Lo sapete che nel vostro piatto finiscono diverse specie di squali? Ecco come evitare il consumo che minaccia la bodiversità

Ieri era la giornata mondiale degli squali, ma c’è poco da celebrare. Secondo il WWF, nel periodo 2017‑2023 l’Italia figura tra i primi cinque Paesi importatori mondiali – un dato preoccupante per la biodiversità e la trasparenza alimentare. La carne di specie vulnerabili (come verdesca, palombo, spinarolo e smeriglio) arriva in tavola sotto nomi comuni spesso poco riconoscibili, generando consumo inconsapevole

In occasione della Giornata mondiale degli squali (14 luglio), il WWF ha denunciato la crescente importazione di carne di squalo da parte dell’Italia: oltre 43.000 tonnellate importate dal 2017 al 2023, soprattutto dalla Spagna e poi dalla Francia, collocano l’Italia tra i primi cinque Paesi importatori al mondo.

Gli squali – predatori fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema marino – stanno scomparendo, con oltre il 37 % delle specie a rischio di estinzione, cifra che sale ulteriormente nel Mar Mediterraneo. Eppure la carne di specie vulnerabili (come verdesca, palombo, spinarolo e smeriglio) arriva in tavola sotto nomi comuni spesso poco riconoscibili, generando consumo inconsapevole.
Una ricerca su più di 600 cittadini ha rivelato che il 64 % ignora la presenza legale della carne di squalo sul mercato e il 28 % l’ha già consumata senza saperlo. I rischi per la salute sono reali: gli squali possono accumulare metalli pesanti e contaminanti e solo il 30 % degli intervistati conosce questi pericoli.
L’appello del WWF
Il WWF invita i consumatori a:
- leggere con attenzione l’etichetta, verificando nome scientifico, area di cattura, metodo e tipo di attrezzo utilizzato;
- evitare prodotti privi di tracciabilità, nomi ambigui o mancanza di informazioni;
- familiarizzare con nomi comuni come verdesca, gattuccio e palombo, tutte specie di squalo.
Alle istituzioni viene chiesto di:
- imporre l’indicazione obbligatoria del nome scientifico;
- uniformare i nomi comuni a livello UE;
- rafforzare i controlli in settori critici come la ristorazione e i prodotti trasformati.
Oltre le importazioni: un impegno concreto
Il WWF partecipa al progetto europeo LIFE PROMETHEUS, attivo dal 1° ottobre 2024, per:
- ridurre le catture accidentali;
- proteggere aree vitali per riproduzione e nutrimento;
- promuovere turismo sostenibile legato all’osservazione degli elasmobranchi;
- sensibilizzare consumatori e operatori della filiera.
Nel Mediterraneo si registra una grave crisi: la popolazione di squali e razze è dimezzata negli ultimi 50 anni, il 37 % delle specie è minacciato e la pesca accidentale è la principale causa, aggravata dall’importazione di carne di squalo legalmente commercializzata.
In sintesi: cosa puoi fare
| Azione | Dettaglio |
|---|---|
| Controllare le etichette | Nome comune e scientifico, area FAO, metodo e attrezzo di pesca |
| Conoscere le specie | Verdesca, gattuccio e palombo sono squali – imparare i loro nomi |
| Evitare prodotti senza trasparenza | Non comprarli se manca tracciabilità o informazioni |
| Sostenere politiche più chiare | Richiedere etichette standardizzate e controlli più severi |
Il WWF ribadisce: gli squali sono i “guardiani del mare”, e salvarli significa proteggere la salute degli oceani e anche la nostra.
Scegliere consapevolmente cosa portare in tavola è un vero atto di tutela ambientale. Un primo passo fondamentale per difendere le specie minacciate e l’equilibrio marino.
Gli squali popolano i mari da oltre 400 milioni di anni, precedendo perfino i dinosauri. Oggi, però, molte delle oltre 540 specie conosciute sono a rischio estinzione: nel Mediterraneo circa la metà delle specie presenti è in pericolo, minacciata da pesca, inquinamento e distruzione degli habitat. Ogni anno si stima vengano uccisi fino a 100 milioni di squali.
In occasione della Giornata Mondiale degli Squali, i partner del progetto europeo LIFE ELIFE, cofinanziato dalla Commissione Europea, hanno promosso eventi informativi in Italia, Grecia e Cipro, per diffondere una corretta cultura sugli squali e sfatare le tante fake news che li circondano.
Tra le più diffuse:
- Non tutti gli squali sono pericolosi: solo poche specie possono rappresentare un rischio concreto per l’uomo.
- Alcune specie, come lo squalo balena, si nutrono di plancton e non hanno denti affilati.
- La presenza di squali nel Mediterraneo è naturale e documentata fin dall’antichità.
- Gli squali non mordono per curiosità e non devono nuotare costantemente per respirare, come spesso si crede.
Il progetto LIFE ELIFE, attivo in Italia, Grecia e Cipro, mira a tutelare specie vulnerabili come verdesca, palombo, squalo mako, spinarolo e squalo elefante, riducendo le catture accidentali e promuovendo buone pratiche nella pesca professionale. In Italia, tra le attività previste per il 2025, incontri con il pubblico, eventi divulgativi e sessioni educative negli acquari.
La giornata mondiale diventa così occasione per unire scienza, educazione e cittadinanza attiva, promuovendo un nuovo rapporto tra uomo e mare, fondato sulla consapevolezza e sulla conservazione.
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