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Foce, Gambino: «Bivacchi, servono risposte strutturali». L’assessora Viscogliosi: «Presidio della polizia locale attivo e capannone sotto verifica»

Scontro in aula tra l’ex assessore alla sicurezza e l’attuale giunta sul tema degli accampamenti irregolari nella zona della spiaggia della Foce. Gambino chiede azioni sociali, Viscogliosi risponde sul controllo del territorio


Durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, 17 luglio, il consigliere Sergio Gambino ha presentato un’interrogazione urgente in merito all’aumento dei bivacchi e degli accampamenti nella zona della Foce, un’area oggetto di un importante progetto di riqualificazione urbana, attualmente ancora incompleto.

Nel suo intervento, Gambino – ex assessore alla sicurezza e ora consigliere di opposizione – ha espresso perplessità sul fatto che a rispondere fosse l’assessora alla sicurezza Arianna Viscogliosi e non l’assessora con delega al sociale. «Mi aspettavo – ha dichiarato – che fossero le strutture sociali, quelle più volte evocate anche in campagna elettorale dalla sindaca Salis, a dare risposte. Se ci limitiamo a spostare il problema senza sapere dove vadano a finire queste persone, rischiamo solo di rincorrere l’emergenza».

Il consigliere ha citato anche un episodio recente di presunta violenza avvenuto proprio in quell’area, sottolineando la necessità di affrontare il problema con un approccio strutturato e inclusivo, e non solo con operazioni di sgombero.

Nella sua risposta, l’assessora Viscogliosi ha chiarito che l’area segnalata è oggetto di controllo serale da parte della polizia locale già da una settimana, e che al momento non si registrano più accampamenti. «Il presidio sta funzionando. Non si sono verificati nuovi bivacchi e abbiamo attivato una verifica sull’ex capannone giochi, oggi in disuso, potenziale sede di attività illecite. Il progetto di riqualificazione dell’area è ancora da realizzare, ma nel frattempo il controllo del territorio è costante».

Riguardo al caso di violenza citato da Gambino, l’assessora ha invitato alla cautela: «Non parliamo di stupro senza che ci sia un accertamento ufficiale. Ci sono indagini in corso da parte delle autorità competenti e un’assistenza sanitaria in atto per la presunta vittima».

Nella replica, Gambino ha ringraziato per la risposta, ma ha contestato la sua parzialità: «Ha risposto solo a un decimo della mia domanda. Il punto non è solo sapere che oggi i bivacchi non ci sono più in quel punto, ma comprendere che fine abbiano fatto le persone allontanate, se ci siano progetti di recupero e infrastrutture sociali attivate. Presenterò un nuovo articolo 54 per ottenere risposte più complete».

Il confronto ha evidenziato un tema annoso e complesso, che richiede un approccio integrato tra sicurezza e politiche sociali. La zona della Foce resta, per ora, sotto sorveglianza, ma il dibattito politico è tutt’altro che chiuso.

In copertina: foto di repertorio


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