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Anpi: «L’antisemitismo non è una barzelletta. Incredibile e vergognoso il rifiuto di discuterne in consiglio comunale»

La segreteria genovese dell’associazione: «Non è accettabile l’atteggiamento della giunta Bucci, incapace di esprimersi sui valori fondanti del vivere democratico, in una città medaglia d’oro della Resistenza»

 «Apprendiamo che oggi, in Consiglio Comunale, sono state respinte tutte le richieste con le quali i gruppi dell’opposizione chiedevano di discutere in aula lo sconcertante episodio che ha visto protagonista domenica scorsa l’assessora Lorenza Rosso che, rappresentava Sindaco e Comune alla Giornata della Cultura Ebraica – si legge in una nota dell’Anpi Genovese -. Ha pensato bene di affidarsi a una “storiella” incentrata sui più biechi stereotipi antisemiti. Inaccettabile che una città che si fregia di aver concesso la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, possa farsi rappresentare da chi racconta storielle sugli ebrei. Una modalità che, nel secolo scorso, è stata tra i mezzi di delegittimazione dei cittadini di origine ebraica, fino ad arrivare alle leggi razziali e alle deportazioni di cui la fase finale si chiamò Shoah. E se chi le racconta non ne capisce la gravità, non è adeguato di rappresentare la nostra comunità».

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«Non è accettabile che il sindaco e la sua assessora pensino di aver chiuso “l’incidente” con una lettera privata alla comunità ebraica – continua il comunicato -. Non bastano le scuse o le lettere private scritte, perché in quel contesto rappresentano tutti i cittadini genovesi e non i singoli Bucci e Rosso. Questo comportamento rende la cosa ancora più grave. Non è ammissibile, infatti, pensare di rifiutare una discussione in aula dopo aver disatteso più o meno volontariamente i dettami dell’art.3 della nostra Costituzione. Di cosa avete paura, del giudizio dei genovesi? Governare non vuole dire “comandare” e questo deve essere compreso. Oggi impegnarsi contro ogni rigurgito razzista e antisemita, in una città che convive con la multietnicità non può risolversi con una risata e i genovesi meritano questa attenzione Noi che queste tematiche le viviamo quotidianamente nei nostri quartieri di sicuro non ci ridiamo sopra».

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