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Carlo Felice, polemica sui magazzini a 80 km da Genova, Alfonso (Pd): «Scelta frettolosa, mancano verifiche sull’opportunità»

L’assessore Montanari replica in Consiglio all’interrogazione della consigliera, che è anche presidentessa della commissione Cultura: «Nessun danno erariale, ma valutiamo l’adeguatezza della scelta”. Dubbi sui costi, l’amianto e la disdetta del capannone di Savignone


Un acquisto “frettoloso” da oltre 1,3 milioni di euro e una serie di decisioni poco trasparenti sullo sfondo: è questo il quadro emerso durante la seduta del Consiglio comunale di Genova a proposito della nuova sede logistica per le scenografie del Teatro Carlo Felice, acquistata in Piemonte, a San Giorgio Monferrato, a circa 80 chilometri dal capoluogo ligure.

La questione è stata sollevata dalla consigliera Donatella Alfonso, che ha chiesto chiarimenti sulla convenienza e l’opportunità dell’operazione. Il capannone, acquistato e ristrutturato con una spesa complessiva di 1,4 milioni, dovrà sostituire il magazzino attualmente in affitto nel Comune di Savignone, per il quale si pagavano 120.000 euro annui, sebbene, ha precisato l’assessore Giacomo Montanari, il costo comunicato al Comune sarebbe stato addirittura di 220.000 euro annui.

Secondo Alfonso, l’acquisto è avvenuto senza valutazioni comparative, né un tentativo di trattativa per l’acquisizione del magazzino già in uso a Savignone. «Non risulta che la proprietà sia stata contattata per un’eventuale vendita – ha sottolineato – e si è parlato di un problema di amianto smentito dai proprietari, che ospitano anche aziende alimentari». La consigliera ha inoltre evidenziato che la questione era già stata discussa in Consiglio regionale, sollevando perplessità tra gli stessi membri del Consiglio di indirizzo della Fondazione.

L’assessore Montanari (che all’epoca dell’acquisto era uno dei consulenti di Marco Bucci per la cultura) ha ricordato come la Fondazione Carlo Felice sia un ente autonomo, ma ha confermato che anche l’Amministrazione ha voluto fare le proprie verifiche: «Abbiamo chiesto spiegazioni al sovrintendente e ai consulenti tecnici. Sulla base della relazione ricevuta, i costi del nuovo magazzino sarebbero ammortizzati in cinque anni, tenendo conto anche delle spese di trasporto». La cifra finale, ha specificato, è di 1.303.709 euro, mentre i costi annuali per la logistica tra Genova e il Monferrato sono stati stimati intorno a 2.000 euro.

«Non mi sento di parlare di danno erariale, ma è giusto porsi interrogativi sull’opportunità della scelta», ha concluso Montanari, lasciando aperto uno spiraglio a ulteriori valutazioni politiche.

Nella sua replica, la consigliera Alfonso ha ribadito la necessità di un controllo attento sull’utilizzo delle risorse pubbliche, anche alla luce del fatto che, sebbene formalmente autonoma, la Fondazione «gira che ti rigira, si appoggia sulle casse del Comune».


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