Cronaca 

Spaccio drive-in. Arrestato dalla Polizia locale il pusher che forniva gli automobilisti alla Darsena

IIl cliente è stato fermato in auto in corso Aurelio Saffi. Aveva ancora con sé la dose di crack acquistata. Gli agenti del Gocs gli hanno ritirato la patente. Il pusher, che aveva tentato di dichiarare nome e generalità false e si era tolto vent’anni nonostante l’evidenza del suo aspetto, è finito dritto a Marassi

Ieri sera gli agenti del Gocs, il Gruppo Operativo Contrasto Stupefacenti che fa capo al nucleo centro storico dell’Unità Territoriale Centro della Polizia Locale, hanno arrestato un individuo di origine senegalese, accusato di spaccio.

L’uomo, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti specifici (quindi proprio per spaccio), in pratica aveva organizzato uno “spaccio drive in”, consegnando la droga ai clienti che passavano in auto dal controviale carrabile della Darsena, per poi allontanarsi velocemente.

Durante un’operazione mirata a contrastare il traffico di stupefacenti nella zona della Darsena comunale, lungo il controviale Gramsci, gli agenti hanno notato, intorno alle 21:25, un cittadino italiano che, dopo essersi fermato con il proprio veicolo, ha acquistato un involucro di crack dal pusher prima di ripartire. L’automobilista è stato seguito da agenti su un’auto civetta ed è stato fermato in corso Saffi. Aveva con sé la dose: o,54 grammi di crack. È stato segnalato alla Prefettura come consumatore e gli è stata ritirata la patente come prevede il Codice della Strada.

Gli operatori del Gocs hanno arrestato lo spacciatore, accompagnandolo presso gli uffici della PL di piazza Ortiz per l’identificazione. Durante la perquisizione personale, l’arrestato è stato trovato in possesso di 90,00€ in banconote di piccolo taglio, poste sotto sequestro. Successivamente, è stata effettuata una perquisizione domiciliare presso la sua abitazione, in via Cervignano, a Marassi. Lì è stata stata rinvenuta la somma totale di 940 euro, anch’essa posta sotto sequestro.

Ieri sera l Pm di turno, Alberto Landolfi, ha disposto la custodia nelle camere di sicurezza fino alla direttissima di questa mattina.

Alla direttissima l’arresto è stato convalidato e il giudice ha deciso per lui la custodia cautelare in carcere.

In tribunale ha ammesso di aver dichiarato generalità false. Ha detto di chiamarsi Lamine Bongo, nato nel 1997 in Gabon. Si chiama in un altro modo ed è nato vent’anni esatti prima in Senegal.

I cittadini del Senegal non possono tentare di chiedere il permesso di soggiorno come rifugiati, mentre quelli del Gabon sì. Probabilmente l’uomo è da tempo in Italia e quando è arrivato qui una persona nata nel 1995 era minorenne. Il cambio di identità deve risalire a quel periodo. L’uomo è stato nuovamente fotosegnalato e denunciato anche per aver declinato false generalità.

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