Il Comune di Soverato conferisce la cittadinanza onoraria a Enrico Nicolini

L’ex calciatore della Sampdoria, genovese, ha sposato Maria Teresa Pultrone, nativa del comune calabrese, incontrata sull’arenile quando militava nel Catanzaro Calcio

Nicolini è nativo di Genova e qui è cresciuto nella squadra giovanile della Sampdoria.

Della squadra calabrese, oltre che della Sampdoria, Nicolini è stato una bandiera e dopo averci militato per due diversi periodi, tra il 1977 e il 1980 e nel 1988-89, è stato anche allenatore delle Aquile nel 1994-95.
Il conferimento della cittadinanza onoraria è stato deciso dal consiglio Comunale del Comune calabrese all’unanimità. «Soverato non è la mia seconda casa, ma è la mia prima casa insieme a Genova» ha commentato, salutando ringraziando tutti in dialetto calabrese tra gli applausi e i sorrisi dei presenti.
Questa la motivazione del conferimento della cittadinanza onoraria.

L’amore tra Soverato ed Enrico Nicolini dura da più di 40 anni. Era il 1980 quando un giovane calciatore del glorioso Catanzaro in serie A incontrò al Miramare la donna che sarebbe diventata sua moglie: Maria Teresa. Un matrimonio che creò un legame indissolubile anche con quella terra che fin da subito lo accolse come un figlio, come solo Soverato sa fare.
Per questo Nicolini si sente un Suveratano doc e di Soverato è uno dei più grandi ambasciatori. Gli si illuminano gli occhi quando racconta in giro per l’Italia del suo mare cristallino, della spiaggia dorata, delle spaghettate con gli amici, delle partite a carte e di quelle, immancabili, a calcetto. Non ci sono proposte alternative che tengano: le vacanze per Enrico Nicolini sono solo a Soverato, dove ha ancora una casa in via Leoncavallo, a pochi passi dagli affetti più cari. “Bello questo posto in Sardegna…ma Soverato!”, “Incredibile questo atollo alle Maldive, ma noi avimu u mare e Suverato”, risponde rigorosamente in dialetto a chi osa fare altre ipotesi di vacanza. Tuttavia sono l’affetto della gente, dei cognati, dei nipoti, dei tanti (tantissimi) parenti Pultrone, degli amici storici, la bontà delle persone, il calore che si respira a fare la differenza. E poi i tanti, tantissimi ricordi che la gente condivide del grande Catanzaro, che non ha mai smesso di tifare e per cui ha esultato come un ultras il giorno della promozione in serie B. Un cuore, quello di Nicolini, che batte anche per i giallorossi ed è con le vecchie glorie, da Palanca a Ranieri, che si riunisce ogni anno per ricordare quel calcio che forse oggi non c’è più ma che rivive nei suoi racconti. E quanto orgoglio per il figlio nato proprio a Soverato, “nessuno dei miei figli è nato a Genova ma per fortuna Marco è nato a Soverato che è la mia seconda casa”, dice sempre. Si dice che per ognuno di noi esista un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato per quanta emozione provi, dove il tempo si ferma e non hai più l’età, quel posto per Enrico Nicolini si chiama Soverato, quel posto per Enrico Nicolini si chiama casa.
Nelle foto, sotto e in copertina, Nicolini col sindaco di Soverato Daniele Vacca, a moglie, la figlia Jessica (oggi portavoce di Giovanni Toti), il nipotino e i parenti






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