L’oliveto secolare di Villa Duchessa di Galliera diventa presidio Slow Food

È prevista la produzione di olio “con la chiocciola”, anche se al momento non viene ancora commercializzato. Il presidio concesso in primis per la valenza didattica ed etica e per il recupero della vocazione originaria degli orti storici documentati da almeno 400 anni

«Tempo fa vi avevamo detto che sarebbe arrivato un riconoscimento di importanza straordinaria. Da oggi il nostro oliveto storico è Presidio, inserito negli elenchi degli “Olivi Secolari” nei Presidi Slow Food. Si tratta di un riconoscimento di importanza straordinaria – spiegano a Villa Duchessa di Galliera -. La storia del recupero dell’oliveto parte nel 2018 con la fondamentale presenza di Luca Ferrando e Michele Montano, studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Bernardo Marsano che fecero accelerare i tempi per il recupero degli orti storici e dell’oliveto stesso durante il loro stage. Grazie al loro professore Marcello Maimone sono state fatte ricerche storiche, studi, identificate le varietà con il nostro Direttore Scientifico ed è stato prodotto nuovamente l’olio extravergine, l’Olio della Duchessa. L’oliveto è diventato uno spazio didattico che riserviamo alle scuole. Non sono utilizzati prodotti nocivi per l’ambiente e per gli insetti impollinatori. I concimi provengono da stalle vicine al parco. Nel corso degli anni abbiamo accolto tanti ragazzi e bambini. Il riconoscimento, assegnato proprio a Sistema Paesaggio (presieduta da Andrea Casalino n. d. r.) che cura gli Orti Storici, è stato dato, ci ha riferito Mauro Pizzato, proprio per il fondamentale ruolo didattico svolto dalle realtà che operano nel parco, assieme al rispetto dei metodi antichi di coltivazione e alla salvaguardia del paesaggio agrario storico plurisecolare del parco. Era nostra precisa intenzione salvaguardare e riportare alla vocazione originaria quella che era una vera e propria azienda agricola dei Duchi di Galliera».

«Nel 2022 Eataly ha deciso di realizzare un laboratorio per la difesa degli insetti impollinatori proprio nel cuore dell’Oliveto – continuano alla Villa Duchessa di Galliera -. Alcuni rappresentanti di Slow Food parteciparono all’evento incuriositi proprio dall’oliveto e iniziarono a chiedere informazioni sino al prestigioso invito a chiudere Slow Fish al Porto Antico. Oggi siamo qui a festeggiare questo importante riconoscimento, e le persone da ringraziare sono moltissime. Tra queste Luciano Barbieri di Slow Food, Gianni Bruzzone di “Baccicin do caro” che ci hanno sempre sostenuto non solo per questo progetto. Il Comune di Genova – Genoa Municipality nella persona dell’Agronomo Pierpaolo Grignani. Tutti i volontari che in questi anni hanno dato una mano sono stati preziosi e importanti nella realizzazione di questo sogno divenuto realtà. A settembre, per la raccolta delle olive, tempo permettendo, faremo una grande festa per ringraziare tutti. Ora stiamo lavorando per “Oniricon”, lo spettacolo itinerante del Teatro della Tosse che avrà proprio come scenario anche l’Oliveto Storico, divenuto da oggi Presidio Slow Food – Olivi Secolari».






«È un onore per tutti noi che svolgiamo la nostra attività, volontari e professionisti, all’interno del parco. È segno che la strada intrapresa è quella giusta – dice Matteo Frulio, curatore scientifico del parco della Villa Duchessa di Galliera -. Un parco in cui si mescolano storia, etica, didattica e il recupero progressivo del parco alla sua vocazione originaria, che comprende quella agricola. Abbiamo altri progetti in corso e li sveleremo pian piano. Ora attendiamo solo che arrivino i due milioni di euro destinati al parco per i restauri e che una parte di questi siano utilizzati entro Euroflora 2025».
“Come ATI Villa Galliera abbiamo altri progetti in corso e li sveleremo pian piano – dice Emanuele Musso, presidente Ati Villa Galliera -. Ora attendiamo solo che arrivino i due milioni di euro destinati al parco per i restauri e che una parte di questi siano utilizzati entro Euroflora 2025».
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