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“Il Provinciale”, la trasmissione su Genova che fa venire voglia di conoscerla meglio anche ai genovesi

La trasmissione della Rai ha restituito dignità televisiva a Genova dopo l’ignobile banalità del male della trasmissione di Giletti. Belle immagini da prospettive non scontate (Boccadasse è sempre Boccadasse e i vicoli son sempre i vicoli e non è facile), scorci ignoti anche a molti genovesi, crêuze e carruggi. Bei testi pensati e pesati parola per parola, misurati e pieni, capaci di raccontare senza necessariamente spettacolarizzare, di far percepire ciò che è caratteristico rimane senza far sentire puzza di muffa o, peggio, sentore di sintetico-turistico

Tutto corrisponde all’idea di Genova che ha solo chi la ama. Quaranta e gli autori che lavorano con lui sono riuscito persino a parlare della cucina genovese senza cadere nella monocultura della banalità del pesto e senza far marchette a questo o quel ristoratore di main stream. Anche le citazioni da De Andrè, che fanno da colonna sonora all’intera trasmissione, nel contesto, sono parse per nulla scontate: il rischio era fortissimo, quantomeno per i telespettatori genovesi. E invece no. Sono state scelte da chi evidentemente conosce profondamente l’opera del cantautore-poeta genovese per eccellenza.

Dai forti al cimitero di Staglieno, dalle colline del levante alle fototrappole per il gatto selvatico, dalla cremagliera Principe Granarolo ai giardini segreti di Castelletto, da Castello D’Albertis a piazza Acquaverde, la trasmissione ha raccontato storia e personaggi noti e meno noti come solo chi conosce davvero e ama questa città può fare.

Bella anche la breve intervista a Rossella Bianchi, priva di spiacevoli malizie, molto orientata all’ascolto e al racconto, con riferimento a Don Gallo.

In una gag con una partitella di calcio in corso Italia sono passati con grazia persino il nostro eterno brontolare e il fatto che Genova non è esattamente una città per giovani.

Questa la descrizione della trasmissione sul sito Ray Play:

Un viaggio ligure, dai monti al mare, passando dal cuore di una città “verticale”: Genova. Eccezionalmente, il Provinciale, in questa puntata, con contenuti extra, non racconterà un territorio sconosciuto immerso in una natura selvaggia ma una città: “Zena” la Superba. Federico Quaranta, nella sua città natia, partirà dalle alture dei 16 forti genovesi, posti sulle alture alle spalle della città, per poi raggiungere il mare, attraversando le “creuze”, le stradine scoscese, magnificamente cantate da Fabrizio De André, che collegano le montagne con la costa, attraversando i caruggi, i vicoli del centro storico. Mia Canestrini andrà ad esplorare il parco naturalistico del Beigua, per osservare da vicino quel punto, unico in Italia, nel quale le Alpi incontrano l’Appennino. Oltre agli scenari naturalistici, marinari e montanari, i dettagli architettonici e la bellezza di una città gloriosa, saranno gli incontri a segnare il passo di questo cammino: una coppia di musicisti appassionati di creuze e di trekking urbano, un ragazzo che raccoglie tutte le scritte più iconiche sui muri del centro, la prima bottega che vendeva i jeans che pare siano stati creati inventati proprio a Genova, il comico Enrique Balbontin che passa al setaccio tutti i difetti della città e infine Mauro Pagani, l’artista che ha composto le musiche dello storico album “Creuza de Ma”, il quale, direttamente dalla stazione del paesino di Sant’Ilario, racconta della sua profonda amicizia con De André. Un cammino verticale, vorticoso, spettacolare, imperdibile.

Una trasmissione che fa venire voglia anche ai genovesi di conoscere meglio la città. Vale un milione di spot, sterilizza ogni tentativo di strumentalizzazione dei fatti di cronaca e apre gli occhi e il cuore alla meraviglia.


Guardate la puntata su RaiPlay cliccando qui. Vale la pena.

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