Centrostorico Quartieri 

Gli artisti del Divago Festival (biennale di arte contemporanea) da oggi fino all’8 febbraio a Genova, nel ghetto e in Via del Campo

Nel pomeriggio gli artisti sono stati accolti presso il Florìda in piazza dei Fregoso dove attraverso un racconto partecipato del ghetto, di Faber, di Don Gallo e delle attività oggi presenti sul territorio hanno iniziato ad immergersi nella realtà del centro storico di Genova e nel Sestiere di Prè

Gli artisti staranno a Genova dal 30 gennaio all’8 febbraio e nell’arco della residenza ci sarà anche una lezione di etnografia (venerdì 2 febbraio alle 15:00), e un incontro con la tutor Lisa Parola (mercoledì 7 alle 10:00).

Divago è un festival biennale di arte urbana community-based ideato e realizzato dal collettivo curatoriale Mixta, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Linee Guida per la Cultura Contemporanea, e il supporto del Progetto di Comunità del Comune di Genova. Si svolge negli spazi pubblici e privati dell’ex ghetto ebraico di Genova, al cui centro si trova la celebre via del Campo. Nasce come festival indipendente con l’obiettivo di realizzare progetti di arte partecipativa in dialogo con le comunità locali, e con la volontà di portare a Genova un nuovo fermento artistico.

Il festival si svolgerà a settembre in via del Campo e nell’ex ghetto ebraico di Genova: luoghi connotati da una forte storia, simboli di una Genova di mare e di porto, bella e dall’anima forte, dove prostituzione e poesia, povertà e musica si conciliano in un gradevolissimo quadretto all’italiana. Ma la realtà del quartiere non corrisponde a questa narrazione diffusa. Via del Campo è oggi una zona periferica in pieno centro, un mix di simboli e narrazioni che ha stimolato la nascita del progetto di arte pubblica Divago, fin dall’inizio rivolgendo l’attenzione a ciò che più conta all’interno di un territorio: gli esseri umani che lo vivono e che lo frequentano.


