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Istat, Genova ha il territorio più fragile: il 25% della città metropolitana è a rischio frana

Manteniamo anche il poco invidiabile primato di città più anziana d’Italia: ogni 100 giovani ci sono 269 anziani. Residenti nel capoluogo: -8,1%. In proiezione per il 2030 l’emorragia dovrebbe rallentare e attestarsi al -4,2

Nel focus pubblicato da Istat è presentata un’analisi multitematica sulle Città metropolitane – “enti territoriali di area vasta” che hanno sostituito le province in 10 aree urbane di regioni a statuto ordinario – che dispongono di propri organi di governo e di territori coincidenti con quelli delle ex province: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. A queste si aggiungono quattro città metropolitane delle regioni a statuto speciale: Palermo, Catania, Messina e Cagliari.

L’analisi è articolata in un set di indicatori chiave che consente di identificare le principali caratteristiche, le diversità o i fattori comuni di questi territori. Sono stati affrontati alcuni aspetti socio demografici e alcuni elementi di contesto economico fra cui la dinamica della popolazione, l’invecchiamento, la mortalità, le scelte insediative, il mercato del lavoro, il livello di istruzione, il pendolarismo e le caratteristiche del tessuto produttivo, secondo uno studio comparato dei rispettivi territori urbani costituiti dal comune capoluogo (polo urbano) e dalle cinture urbane di primo e secondo livello che consentono di osservare le dinamiche evolutive delle città.

È stato condotto anche un approfondimento sulla geografia e sulle caratteristiche dei territori che mette in luce alcune fragilità principalmente collegate alla pressione antropica e ai rischi naturali.

Sintesi dei principali risultati
 La città metropolitana più estesa: Torino, 6.827 km2; la meno estesa Napoli, 1.179 km2
 In vetta alla classifica per densità abitativa si pone Napoli con 2.535 abitanti per km2, in coda Messina con
185 per Km2
 Genova è la città che si presenta più vulnerabile rispetto alle altre, incidendo il rischio frane nel 25% della
superficie
 Nel ventennio si registra una crescita di popolazione: in sette comuni su 10 ad alta e media densità di urbanizzazione. Tra le Città metropolitane spicca Roma (+14%), così come tra i capoluoghi (+ 8%). Di contro, nello stesso periodo, si rileva un calo della popolazione: in oltre sei comuni rurali su 10, secondo la classificazione europea Degurba (Degree of urbanisation). Tra le Città metropolitane prevale Messina (-8,8%) così come tra i capoluoghi (-12,2%). Gli anziani abitano in prevalenza nei comuni capoluogo, in cui ogni 100 giovani vi sono quasi 176 persone con più di 65 anni di età. Tra le città metropolitane, Genova con 269 anziani ogni 100 giovani detiene il primato di “città più vecchia”, mentre a Napoli si rileva il dato più contenuto e pari a 130
Nell’ultimo ventennio sono quasi quadruplicati gli stranieri residenti nelle città metropolitane. La presenza maggiore è nei comuni capoluoghi: 11,5 ogni 100 residenti
Nel 2020, primo anno di pandemia da Covid-19, anche le città metropolitane del Nord sperimentano alti livelli di mortalità. Dopo il territorio metropolitano di Napoli (1.080 decessi ogni 100mila abitanti) si collocano le città metropolitane di Genova (1.009 decessi ogni 100mila abitanti) e Torino (1.002 decessi ogni 100mila abitanti). Nel 2021, secondo anno di pandemia, i dati confermano la maggiore mortalità della città metropolitana di Napoli (1.097 decessi ogni 100mila abitanti) seguita dalle tre città metropolitane siciliane Messina, Catania, Palermo
Alti livelli di istruzione nei comuni capoluogo: 31 persone con titoli terziari ogni 100 residenti. Il comune di Bologna detiene il primato, con 42 laureati ogni 100 residenti.

