Truffe agli anziani, i carabinieri di Genova arrestano due giovani. Scoperto un sistema organizzato a Genova e in altre tre città

Contattavano le vittime fingendosi militari dell’Arma, poi si presentavano per ritirare gioielli e denaro. Ricostruiti quattro episodi tra Genova, Brescia e Cremona

Due giovani donne, una classe 1999 e l’altra del 2000, sono state destinatarie di un provvedimento cautelare emesso a seguito di indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Genova Centro. Le ragazze sono indagate per associazione per delinquere finalizzata alle truffe agli anziani, con tre episodi già consumati e uno tentato. Una delle due è stata condotta in carcere, mentre per l’altra è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza. L’operazione si è conclusa grazie anche al supporto dei Carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino (SA).

Le indagini sono partite da un caso avvenuto nell’aprile 2024 a Genova. Un’anziana era stata contattata telefonicamente da un falso maresciallo dei Carabinieri, che l’aveva convinta che sua figlia fosse responsabile di un grave incidente stradale. Per evitare l’arresto della parente, le veniva richiesta una somma di denaro da versare immediatamente. Dopo poco, una delle due giovani, spacciandosi per segretaria inviata dall’avvocato, si è presentata alla porta della signora e, in meno di venti minuti, è uscita con un bottino di gioielli e preziosi.
Quando l’anziana ha compreso di essere stata raggirata, ha chiamato il 112. È così scattata l’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova, che ha permesso di ricostruire altri tre casi: due a Genova, uno a Brescia e uno tentato a Cremona. Tutti con identico modus operandi: le vittime, sempre over 65, venivano contattate da un finto carabiniere che parlava di un familiare coinvolto in un sinistro stradale e della necessità di un risarcimento per evitarne l’arresto. Una volta ottenuto l’assenso, le donne si presentavano per ritirare gioielli o contanti. Intanto, i telefonisti mantenevano costantemente occupate le vittime per evitare che potessero avvisare qualcuno o chiamare le forze dell’ordine.
Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Genova arriva anche un’importante precisazione: «Non esiste la possibilità di evitare l’arresto pagando una cauzione», si legge nella nota. E ancora: «Nessun carabiniere, avvocato o incaricato si presenterà mai a casa per ritirare denaro o gioielli con questo scopo».
L’Arma invita tutti, in particolare gli anziani, a non fornire telefonicamente dati personali e a non aprire la porta a sconosciuti, anche se ben vestiti o apparentemente convincenti. In caso di dubbio, l’unica cosa da fare è chiamare subito il 112.
Grazie all’attenta attività investigativa e al coordinamento tra più comandi dell’Arma, è stato possibile sgominare un sodalizio ben organizzato, che faceva leva sulle fragilità psicologiche e sull’emotività degli anziani, in un contesto criminale purtroppo sempre più diffuso.
In copertina: foto di stock
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