assessore Montanari ammette le difficoltà: bloccato l’uso dei ribassi d’asta dal Ministero. Il consigliere Caraffini (Pd) sollecita: «Attesa da 41 anni, è ora di completare l’opera»

A oltre quarant’anni dalla sua collocazione, la statua di Guido Rossa in largo XII Ottobre resta ancora senza il basamento originariamente previsto dall’autore, lo scultore Franco Repetto. Lo ha ricordato il consigliere comunale Mario Caraffini durante la seduta di Consiglio, sollecitando l’amministrazione a riprendere in mano un progetto rimasto incompiuto dal 1984.

Il consigliere ha ricordato come lo stesso ex vicesindaco Pietro Picciocchi, nel novembre 2023, avesse annunciato la volontà di completare l’opera con un basamento in calcestruzzo di tre metri d’altezza, come da progetto originale. Tuttavia, a oggi nulla è cambiato.

Nella sua risposta, l’assessore alla cultura Giacomo Montanari ha chiarito che l’amministrazione aveva inizialmente ipotizzato di finanziare l’intervento con i ribassi d’asta del cantiere per il rifacimento della piazza (oltre 54mila euro), ma il Ministero ha negato l’autorizzazione all’uso di quei fondi per questo tipo di operazione.

«Solo la rimozione della statua avrebbe richiesto quasi 10mila euro, cifra non coperta da fondi disponibili» ha spiegato Montanari. «La figura di Guido Rossa è per me e per l’amministrazione un simbolo morale fondamentale, ma in questo momento non posso prendere un impegno concreto sui tempi del riposizionamento. Mi faccio però carico del tema, con l’obiettivo di valutarlo nei prossimi mesi».

Caraffini ha ricordato anche come il mancato basamento comprometta la percezione visiva dell’opera, che l’autore aveva concepito per essere osservata dal basso verso l’alto, e ha definito “incomprensibile” il fatto che una scultura di tale valore civile e simbolico sia stata lasciata in secondo piano per così tanto tempo.

La vicenda, ancora aperta, evidenzia le difficoltà burocratiche e finanziarie che troppo spesso accompagnano la cura del patrimonio monumentale urbano, anche quando si tratta di figure cardine della storia civile cittadina come quella di Guido Rossa.


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