Cultura 

AAA, cercasi superqualificato per lavorare gratis per 6 mesi al Museo del Mare e al Museo dell’Emigrazione

Richieste perfetta conoscenza della lingua inglese (madrelingua o bilingue) e capacità di mediazione linguistica oltre a capacità di sintesi ed elaborazione contenuti per social media. Il prescelto sarà affiancato allo staff scientifico nella programmazione degli eventi. Impegno di 4 ore fino a 4 giorni la settimana. Stipendio: zero. Insomma, un reale posto di lavoro part time nell’istituzione di proprietà comunale che si perde a favore di una collaborazione impegnativa, ma non retribuita, per il Comune. In una città in cui migliaia di giovani anche molto qualificati cercano un posto di lavoro vero

Ci risiamo. Lo scorso anno il Comune, per il Muma e la digitalizzazione di 3 milioni di negativi «che andranno a costituire l’Archivio Fotografico Mu.MA, a partire da quelle appartenenti alla collezione Leoni» (così si leggeva nel bando), cercava 5 persone disposte a lavorare gratis. Alla fine solo 2 dei 7 candidati avevano superato le selezioni. Si richiedevano «competenze specifiche in ordine alla fotografia; conoscenza di base sulla storia di Genova nel XX secolo; discrete conoscenze informatiche, in particolare dei programmi di base per l’acquisizione dell’immagine, da stampa, negativo fotografico in vari formati, diapositive, compresi negativi su lastra; discreta conoscenza della videoscrittura, per la comunicazione via mail e la condivisione di materiali on line; buone capacità comunicative, e una anche minima abilità manuale». I compiti prevedevano «il supporto allo svolgimento delle attività di dematerializzazione di parte dei negativi e delle stampe delle opere appartenenti alle collezioni tramite l’utilizzo di scanner professionali, nonché il trattamento delle immagini acquisite, l’archiviazione e la messa a disposizione al pubblico delle stesse, attraverso la predisposizione di contenuti per il web o la preparazione di piccole presentazioni digitali. Un’altra parte delle attività riguarderà altresì mansioni più di tipo organizzativo e amministrativo con l’utilizzo di programmi di videoscrittura e gestione database su computer di proprietà dell’Istituzione». Insomma, volontari non pagati capaci di organizzare, competenti in tema di storia e fotografia, capaci di scrivere contenuti per il web, così flessibili da occuparsi anche di compiti amministrativi. Insomma, due “tempi pieni” abbondanti scorporati i 5 part time “a gratis” per l’amministrazione comunale e non per eventi episodici limitati nel tempo, per iniziative di semplice presenza, ma per un lavoro strutturato e organizzato in seno alla civica amministrazione. In una città dove il lavoro manca.

Finito quel lavoro (non retribuito), il Comune pensa di ottenere altre ore di lavoro per 6 mesi, sempre gratis, sempre per il Muma e per il collegato Museo dell’Emigrazione. Il bando sul sito del Comune, in scadenza il 31 gennaio, ce lo segnala una lettrice molto qualificata nel contesto culturale e in cerca di lavoro. Lettrice che, ovviamente, di fronte al nuovo bando che chiede un lavoro vero e proprio, con tanto di richiesta di competenze di un certo livello, ma a stipendio zero, si è stropicciata gli occhi. Stavolta di volontario se ne cerca solo uno, sempre per massimo 4 ore per massimo 4 giorni la settimana. Anche in questo caso i requisiti richiesti non sono banali: «Buona conoscenza dei temi legati alla migrazione italiana dal sec. XIX al sec. XXI, capacità di ricerca relativamente alle fonti sul ruolo di Genova e del suo porto nei percorsi migratori dei secc. XIX – XX; conoscenza della videoscrittura, del programma Excel e strumenti per la comunicazione via mail e la condivisione di materiali on line;  capacità di sintesi ed elaborazione contenuti per social media;  buone capacità comunicative e relazionali; ottima conoscenza della lingua inglese (preferibilmente madrelingua o comunque perfettamente bilingue)». Che sarebbe tanta roba anche per un concorso per un posto retribuito.

Ma cosa dovrà fare il fortunato volontario che dovesse sbaragliare la concorrenza per lavorare gratis in cambio di un semplice attestato da mettersi a curriculum? «Il progetto, della durata di 6 mesi ed eventualmente rinnovabile – si legge nel bando -, prevede il supporto allo svolgimento delle attività aperte al pubblico riguardanti i temi migratori e include l’assistenza ai visitatori, l’affiancamento allo staff scientifico nella programmazione degli eventi, in particolare per le seguenti attività: Galata Museo del Mare. Progetto Slide doors, porta di comunicazione tra Genova e New York: attività di mediazione tra visitatori e pubblico oltre oceano, facilitazione della comunicazione tra singoli e gruppi presenti attraverso mediazione linguistica, gestione delle domande e delle risposte durante gli incontri e le attività svolte tra le due sponde dell’oceano attraverso la porta. Museo nazionale dell’Emigrazione italiana (Mei): collaborazione nella gestione del calendario degli eventi culturali, preparazione di materiale per la diffusione on line delle notizie relative al Museo, aiuto allo staff scientifico per la gestione delle attività culturali». Insomma, collaboratore culturale e social media manager a costo zero per l’Amministrazione.

Val la pena ricordare che secondo l’Istat le persone in cerca di occupazione a Genova nel 2020 erano 21.056. Il tasso di disoccupazione di Genova è il più elevato tra tutte le città del centro-nord (8,4%).

Per chi volesse candidarsi a lavorare gratis, questo è il bando sul sito del Comune.

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