Gli artisti in residenza

Greg Jager La sua ricerca si basa su dispositivi transdisciplinari che sollevano interrogativi sulla società contemporanea e le sue contraddizioni con l’intenzione di attivare riflessioni sulla possibilità di nuovi ecosistemi.
Il lavoro di Greg Jager non si vincola alla riconoscibilità formale e si configura attraverso la progettualità, che intercetta il graffitismo, l’installazione, la performance, la pittura, progetti editoriali, il confronto collettivo, che con un approccio relazionale e antropologico indagano possibili relazioni tra diverse forme di intelligenza e la collaborazione tra esse.
Ha collaborato con diverse realtà tra cui Miniera (Roma), Fondazione Rusconi (Bologna), Hidden Garage (Bologna), Galleria d’arte Moderna di Roma, Palaexpo (Roma), Cerquone Gallery (Madrid).
Elias Cafmeyer (Bruges, 1990) ha avuto l’opportunità di esporre in importanti musei belgi come S.M.A.K. (Gand) ed Extra City (Anversa). Ha realizzato installazioni temporanee per lo spazio pubblico in collaborazione con le città di Anversa e Gand. È stato invitato a prendere parte a diverse mostre personali come artista indipendente da gallerie d’arte come Keteleer e mariondecannière (Anversa) e ha avuto l’opportunità di esporre i suoi lavori in Olanda, Germania e Francia. La personale a spazio- SERRA (Milano, 2022) era la sua prima mostra in Italia.
L’urbanismo e il trasporto urbano sono al centro della ricerca di Cafmeyer, che costruisce un paralle- lismo tra il traffico cittadino e il modo in cui le persone si organizzano in una società. Indicazioni, re- gole, cartelli ci indicano cosa fare e orchestrano la mobilità. Cafmeyer, lavorando principalmente con la scultura, è solito creare installazioni site-specific in spazi pubblici; nelle sue sculture utilizza mate- riali industriali, come il metallo, il legno e il calcestruzzo.
Gaia Coals (1995), casualmente milanese di nascita e formazione, ha studiato scultura all’Accade- mia di Brera e si è poi specializzata in arte e spazi pubblici ad Anversa (Belgio). Dal rientro in Italia nel 2020 ha partecipato a diverse residenze e mostre. Da circa un anno collabora con ANED (Associa- zione Nazionale Ex-Deportati nei campi nazisti) per la diffusione dei valori dell’antifascismo tra i gio- vani, e per la ricerca sul ruolo di monumenti e memoriali, in relazione alla comunità che se ne prende cura, dalla progettazione fino al presente. La sua ricerca artistica approfondisce ciò che trasforma uno spazio in luogo, indagando la memoria e il senso dell’abitare attraverso l’ascolto e il suono come strumenti di relazione.
Chiara Mecenero nasce a Busto Arsizio (VA) il 12/08/1998. Dopo il diploma triennale in Scultura presso l’accademia di Brera, si iscrive alla biennale in Pittura-Arti Visive presso l’Accademia di Bolo- gna e nell’anno 2022-2023 frequenta l’ADKB a Monaco Di Baviera attraverso il programma Erasmus. Nel 2019 partecipa a un ciclo di residenze presso la Fondazione Pini di Milano. Nel 2022 partecipa al programma di residenze di Parsec, Bologna, concluso con la mostra “Dogwatching”. Lo stesso anno realizza una serie di mostre collettive, un intervento presso LUOGO PAZZESCO della galleria modenese Metronom e vince il premio “Carapelli for art” e il “Plutôt la vie… plutôt la ville. Premio Roberto Daolio per l’arte pubblica”.
Nel 2023 prende parte alla mostra “Salon 097.03” a Monaco di Baviera.
Daniel González (Buenos Aires, Argentina, 1963) vive e lavora tra New York e Verona. Il suo lavoro nasce dalla ricerca sul rito della celebrazione e lo sconfinamento tra categorie; si declina in progetti pubblici chiamati “architetture effimere” ispirate alle macchine barocche del Bernini, banner-painting in paillettes cucite a mano e pezzi unici indossabili presentati in performance ad alto impatto. Gon- zález crea mondi deliranti, pieni di energia, spazi di libertà dove le convenzioni esistenti collassano.
Isabella Nardon e Jacopo Noera hanno iniziato a lavorare insieme nel 2018, quando si sono incontrati al Master di Fondazione Fotografia a Modena. Hanno partecipato a diverse mostre collettive e festival tra cui Manifesto – Iconographies of independence, Nesxt, Torino, 2019, Esisto solo quando vengo colpito dal Sole, Palazzo Santa Margherita di Modena, 2019, la Bolzano Art Week, Bolzano, 2021. Tra gl’ultimi progetti Miscellanea, che ha preso forma ed è stato esposto per il festival Identity in Motion di Laives (BZ). Sono stati selezionati per We are the Flood, un progetto promosso dal MUSE di Trento, che mira a promuovere la collaborazione tra scienza e arte riunendo artisti, curatori e scienziati. Nel 2023 vincono il primo premio di Marca Corona per l’arte con l’opera Tutti giù per ter- ra.
Luca Conte aka Gerolamore è un artista transdisciplinare che si interroga sulle dinamiche ecologi- co-spaziali insite negli incontri sociali. Ricorrendo spesso agli alimenti come medium desiderabili, stimola situazioni apparentemente canoniche ma che nascondono regole nascoste. Attraverso lo scontro della genuina naturalezza del cibo e dei costumi culturali in questi scenari ambigui, esperire ed osservare simultaneamente catalizza una trasformazione conscia dello spazio in opera.
Dopo aver studiato belle Arti a Carrara (2012) e poi nei Paesi Bassi (2015), ritorna in Italia nel 2020 per studiare Scienze Gastronomiche per poi fare sede a Genova a Palazzo Bronzo (2022), artist-run- space che si occupa di arte, architettura, teatro e performance.
Alice Paltrinieri artista romana, classe 1987. Si forma al liceo artistico con Cesare Tacchi e affiancherà negli anni diversi artisti internazionali. Si laurea in scenografia lavorando per un periodo in am- bito cinematografico. La sua formazione negli anni tra Roma, Londra e Berlino le permette di allarga- re la propria ricerca alle tecnologie che sono oggi parte fondamentale per il suo lavoro. Espone in Italia e all’estero, tra le ultime mostre ‘1450°circa’ alla Biennale di Gubbio, ‘DreamHouse’ alla Casa Romana di Spoleto, ‘io sono qui’ al Palazzo Ducale di Tagliacozzo con Spazio Taverna, ‘0;0’ curata da Davide Silvioli, al MAXXI Corner per il premio Conai ‘Arte circolare’, alla Biennale dell’immagine a Chiasso, a Milano per Spazio Serra, a Como per Galleria Ramo, al Palazzo Doria Pamphilj, alla Villa Reale a Monza. Ha partecipato a diverse residenze in Italia e nel 2017 vince il premio SetUp come miglior artista under 35. E’ attualmente rappresentata da Galleria Ramo.
Collettivo Shibboleth è una cooperativa sociale il cui scopo è favorire l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati tramite il mezzo editoriale di natura visiva, soprattutto fotografica. Le pubblica- zioni sono origine e conseguenza di progetti a lungo termine svolti per e con comunità caratterizzate da un utilizzo non convenzionale del linguaggio dovuto a complessità socio-economiche o cognitive.

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