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Aggressione comincia in via Degola e prosegue sul bus che riparte e si ferma solo alla successiva fermata. Due feriti

Tutto incomincia intorno alle 6 del mattino di sabato scorso quando in via Degola alcuni giovani vengono aggrediti da un gruppo di persone. Le vittime cercano rifugio su un bus della linea 1 alla fermata, ma salgono anche gli inseguitori. L’autista chiude comunque le porte e procede nel suo viaggio. Dirà poi di aver sentito l’odore dello spray al peperoncino e di essersi accorto del trambusto. Né lui né altri passeggeri sono stati aggrediti né colpiti dallo spray urticante, assicurano ad Amt. Non si è trattato di vandalismo né di violenza generalizzata a chiunque, magari dettata da qualche bicchiere di troppo: è stato un pestaggio in piena regola ai danni di precisi soggetti inseguiti e aggrediti già in strada. Le vittime racconteranno, una volta raggiunte dalla Polizia e soccorse dal 118, che il gruppo che le inseguiva aveva con sé una pietra e una bottiglia di vetro, usate come armi

Solo quando l’autista raggiunge la fermata di via Pieragostini apre le porte come accade normalmente ad ogni fermata: le vittime, rimaste alla mercé degli aggressori per tutto il tragitto di 300 metri tra una fermata e l’altra, finalmente possono scendere, inseguite dai violenti. Tutti si dirigono verso Campi. Nel frattempo arrivano le volanti della Polizia perché la centrale del 112 era stata avvertita da un passante che ha visto l’inizio del pestaggio in via Degola. Affidate le vittime ai soccorsi sanitari ed eseguiti i primi accertamenti, i poliziotti devono rintracciare il bus che aveva proseguito la sua corsa.

Il personale Amt girerà poi le foto dei sedili insanguinati al sindacato Ugl che la diffonderà ai media facendone bandiera della campagna sindacale sulla sicurezza degli autisti per cui si è già tenuto uno sciopero serale (senza che fosse fermato il servizio Amt) e per cui è già stato proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore a ottobre. Altri sindacati preferiscono lo strumento della trattativa e hanno già ottenuto qualche risultato. Orsa Tpl, ad esempio, ricorda «la chiusura del posto di guida per rendere più sicuro il personale, alle telecamere a bordo dei mezzi a ciclo continuo e il pulsante di emergenza attivabile dagli operatori» e spiega che un incontro con i vertici dell’azienda e l’assessore comunale competente Matteo Campora si è tenuto l’8 agosto e un altro è previsto a settembre.

Roberto Piccardo, dirigente sindacale Ugl Fna, invece, parla di «rissa tra stranieri usciti dalla discoteca» (una rissa è cosa ben diversa da un’aggressione e non c’è alcun riscontro ufficiale del fatto che si trattasse di persone tutte uscite dalla discoteca) e chiede lo stop dei servizi serali e notturni di tutto il trasporto pubblico a tutela degli autisti. Cioè di interrompere il servizio in tutta la città, in sostanza di lasciare a terra tutti i cittadini, negli orari serali e notturni. I fatti di sabato, però, non sono una semplice intemperanza avvenuta sul bus: il pestaggio è cominciato a terra. Il mezzo, a buon senso, se il pericolo era stato avvertito avrebbe dovuto fermarsi alle prime avvisaglie di violenza, in via Degola o subito dopo, nel percorso. Se pericolo c’era, per i passeggeri come per l’autista, era forse il caso di fermare la corsa e chiamare le forze dell’Ordine. Invece questo non è avvenuto e il mezzo Amt ha proseguito il tragitto, tanto che poi la Polizia di Stato ha dovuto rintracciarlo. In quel momento il mezzo è stato tolto dal servizio per la necessaria pulizia.

Nel frattempo alla fermata di via Pieragostini erano intervenuti i soccorsi sanitari inviati dal 118, in codice rosso per dinamica: l’auto medica Golf4, l’ambulanza dei Volontari del Soccorso di Fiumara (che ha trasportato un ventiduenne all’ospedale Villa Scassi con codice ridimensionato a giallo, di media gravità) e la Croce d’Oro di Sampierdarena, che ha medicato una seconda persona sul posto.


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