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Siccità e mare troppo caldo: sempre meno mitili e invasione di meduse. I miticultori della Spezia lanciano l’allarme

La Natura ci presenta il conto in molti modi. I segni tangibili dei cambiamenti climatici: oltre al tragico crollo del seracco sulla Marmolada, oltre alla siccità che rischia di distruggere i raccolti, c’è anche l’aumento delle temperature del mare, più alte anche di 5 gradi rispetto alla media del periodo. Scompaiono i cavallucci marini e, portate dalle correnti caldo, arrivano le meduse e si moltiplicano i vermi cane o vermi di fuoco, perché urticanti. Intanto le orate sbranano i muscoli. I produttori spezzini temono di dover contingentare le consegne ad agosto. Solo le piogge potrebbero abbassare la temperatura del mare e invertire la tendenza

Il fastidio immediatamente percepito dai liguri e dai turisti è l’invasione delle meduse sulle nostre coste: i social si stanno riempendo di fotografie. Le meduse non possono spostarsi autonomamente: vengono spinte dalle correnti, in questo caso correnti calde. Ma c’è molto di più e di peggio.

I ricercatori italiani del Cmcc (Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici) hanno rilasciato una nota in cui affermano che i mari italiani sono già molto più caldi del solito. Il Mar Mediterraneo è più caldo di 4-5 gradi rispetto alla media, con temperature oltre la norma prima nel mar Ligure e poi nel golfo di Taranto, luogo in cui ormai si è arrivati a registrare +5ºC sopra la media.

L’anomalia è la differenza tra la temperatura prevista e quella media (cioè, il rosso indica più caldo del normale).
Il contorno rosso scuro evidenzia dove è stata superata la soglia MHW per quel giorno.

Le temperature medie e di soglia MHW (definite come il 90° percentile delle temperature per ciascuna data) sono calcolate dai dati satellitari osservati a lungo termine (“oss.”). I dati satellitari quasi in tempo reale sono i dati più aggiornati forniti dagli stessi satelliti. L’ombreggiatura arancione viene utilizzata per evidenziare quando la temperatura osservata è al di sopra della soglia MHW; tali condizioni che durano per 5 giorni o più sono considerate un MHW.

La fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) è una struttura di ricerca scientifica che opera nel campo della scienza del clima e si prefigge di approfondire le conoscenze sulla variabilità climatica, le sue cause e le sue conseguenze, attraverso lo sviluppo di simulazioni ad alta risoluzione con modelli globali del sistema Terra e con modelli regionali, con particolare attenzione all’area del Mediterraneo.

In una nota rilasciata alla fine di Giugno, il CMCC (firmata dagli scienziati Ronan Mc Adam, Giulia Bonino, Emanuela Clementi e Simona Masina) spiega che «Le temperature attuali nel Mar Ligure e nel Golfo di Taranto sono più calde del solito, con livelli di quasi 5 ° C sopra la media. Come si evolverà la situazione nel prossimo futuro e quanto sarà simile all’ondata di caldo che abbiamo vissuto nel 2003? Qui guardiamo le analisi prodotte da CMCC sulle ondate di caldo marine nel Mar Mediterraneo».

Un’ondata di caldo marino (MHW) iniziata all’inizio di maggio 2022 si sta ora diffondendo verso est attraverso il Mar Mediterraneo.

I MHW si verificano quando le temperature oceaniche superano una soglia estrema per più di 5 giorni consecutivi. Nell’ultimo mese, due anticicloni hanno portato aria bollente dall’Africa subtropicale al Mar Mediterraneo. Le recenti osservazioni satellitari della temperatura della superficie del mare (SST) , fornite tramite il Copernicus Marine Service , confermano l’effetto sorprendente che questa aria calda ha avuto sul mare. Ad esempio, il Mar Ligure ha sperimentato condizioni di MHW per 3 settimane prima di decadere e tornare a metà giugno. Il MHW ha colpito il Golfo di Taranto più tardi ma con maggiore intensità, raggiungendo quasi 5 ° C sopra la media.

Il monitoraggio e la previsione dei MHW diventeranno fondamentali per valutare ed evitare danni agli ecosistemi e ad attività economiche cruciali come la pesca e l’acquacoltura. Il CMCC mantiene il Mediterranean Forecasting System (MedFS) , che produce le previsioni dei prossimi 10 giorni e una ricostruzione del recente passato nota come analisi, entrambi disponibili gratuitamente sul Copernicus Marine Service. Negli ultimi due mesi, l’analisi MedFS è riuscita a catturare con precisione l’inizio, la persistenza e il decadimento della temperatura superficiale delle attuali condizioni estreme.

Prodotta martedì 21 giugno, la previsione realizzata per fine giugno prevede che il MHW persisterà debolmente nel Mar Ligure ma continuerà ad intensificarsi nel Golfo di Taranto. Il MHW coprirà ancora la maggior parte del bacino occidentale, ma continuerà a diffondersi nell’Adriatico e nello Ionio.

Nel maggio 2003 le condizioni erano simili a quelle che osserviamo oggigiorno. Sono stati seguiti in luglio e agosto dagli eventi più gravi, di lunga durata ed ecologicamente devastanti mai registrati. Da allora, il numero, la durata e l’intensità dei MHW hanno continuato ad aumentare in tutto il Mar Mediterraneo. Al CMCC, il lavoro in corso nella FEVERSEA ESA Research Fellowship (Dott.ssa Giulia Bonino) e il progetto EuroSea (Dott. Ronan McAdam) continuerà a far avanzare la ricerca nella comprensione e nella previsione dei MHW in questa regione vitale di attività economica e biodiversità.

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