Oggi a Genova 

Omicidio Scalamandrè, in Appello assolto Simone. Confermata la condanna per Alessio

«Un primo passo è stato fatto – dice Luca Rinaldi, avvocato di Alessio insieme ad Andrea Guido -. Presenteremo ricorso con ancora maggior vigore alla luce dell’assoluzione di Simone che cambia la connotazione del fatto. Il giudice pubblicherà le motivazioni della sentenza entro 60 giorni e sulla base di quelle faremo ricorso. Siamo parzialmente soddisfatti, è stato fatto un primo passo verso la verità»

Simone (che in primo grado era stato condannato a 14 anni di carcere) è stato assolto mentre la corte di assise d’appello di Genova presieduta dal giudice Annaleila Dello Preite ha confermato per Alessio la condanna a 21 anni di reclusione.

Un’altra volta, come in primo grado, è stata respinta la richiesta di perizia psichiatrica per Alessio. Secondo i sui legali non era in grado di intendere e di volere quando colpì suo padre Pasquale Scalamandrè, fino ad ucciderlo. Secondo la difesa, il giovane era esasperato dai comportamenti dell’uomo nei confronti della madre, tanto che si era anche rivolto a un centro antiviolenza chiedendo di essere aiutato da uno psicologo.

Pasquale Scalamandrè era stato ucciso la sera del 10 agosto nell’appartamento della famiglia a San Biagio, dove i due ragazzi abitavano con la madre. La donna, però, in quel momento era collocata in Sardegna grazie a un programma di tutela delle donne che si sentono minacciate. Pasquale si era recato presso la casa familiare per parlare con i figli. Poi le cose erano trascese e Alessio lo aveva colpito.

Rispetto alla sentenza di primo grado, anche il pm Francesco Cardona Albini aveva fatto ricorso in Appello chiedendo che fosse esclusa l’attenuante della “minima importanza” del contributo all’omicidio di Simone, difeso dall’avvocato Nadia Calafato. Il giudice, in primo grado, aveva applicato l’attenuante ritenendo però Simone colpevole e lo aveva condannato a 14 anni. In appello, come si è detto, è stato assolto.

Il ricorso dei legali di Alessio puntava a spuntare per lui la legittima difesa, a maggior ragione del fatto che il giovane non si sarebbe accanito sulla vittima, ma la tesi non è stata recepita.

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