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Incidente mortale in A10, i due operai viaggiavano senza cintura. Quello che ha perso la vita aveva 30 anni

L’uomo che si trovava sul furgone col trentenne deceduto è ricoverato in rianimazione al San Martino per una commozione cerebrale. I sindacati: «Basta parole, servono controlli». E la Cisl propone un “Patto per la sicurezza” con istituzioni e datori di lavoro

È molto probabile che i due operai che questa mattina sono stati sbalzati fuori dal loro veicolo dal finestrino del guidatore non indossassero le cinture. Per questo sarebbero stati proiettati fuori dal veicolo a seguito del violento urto. Non sarebbero coinvolti altri veicoli.

È morto sul colpo Kamal Mziuoira, 30 anni, di origine marocchina, residente a Borghetto Santo Spirito mentre il collega che viaggiava con lui è ricoverato nel reparto rianimazione del San Martino, a causa di un’emorragia cerebrale. Le sue condizioni sono molto gravi.

La polizia stradale, guidata dalla primo dirigente Paola Zappavigna e coordinati dal pubblico ministero di turno Daniela Pischetola, hanno acquisito le immagini delle videocamere dell’autostrada per ricostruire la dinamica dell’incidente.

«Sono passati solo 10 giorni dall’ultimo infortunio mortale sul lavoro a Genova e oggi, un altro lavoratore, non tornerà a casa – dice Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro di Genova -. È evidente che, come dimostrano queste tragedie, le questioni legate a salute e sicurezza sul lavoro non sono una priorità per il nostro Paese. La denuncia – inascoltata – della mancanza di risorse per attività ispettiva e controlli, la carenza ad ogni livello di personale preposto alla sicurezza, la sottovalutazione dei percorsi formativi in molti casi vissuti come ostacolo alla stessa attività lavorativa, insieme spesso all’età avanzata dei lavoratori coinvolti, producono situazioni in cui il lavoro diventa non sicuro. L’infortunio mortale di oggi è accaduto in itinere: è il quinto di questo tipo in Liguria sui 13 mortali accaduti nei primi 8 mesi di quest’anno. Sono numeri drammatici e quello degli infortuni in itinere è un dato purtroppo in aumento del + 6,4% (2.363)».

«Un’altra tragedia sul lavoro in Liguria: un operaio è morto e un altro è rimasto gravemente ferito in un incidente in autostrada. Non conosciamo ancora la dinamica, che sarà accertata dalle autorità, ma certamente si tratta di un’altra croce nera che si aggiunge alle altre 14 del 2024; in totale 15 persone che non sono tornate alle loro famiglie dopo il turno di lavoro in soli nove mesi e mezzo». Così Luca Mestripieri, segretario generale Cisl Liguria.
«Vogliamo stringerci alla famiglia dell’operaio morto in autostrada, ma vogliamo anche dire con forza che il cordoglio e le parole di circostanza non bastano, perché sono un mantra ripetuto senza che alle parole facciano seguito i fatti – prosegue Maestripieri -. È assolutamente necessario imporre controlli più numerosi e puntuali, bisogna rinforzare la prevenzione a aumentare la formazione. Serve che finalmente istituzioni, imprese e sindacati si uniscano per creare un sistema che veramente fermi questa strage».

«Restiamo in attesa di comprendere la dinamica dell’incidente mortale sulla A10. Certamente occorre porre attenzione anche sugli incidenti in itinere, sulla strada che ogni giorno percorrono le lavoratrici e I lavoratori che si spostano per assolvere il loro dovere – dichiara Emanuele Ronzoni, commissario straordinario Uil Liguria -. Le autostrade liguri sono difficili da percorrere ma occorre puntare sulla formazione delle imprese e dei lavoratori per poter evitare le circostanze che portano alla morte. Legalità e maggiori controlli sono come sempre necessari, non finiremo mai di chiamare alle loro responsabilità imprese e istituzioni per garantire la sicurezza sul lavoro».

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