PROFILI DELLE CITTÀ METROPOLITANE
 La più bassa partecipazione attiva al mercato del lavoro (tasso di attività della popolazione di 15 anni e oltre) caratterizza la città metropolitana di Palermo (46%), tra i comuni capoluogo Napoli (47%) e tra le prime e seconde cinture urbane quelle di Reggio Calabria (45%)
 Bologna è la città metropolitana con la maggiore propensione femminile al lavoro, 51 donne ogni 100. La minore partecipazione attiva è nella città metropolitana di Napoli, 35 donne su 100
 Livelli occupazionali (tasso di occupazione 25-64 anni) più critici a Palermo, sia nella città metropolitana nel suo complesso (49%) sia nel comune capoluogo e nelle sue cinture urbane
 Occupazione femminile (tasso di occupazione della popolazione di 25-64 anni): si conferma la criticità della città metropolitana di Palermo (36%) e nella sua prima cintura (30%). Fra i capoluoghi, a Napoli il dato più basso, 38%
 Circa gli spostamenti giornalieri per motivi di studio o di lavoro, le città metropolitane di Palermo, Messina e Reggio Calabria sono collocate negli ultimi posti della graduatoria: in queste aree si spostano giornalmente, per studio o lavoro, circa 42 persone ogni 100 abitanti
 Milano è la città metropolitana con la più elevata densità imprenditoriale: 106 unità locali ogni mille abitanti per un totale di 346.509 unità
 Nel territorio metropolitano di Firenze la maggiore vocazione industriale-manifatturiero: 12 unità locali ogni mille abitanti del settore Industria in senso stretto
 Fra i capoluoghi, Milano ha il più valore alto di reddito per abitante, 23.202 euro e Catania il valore più basso, 9.844. I capoluoghi hanno valori più elevati rispetto al resto del proprio territorio metropolitano, unica eccezione la prima cintura di Catania con un reddito medio pro capite di 10.011
 La produttività nominale del lavoro (valore aggiunto per addetto) è maggiore nei capoluoghi: nel 2020 il massimo valore a Milano, 71,2 migliaia di euro per addetto e quello minimo a Messina, 29,2 migliaia di euro per addetto
 Rispetto al 2019 si rileva una eccezionale caduta del valore aggiunto per addetto: -10,4% nei territori metropolitani; primato nella città metropolitana di Firenze, – 24,3%.

Genova e territorio metropolitano

Nel complesso dei quattordici territori metropolitani la popolazione residente al 31 dicembre 2021 ammonta a 21.340.974, in crescita del 3,8% rispetto al 2001 (+0,4 nei capoluoghi). A Genova la variazione è invece negativa: -6.84% sul totale del territorio e -8,05 nel capoluogo.

La dinamica demografica di segno negativo si riflette negli indicatori demografici della popolazione. L’invecchiamento della popolazione è tra i più significativi ed è divenuto un elemento di forte criticità del Paese. L’indice di vecchiaia nelle città metropolitane ha raggiunto nel 2021 il valore di 177,5 anziani per 100 bambini, in continua crescita negli anni (nel 2011 era 142,4), ma comunque molto inferiore alla media nazionale (187,6). Genova è la città più vecchia con un indice di vecchiaia del 268,75 sull’area metropolitana (264,69 nel capoluogo), ben al di sopra del dato nazionale.

Gli stranieri residenti nel complesso delle città metropolitane al 31 dicembre 2021 sono 1.879.385, pari all’8,8% del totale dei residenti, di poco superiore alla media nazionale (8,5%). L’insediamento dei cittadini stranieri mostra una maggiore incidenza nei comuni capoluogo (11,5% rispetto al totale della popolazione residente del centro capoluogo), mentre quanto più ci si allontana dal capoluogo tanto più si riduce la loro presenza sul territorio (dal 7,3% della prima cintura al 6,5% della seconda). A Genova il 10,31% della popolazione del capoluogo è nato in un altro paese (nel 2001 era il 2,6), dato inferiore a quello delle città metropolitane. Il dato è il più basso delle città metropolitane del centro-nord.

Sul sito Istat (da cui abbiamo estrapolato tutte le tabelle) tutti i dati completi.

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